Editore: Mondadori
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804103400
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    paolo

    12/02/2016 15:17:18

    Esilarante ed al tempo stesso commovente ritratto di un uomo che tutto subisce torti ingiustizie ed in ultimo la gloria.Molto bello anche per lo scorcio che Chiara da' dell'epoca del Fascio con qualche luce ma tante ombre.

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    Alessandro

    19/02/2014 23:14:22

    Protagonista di questo terzo romanzo di Chiara è Anselmo Bordigoni, animale di razza tipicamente 'chiariana': solito forestiero che si stabilisce nella solita Luino per i soliti misteriosi motivi; portatore del solito difetto fisico (è grasso fino all'inverosimile); solito tonto che in un modo o nell'altro si caccia nei guai per la malevolenza altrui. Il contesto storico della sua vicenda è l'Italia fascista, le cui storture vengono amplificate in contesti piccoli e provinciali come Luino. Sicché una diceria da cortile non provata costringe Anselmo al confino nel sud Italia. Proprio qui nuove dicerie non provate lo faranno diventare un eroe, e quando tornerà nel paese di origine il nostro uomo sarà accolto come un messia. In ogni situazione il povero Anselmo non ci mette mai il becco; subisce sfortune e fortune in quieto silenzio. Il Bordigoni afferisce con pieno merito al novero degli idioti veri e presunti in letteratura. E rispetto a molti illustri colleghi è persino più credibile: non si capisce mai fino in fondo se egli c'è o ci fa. Chiara mi conferma in questo romanzo quanto di buono ho già ravvisato nelle opere precedenti. La sua scrittura è leggera e ingannevole nella sua semplicità. La sua ironia è irresistibile. Le sue storie sono divertenti anche quando trattano di cose 'serie'. E' un narratore puro come pochi fra gli italiani del '900. Insomma, mi ha convinto. Anche se ripeto quanto ho scritto per 'La spartizione': attendo di capire se Chiara sia stato capace di andare oltre e di fare il salto di qualità.

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    Renzo Montagnoli

    20/01/2012 08:34:53

    Io, che pensavo di aver letto tutto di Chiara, tranne Il balordo, forse per il titolo che non mi attraeva, ora sono contento di parlarne, perché per ultimo mi sono riservato il suo romanzo più bello, che non esito a definire un capolavoro per il tema trattato, per come è stato svolto, per la grande maestria con cui, più volte, si è indotti al riso e contemporaneamente al pianto, come appunto nelle pagine della morte di Anselmo Bordiga, il protagonista, un personaggio straordinario e indimenticabile. Il balordo è un'opera imperdibile.

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