Il bambino nel bosco - Karin Fossum - copertina

Il bambino nel bosco

Karin Fossum

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Traduttore: M. Podestà Heir
Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 8 aprile 2008
Pagine: 248 p., Brossura
  • EAN: 9788876848568
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Una coppia trascorre la domenica passeggiando nel bosco. All'improvviso la giornata viene stravolta: qualcosa è steso ai piedi di un albero, un bambino nudo dalla vita in giù. Morto. I due chiamano la polizia, ma prima che arrivi, Kristine vede con orrore che il marito scatta fotografie della scena con il cellulare. L'ispettore Sejer scopre subito che il bambino era Jonas Lowe, otto anni, e aveva passato la notte a casa di un amico. Ma non ha indizi. Perciò cerca tutti i pedofili noti della zona, interroga i bambini, i genitori e gli insegnanti, senza trovare nulla. E le cose peggiorano quando scompare un altro bambino.
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    Paolo Mambelli

    25/08/2017 14:24:23

    Un bimbo rinvenuto cadavere e un altro scomparso pochi giorni dopo: l'incubo di un pedofilo trasformatosi in serial-killer. Una lunga indagine che mette a dura prova la sua celebre coppia di investigatori: Konrad Sejer e Jacob Skarre. Ma come al solito la Fossum è più interessata alle persone che non ai dettagli dell'inchiesta. Dai poliziotti ai parenti delle vittime, dai compagni di classe dei bimbi al presunto omicida, dai testimoni ai semplici abitanti del piccolo borgo: tutti gli attori in scena, nessuno escluso, devono passare sotto la lente d'ingrandimento dell'autrice. Vizi e virtù dei personaggi sono messi a nudo senza pietà, in un'atmosfera che pagina dopo pagina si fa sempre più morbosa, al punto che nemmeno la poesia dei luoghi descritti può alleggerirla. E a conclusione della lunga indagine, quando ogni fatto sarà chiarito, tracciare una linea netta che separi i colpevoli dagli innocenti non sarà impresa facile.

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    giacomo Bellini

    20/11/2015 11:10:27

    Forse un romanzo sottotono della scrittrice. Trama giù di corda, il libro fa affidamento solo sulla bravura stilistica della Fossum.

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    Alina

    07/10/2011 13:19:03

    Senza essere un capolavoro è comunque un libro apprezzabile.

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    etta

    07/06/2011 19:21:27

    io l'ho letto tutto d un fiato poichè ha una trama coinvolgente, ricca e non banale..è il primo libro che leggo di questo autore ma ne sto già cercando un altro!

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    Koki

    08/01/2011 21:13:11

    Bello, come tutti gli altri...

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    Kat70

    28/03/2010 20:56:10

    Karin Fossum scrive molto bene e lo conferma anche in questo romanzo, molto avvincente, coinvolgente e piuttosto originale. C'è però morbosità nel dipingere una società malata e senza speranza dove i personaggi positivi sono dei frustrati e i pedofili hanno una verità da esprimere. Per questo motivo non mi convince del tutto, l'originalità a qualsiasi costo sacrifica spesso i contenuti, come in questo caso. Consiglio piuttosto Amatissima Poona che è decisamente di un livello superiore.

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    Walther1

    19/07/2009 10:24:51

    Il romanzo presenta una scrittura scorrevole e pertanto si legge bene. L'intento di studiare i crimini anche dal punto di vista psicologico di chi li ha compiuti da una parte è lodevole, elevando il livello del libro rispetto a tanti altri thriller (spesso troppo netti nel separare il bene e il male, i "buoni" dai "cattivi"); ma, dall'altra parte, rischia di apparire in alcuni passaggi morboso rispetto ad un mondo assolutamente esecrabile e da condannare come quello della pedofilia

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    Franco Cavallaro

    24/10/2008 15:38:42

    Grande thriller , a chi avesse letto solo questo consiglio vivamente tutti gli altri libri della Fossum.

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    manrico

    03/07/2008 10:35:58

    ho letto tutto (tranne chi ha paura del lupo) di karin fossum.ho trovato questolibro molto bello.ci sono i temi classici dell'autrice:piccole comunita',delitti improvvisi,motivazioni "futili".mi sento di consigliarlo anche se nella mia classifica personale il libro piu' bello rimane mia amatissima poona .

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    lalli

    22/04/2008 10:33:03

    UN BEL GIALLO FREDDO E TAGLIENTE NELLA MIGLIOR TRADIZIONE SCANDINAVA..GENIALE IL PERSONAGGIO DEL PEDOFILO GENTILE!

Vedi tutte le 10 recensioni cliente
Sebbene sia tradotta in Italia dal 2003, Karin Fossum ha raggiunto la massima notorietà quattro anni dopo, in seguito alla premiazione alla Mostra del cinema di Venezia della pellicola di Andrea Molaioli, La ragazza del lago. Il film, che trasferisce dai fiordi norvegesi al paesaggio della Carnia la storia dell'assassinio di una giovane, è infatti ispirato alla trama poliziesca del penultimo romanzo della scrittrice norvegese, Lo sguardo di uno sconosciuto: ossia il secondo caso affidato allo zelante ispettore Konrad Sejer (diventato, nella trasposizione cinematografica, il commissario Sanzio, interpretato da un impeccabile Toni Servillo), uno dei detective più riusciti della letteratura poliziesca scandinava.
Più di una caratteristica sembra avvicinarlo a Maigret: è descritto come un uomo di mezza età, dal fisico massiccio, dal contegno compassato, curato esteriormente (le sue camicie sono sempre stirate di fresco così come le scarpe tirate a lucido) e poco propenso al riso. Anche il suo procedere investigativo ricorda da vicino il "non-metodo" del collega del Quai des Orfèvres. Sejer, infatti, si lascia condurre dall'istinto, si immerge nelle atmosfere dei luoghi in cui i delitti sono stati commessi e, soprattutto, indaga la psicologia dei personaggi. L'ispettore norvegese non si accontenta di scoprire l'autore di un crimine, ma si sforza di rintracciare gli occulti meccanismi dell'animo umano che inducono a compierlo ("ho bisogno di una conferma: che la malvagità pura è rara"). La demarcazione tra bene e male, tra vittime e colpevoli è difficile da tracciare. Per questo gli assassini a cui dà la caccia appaiono sempre come "brave persone", soltanto poco socievoli, abitanti in sperdute fattorie circondate da folte foreste e lividi specchi d'acqua. Sono tali anche di fronte ai delitti più aberranti, come quelli raccontati in quest'ultimo romanzo.
Nel bosco di Linde, nel sud-est della Norvegia, in una tiepida domenica di settembre viene scoperto il cadavere parzialmente svestito di Jonas August Løwe, un bambino di otto anni di cui era stata denunciata la scomparsa. Sul suo corpicino vi sono evidenti segni di violenza sessuale. Qualche giorno dopo, la sparizione di Edwin Åsalid, un obeso ragazzino di dieci anni, sembra collegarsi alla vicenda facendo temere la presenza di un pedofilo a Huseby e dintorni. Il tema di questo thriller psicologico, altamente raccapricciante e coinvolgente, prende al laccio il lettore, lo raggira giocando sulle sue emozioni, mentre efficace risulta la modalità del racconto che il narratore onnisciente affida ai diversi punti di vista dei personaggi principali. Tra quelli che rivelano gli animi più complessi, e perciò interessanti, spicca quello della sensibile Kristine, responsabile, insieme al marito Reinhardt, del ritrovamento del primo cadavere; tra i più ripugnanti quello del colpevole della morte di Jonas. Lo scioglimento del duplice mistero si fa attendere sette mesi (durante i quali Sejer, coadiuvato dal giovane e ricciuto assistente Jacob Skarre, non disdegna di interpellare un pedofilo pentito piuttosto che un pranoterapeuta), ma giunge decisamente sorprendente, sovvertendo ogni previsione e attesa.
Rossella Durando
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