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Camilla Läckberg

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2013
Pagine: 526 p. , Brossura
  • EAN: 9788831715607

A meno di un anno dalla pubblicazione dell’ultimo romanzo della serie, L’uccello del malaugurio, ritornano i protagonisti di Camilla Läckberg: la scrittrice Erica Falck e suo marito, il vicecommissario di polizia Patrik Hedström.
Molti dei suoi lettori abituali, avvezzi alle trame poliziesche e amanti dei gialli svedesi scritti bene, si staranno sicuramente domandando che aria tiri a Fjällbacka. Sapranno infatti che la ridente cittadina costiera della Svezia, battuta dal vento e popolata da pescatori e qualche sparuto turista, ha sempre un mistero da nascondere. La vita nei piccoli villaggi di periferia solitamente scorre via senza scossoni, tra incombenze quotidiane e qualche piccola ricorrenza speciale, ma se si tratta della Svezia, cioè della patria del thriller contemporaneo, le regole sono ben diverse.
In questo quinto episodio Erica e Patrik, rimasti finalmente soli nella loro grande casa dopo che la sorella minore di Erica, Anna, è andata a vivere con il suo fidanzato, possono dedicarsi alle loro passioni. Erica deve assolutamente ricominciare a scrivere, perché il suo editore preme per avere la bozza del suo nuovo romanzo, invece Patrik ha lasciato momentaneamente il lavoro in polizia per dedicarsi a tempo pieno alla piccola Maya, che inizia a muovere i primi passi.
Tutto potrebbe scorrere liscio se non fosse per due piccoli strani episodi: Erica ha trovato in un vecchio baule in soffitta una medaglia nazista, avvolta in una camicia per bambino macchiata di sangue; Patrik, invece, ha trovato un cadavere. Seduto alla poltrona della sua biblioteca, il cranio spaccato, il sangue rappreso e un tappeto di mosche a infestare la stanza, c’è Erik Frankel, uno dei due figli del vecchio medico condotto del paese, esperto di storia nazista e collezionista di memorabilia. Si tratta, guarda caso, della stessa persona a cui Erica si era rivolta qualche mese prima, quando aveva trovato la medaglia in soffitta, per avere maggiori informazioni sulla possibile provenienza, ma anche dell’uomo descritto in molte pagine del vecchio diario di Elsy, la madre di Erica. Malgrado il congedo parentale e le scadenza contrattuali, per Erica e Patrik è davvero impossibile non farsi coinvolgere da questa storia.
Quando muore un genitore alcuni aspetti segreti della sua vita vengono inevitabilmente a galla. Erica aveva a lungo esitato prima di aprire i diari di sua madre. Più che altro temeva di compromettere il ricordo che aveva di lei scoprendo delle cose che forse non voleva conoscere. Alla fine però aveva ceduto, riportando alla luce una storia tremenda, risalente al 1943, quando Elsy aveva 13 anni e la Germania aveva invaso la Norvegia. In quell’epoca oscura Fjällbacka era un tranquillo villaggio di pescatori, l’eco della guerra in Europa penetrava nelle case solo attraverso i notiziari della radio, eppure la famiglia di Elsy, che trasportava merci nei mari del Nord, stava correndo dei grossi rischi.
Una trama che si dipana su due piani temporali, le vicende della seconda guerra mondiale e l’epoca attuale, intramezzata da moltissimi siparietti comici legati alla stazione di polizia più sconclusionata di Svezia, ma anche le vicende sentimentali di Erica e degli altri componenti della sua famiglia allargata, rendono questo nuovo romanzo, a detta di molti, il migliore della serie.
Camilla Läckberg conferma ancora una volta di essere tra i grandi maestri del genere thriller scandinavo e nello stesso tempo si distingue per un’abilità tutta femminile di mescolare le vicende private dei suoi protagonisti, tendenzialmente rintanati nelle loro vite abitudinarie come tutti i cittadini nordeuropei, con i grandi temi della storia recente. Lo fa utilizzando al meglio le tecniche della narrazione di genere, creando attese e tensioni crescenti, distribuendo indizi, insinuando dubbi, coinvolgendo il lettore in una spirale in cui ogni personaggio, nessuno escluso, potrebbe essere l’assassino.

Recensioni dei clienti

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    Luca

    03/05/2015 10.03.11

    Che noia che barba, che barba che noia...per riprendere un detto famoso. Si salvano le ultime 100 pagine, ma che fatica arrivarci. Storia troppo melensa, pappine, cioccolatini, pannolini, gravidanze inattese, pianti isterici, ex che rispuntano, dialoghi sdolcinati e stucchevoli che non fanno nemmeno gli adolescenti, più che un giallo uno sconclusionato fotoromanzo. Storia trascinata con forza dall'autrice per tre quarti della narrazione, di tutti i libri letti della Lackberg quello più insipido, poco ispirato, insieme alla Principessa di Ghiaccio.Non riesco proprio a capire chi ha dato un voto alto, purtroppo l'ho letto perché alcune recensioni erano buone, mi sono fidato, sbagliando.

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    nanni

    20/11/2014 10.06.27

    Un buon libro, l'autrice nel descrivere la vita quotidiana affronta temi moderni ed è la dimensione degli equilibri che si ricercano nella vita reale che rende il libro un'espressione e una testimonianza dell'organizzazione della vita familiare. La storia è abbastanza interessante.

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    Wentworth

    07/11/2014 10.30.54

    Meno male che me l'hanno regalato, abbandonato a metà, cosa rarissima per me, ma veramente...i dialoghi tra i due coniugi non meritavano ulteriori perdite di tempo prezioso da dedicare a migliori letture (e ci vuole poco).

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    NADIA3

    28/07/2014 16.01.23

    Dovrebbe essere un giallo su un argomento abbastanza serio invece, tra pappine ,manine ,dolcetti e risatine sembra quasi un manuale della perfetta donna un po' antipatica che gestisce famiglie allargate. Lettura elementare un po'troppo lunga anche sotto l'ombrellone.

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    Laura

    08/05/2014 21.46.16

    ...carino, come tutti i libri della lackberg che ho letto...Ma, come altri, sono vagamente scocciata e delusa da tutto questo fiorire di gravidanze, nascite, pappine, bambole e simili... soprattutto in questa "puntata" della saga, la cosa risulta pesante...e anche, sinceramente, poco credibile. I personaggi fanno appena in tempo a conoscersi che già figliano... ...ma non esistono contraccettivi, nel modo della lackberg!?

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    valentina

    24/04/2014 09.28.05

    ho faticato nella prima metà, ma poi la trama è come sempre avvincente. trovo che la lackberg sia davvero geniale nell'inventarsi questi intrecci.

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    Chiara

    17/04/2014 09.40.04

    Trovo che questo romanzo possa essere considerato a tutti gli effetti il migliore della serie. è una storia tenera, con personaggi indimenticabili ed una quasi nulla distinzione fra il buono e il cattivo. Ogni comportamento ha una sua motivazione profonda, antica o recente. Questo tratteggio così dettagliato rende il romanzo eccezionale.

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    camilla

    13/04/2014 17.21.16

    Come sempre la Lackberg non delude, storia ricca di mistero narrata attraverso la quotidianità dei protagonisti che si intreccia abilmente col racconto. Brava

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    mauro

    11/04/2014 17.00.24

    Bel libro. Vale la pena aspettare la fine(anche se da circa la metà del libro iniziavo a sospettare chi avesse ucciso il professore).

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    Laura

    31/03/2014 15.04.42

    A me il libro è piaciuto, l'ho letto con piacere. Ormai i vari personaggli sono diventati familiari e la storia è stata interessante. Se devo far un appunto: il finale è stato un po' deludente, nel senso che l'autrice era riuscita a creare un certo pathos che si è come "sgonfiato". Francamente mi aspettavo, data la storia, un finale un po' più d'effetto. Comunque consigliato.

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    rosanna robbiano

    06/01/2014 18.07.25

    La buona Camilla ci offre un vero e proprio tributo alle famiglie allargate ( molto probabilmente la sua è tradizionalissima, è in genere un classico in questi casi); donne con figli di un primo matrimonio che si mettono con l'ex della sorella a sua volta con prole, e ne restano incinte, facendo perdere la ragione al lettore che cerca di capire chi siano tutti questi bambini e di chi siano figli; poliziotte che con la propria compagna mettono su famiglia con tanto di bambino procreato tramite fecondazione esterna di un donatore, fratellastri che saltano fuori dopo decenni, ex mogli a loro volta risposate e con figli, che tentano di recuperare gli ex mariti a loro volta con bambini,insomma, il panorama quasi completo sulle famiglie alternative, etero e non. Il tutto, condito con uno stile spesso irritante da quanto è sciocco, con parole come "manine", "visetti", "testolina","braccine", e altre robine simili usate troppo spesso, oltre a frequentissime escursioni in divagazioni logorroiche e del tutto ingiustificate. In questa babele, Camilla si ricorda anche di inserire il nocciolo della questione, ovvero un giallo la cui trama, che affonda le proprie radici nel periodo storico della seconda guerra mondiale, sarebbe anche di per sé interesante. Un libro dal punto di vista letterario assolutamente pessimo, in cui l'autrice si crogiola godendo dell'ascoltare se stessa. 500 e passa pagine che potevano esserte meglio utilizzate; ne bastavano, come hanno detto altri che mi hanno preceduta, 200. Opera che mette a dura prova i nervi, da salone di parrucchiera, con tutto il rispetto per la professione.

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    susanna bottini

    05/01/2014 19.38.39

    La Lackberg, in tutti i suoi romanzi ( li ho letti infatti tutti), è come uno chef che presenta un piatto principale in cui però a farla da padrone è il contorno. Anche in questo caso, come sempre, non si smentisce. Mette in tavola un bel giallo, lo accompagna con una interessante escursione nella poco conosciuta storia della Svezia nella Seconda Guerra Mondiale, affronta l'altrettanto interessante aspetto dei moderni ultranazionalisti svedesi, ma poi butta tutto il buono fatto, come sempre esagerando con le storielle relative ai vari personaggi secondari; quindi veniamo a leggere di pannolini, pappe, gridolini infantili, corsi di salsa latinoamericana, e inoltre una bella e abbondante sbrodolatura di temi "politically correct" (vedasi il caso della poliziotta immigrata), ormai talmente abusati da risultare alquanto fastidiosi. Anche lo stile spesso scade in una prosa da romanzi in omaggio con le riviste femminili, che fa cadere le braccia. Peccato che nessuno riesca a incanalare il talento di questa scrittrice, indubbiamente esistente, liberandoci da tanta inutile prolissità e da questa Erica, che somiglia sempre più, quanto ad antipatia, alla Linda Wallander che Mankell (ahimè, anche lui), ha spesso piazzato senza validi motivi nei suoi romanzi. In tutti i casi, unb libro che si lascia leggere.

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    anna

    08/12/2013 12.05.11

    storia scorrevole, intrigata ed originale, l'unica cosa sono le storie famigliari....a parer mio più da romanzo che da giallo,le eviterei, ma ogni autore ha un suo stile che va rispettato. Lo consiglio si legge bene.

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    Nicoletta

    26/11/2013 11.26.18

    Sono pienamente d'accordo con chi ha trovato il libro prolisso e in alcuni passaggi noioso. I rigurgiti filo-nazisti nella società svedese sono stati trattati da Mankell con ben altro spessore letterario e tensione morale. E poi, ma questo e' un mio personale punto di vista, Erica sta diventando sgradevole e prepotente: le sue intrusioni in ospedale inaccettabili! Difficile leggere un libro con una protagonista così antipatica.

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    paola

    27/10/2013 09.18.10

    E', a mio parere,il miglior libro della Lockberg, scritto bene e coinvolgente; molto descrittiva negli intrecci psicologici e nella storia dei personaggi. Interessante la tresca tra Axel ,Erik ,Elsy e Britta. ottimo capolavoro

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    Robin

    21/10/2013 16.21.49

    La storia è bellissima e il giallo accattivante e ricco di pathos. Questa scrittrice non smentisce il suo talento e sforna dei gialli davvero ricchi e fantasiosi. Senza dimenticare la storia di una famiglia e delle vicende quotidiane di questo paese.

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    Daniele

    03/10/2013 22.55.21

    Troppo soap opera. Troppi personaggi di cui a volte si dimentica il nome ed il loro ruolo e quindi si deve tornare indietro per un "ripasso". Troppe le problematiche delle varie famiglie che fanno dimenticare quello che dovrebbe essere il filone intrigante del racconto. Non ho letto i precedenti e non sapevo che ci fosse una specie di "saga" intorno a questi personaggi ma trovo comunque la lettura se non proprio noiosa perlomeno non entusiasmante. Alla fine di un libro che ho da poco finito di leggere c'era una bella frase, scontata ma pur bella: quando un libro ti piace provi tristezza a finirlo ed a separanti dai suoi personaggi. Con questo racconto non accadrà'.

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    Maurino

    30/09/2013 00.01.05

    Bello! Come gli altri, una saga da non perdere, tutto nello stile scandinavo, posti, personaggi e mistero da veri amanti del genere!! Alla prossima cara Camilla!

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    Alessia

    11/09/2013 21.17.55

    Molto bello.... L'autrice si è riscattata...dato che l' ultimo non mi era piaciuto particolarmente.....

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    dublino80

    05/09/2013 20.44.47

    Premesso che amo i libri della Lackberg, è davvero una storia favolosa. Intreccia come al solito passato e presente, affetto e vendetta amore e tradimento. Mi piace molto l'umanità dei personaggi Mellberg è il mio mito, ma anche i personaggi minori sn fantastici. qualche critica beh Maja parla troppo e poi una bambina di un anno mangia la carbonara ? e la sindrome da Cabot cove troppi morti e misteri in un luogo cosi piccolo....ultima critica ho vissuto per un periedo in Svezia ma il caffè li non lo fa quasi nessuno qui arriva la polizia e subito pronto il caffè... frase Perchè chi non ama non rischia di perdere qualcuno.

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