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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2013
Pagine: 186 p. , Brossura

32 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Di ambientazione storica

  • EAN: 9788838931079

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    15/10/2015 17.08.05

    Almeno fino a oggi, non esiste un caso in cui un cittadino sia colpito dalla giustizia per la sua onestà e per il suo senso civico, tranne vhe nella vicenda dei Sacco.. Camilleri, sulla base di una corposa documentazione, ce ne parla, ci dice come sia potuto accadere che una famiglia laboriosa e rispettosa delle leggi, come quella dei Sacco, abbia avuto la vita stravolta e addirittura sia finita in carcere, a seguito di una connivenza fra mafia e politica che non è ancora stata debellata. I Sacco vivevano a Raffadali in provincia di Agrigento, erano persone dedite, con passione, al lavoro, oneste e benvolute, ma non accettarono le imposizioni della mafia, così che, per non essere eliminati, si dettero alla macchia, stravolgendo la loro vita. E se c'era da sperare in un cambiamento quando il famoso prefetto Mori, mandato da Mussolini in Sicilia con pieni poteri per combattere la mafia, questo venne alla svelta fugato, per il comportamento delle forze dell'ordine, irriguardoso di ogni legge; ne fecero le spese anche i Sacco, che avevano pure il torto di essere socialisti. Finirono braccati dalla mafia e dalla polizia, fino a che dovettero arrendersi e furono tradotti in carcere; processati, vennero riconosciuti colpevoli, pur in assenza di prove, ma solo di testimonianze inattendibili, e furono condannati all'ergastolo, tranne che per uno, a cui fu comminata una pena detentiva minore, anche se considerevole. I Sacco rifiutarono la domanda di grazia, e in quanto innocenti pretesero invece la revisione dei processi. Solo in tarda età furono convinti ad accettare la grazia, spiegando loro che poi si sarebbe provveduto a una lunga revisione che, per quanto ne so, non è mai avvenuta. Questo bellissimo libro di Camilleri è un pugno allo stomaco, perché l'autore ci accompagna passo dopo passo nella disperazione di questi uomini onesti, nella loro fede in un mondo migliore che non vedranno mai. Da leggere, ci mancherebbe altro.

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    Pino Chisari

    12/09/2014 14.06.46

    Interessante, ma non più di tanto. Per quanto la storia aiuti a capire come e perché la mafia ha potuto conquistare il potere che ha, non dice nulla di nuovo e la narrazione in sé non è molto avvincente. Se l'autore non fosse (almeno ufficialmente) Camilleri, il libro passerebbe inosservato. Peraltro non c'è traccia della sottile ironia (di matrice sicula) che caratterizza (tante) altre pagine del maestro.

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    ago

    09/04/2014 15.30.40

    Un altro bel Camilleri. Forse solo un po' troppo "frettoloso" nel finale,ma ha pur sempre il merito di raccontare storie poco note in maniera appassionante

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    Luciano

    27/01/2014 08.41.16

    Sarebbe anche un racconto interessante se fosse scritto in italiano e non in stretto dialetto, infarcito dei soliti scantare, incaniare, ammuttuni, scinnuto, cuffuna e via siciliando, espressioni quasi incomprensibili per noi del "continente", che alla fine rompono i cabasisi (per restare in tema) e rendono la lettura ostica e impervia e fanno arrivare alla fine con un respiro di sollievo per la fatica sopportata.

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    giuliano

    08/01/2014 16.47.01

    Da evitare! Solitamente l'accoppiata Camilleri/Sellerio era una garanzia, spero solo si tratti dell'eccezione che conferma la regola. Si tratta per me, così come è stato strutturato, di un articolo buono per la pagina culturale del Corriere della Sera; caro Camilleri, non è che tutto quello che scrivi devi per forza pubblicarlo, non vorrei mai vedere in libreria la tua lista della spesa.

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    NADIA3

    07/01/2014 18.36.25

    Quando Camilleri scrive un libro è un obbligo leggerlo però se Camilleri scrive questo tipo di libro, pseudo Bignami di storia sicula, allora è un obbligo lasciar perdere. Il voto non è 1 solo per fiducia e perché il Maestro è comunque un grande.

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    marcello

    03/01/2014 16.32.50

    raccontino di storia sicula e nulla più !

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    giorgio g

    10/12/2013 09.09.52

    Probabilmente scritta troppo in fretta, l'ultima fatica di Andrea Camilleri mi ha un po'deluso. Intendiamoci, la storia è coinvolgente ed è raccontata con la consueta scioltezza, ma nel lettore è rimasta la sensazione che lasciarla decantare per un po'e poi riprenderla ritoccandola qua e là le avrebbe giovato. Il quadro che ci traccia della Sicilia di quasi un secolo fa è spaventevole: per i quanti problemi abbia oggigiorno l'isola sono nulla in paragone di allora, quando andare in giro armati era la forma elementare di difesa. Per chi volesse approfondire la conoscenza del opera del Prefetto Mori nella repressione del fenomeno mafioso, consiglierei il libro di Arrigo Petacco "Il Prefetto di ferro".

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    claudio

    03/12/2013 14.07.15

    Non sarà all'altezza di precedenti opere di Camilleri, ma a me questo libro è piaciuto. E' il racconto di come una famiglia per bene nella Sicilia degli anni successivi al primo dopoguerra si trovò a combattere contemporaneamente con la mafia e con lo Stato che era sceso in forze per combattere la mafia. Così i fratelli Sacco ne furono stritolati e passarono molti anni della loro vita nelle patrie galere.

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    Liliana

    23/11/2013 00.05.43

    Si legge perché Camilleri è un mito...ha un buon incipit....ma si perde poi...peccato!

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    LUCA

    17/11/2013 17.54.15

    non all'altezza de LA PRESA DI MACALLE' o altri, pero' accettabile, anche se da Camilleri ci si aspetta sempre il massimo

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    mauro

    11/11/2013 10.01.57

    Che delusione. Uno compera e legge Camilleri sulla fiducia e poi si accorge che si trova davanti ad un racconto banale. Camilleri per favore non entrare nella girandola del "tutto fa brodo" pur di pubblicare un libro ogni due mesi. Grazie

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    MarcoInd

    19/10/2013 16.39.46

    forse non all'altezza dei recenti romanzi storici(La rivoluzione della Luna, La setta degli angeli etc..) ma, sempre bellissimo per la capacità di portarti davanti agli occhi la realtà siciliana degli anni 20 e al tempo stesso renderla attuale. Capacità innate dei grandi scrittori.

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