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Una barca nel bosco - Paola Mastrocola - copertina

Una barca nel bosco

Paola Mastrocola

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Editore: Guanda
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 febbraio 2016
Pagine: 257 p., Brossura
  • EAN: 9788823515314
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Una barca nel bosco

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Gaia la libraia

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Vincitore premio Campiello 2004

Gaspare Torrente, figlio di un pescatore e aspirante latinista, approda a Torino da una piccola isola del Sud Italia. Un ragazzo come lui, che a tredici anni traduce Orazio e legge Verlaine, deve volare alto, fare il liceo e scordarsi il piccolo mondo senza tempo della propria infanzia. Ma la scuola superiore tradisce le sue aspettative: si trova alle prese con programmi flessibili, insegnanti incapaci e compagni "alla moda". Si sente sempre fuori tempo, fuori posto, come una barca nel bosco. E anche l'università, qualche anno dopo, non è da meno. Ma proprio quando tutto sembrerebbe perduto, la vita gli regala una svolta sbalorditiva, un riscatto etico ed estetico nei confronti di una società che riconosce solo i gregari e di un sistema scolastico che si rivela inadeguato a coltivare un talento.
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  • User Icon

    cocchi

    02/12/2020 09:07:21

    Un libro che mi fu dato da leggere alle scuole medie e che ogni due o tre anni rileggo sempre molto volentieri.

  • User Icon

    Valeria

    30/08/2020 14:55:03

    Libro piacevolissimo, scrittura scorrevole e spiritosa, una storia che può all'inizio sembrare "normale" ma che poi diventa originale vista l'aggiunta di un po' di fantasia. Il finale.... di quelli che ti fanno riflettere, ti commuovono e ti fanno dispiacere perché il libro è finito.

  • User Icon

    Elisabetta

    17/08/2020 15:25:54

    Ho letto questo libro divorando letteralmente le pagine in due giorni, sono scorrevoli ed inducono il lettore ad andare avanti fino alla fine. Il libro offre un’interessante panoramica sull’attuale mondo scolastico, sia liceale che universitario, fino al suo epilogo naturale che dovrebbe essere l’inserimento lavorativo. In questo excursus, fatto tramite l’esperienza di vita del protagonista, Gaspare Torrente, il lettore si trova di fronte al capovolgimento dei valori scolastici: ragazzi che pensano non a studiare, ma a seguire l’ultima moda per essere integrati nel “branco”, professori che, con la scusa di non chiare innovazioni nella metodologia di apprendimento, non stimolano i ragazzi ad un interesse verso la conoscenza, ma sono addirittura indispettiti da uno studente che non vuole perdere tempo, ma chiede loro un maggior impegno didattico. Il mondo dell’istruzione si trova impreparato di fronte ad un ragazzo talentuoso e non riesce a dargli il sostegno di cui avrebbe bisogno. La scuola fallisce in quello che sarebbe il suo compito principale: la formazione culturale dell’individuo. Di fronte a questo fallimento, l’autrice descrive una realtà liceale, fatta di figli di papà, ai quali sono destinate le migliori opportunità formative e lavorative. Una realtà in cui un ragazzo di umili origini non riesce a trovare un suo posto e, pur di integrarsi, preferisce rinnegare il suo talento ed il suo amore per la cultura. Un posto che non riuscirà a trovare neanche nel mondo universitario, di cui l’autrice evidenza le storture, spesso già note, a chi lo ha frequentato. Il finale è, secondo me, un po’ deludente: se il libro è rivolto anche ad un pubblico di adolescenti, forse una conclusione meno pessimista, darebbe più speranza ai ragazzi di realizzare i propri sogni e di lottare per la loro realizzazione, senza rassegnarsi, come sembra quasi faccia il protagonista. Trovo, invece, che il libro offra spunti interessanti per genitori e professori.

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    Gemma

    12/05/2020 08:56:05

    Protagonista di questo romanzo è Gaspare, un brillante studente che per continuare gli studi lascia la piccola isola in cui vive per trasferirsi a Torino con la madre. Arriva pieno di orgoglio e di speranza ma la realtà è ben diversa da come si aspettava. Nella scuola italiana la meritocrazia passa in secondo piano rispetto al ruolo dei genitori, alla ricchezza; gli stessi insegnanti lo spingono a scegliere la mediocrità e l'omologazione. Anche l'Università è deludente: raccomandazioni, professori improvvisati, "api ronzanti" che intorno ai prof aspettano un ruolo. Gaspare alla fine rinuncia ai suoi sogni e pur essendosi laureato brillantemente apre un bar. Il libro è scritto molto bene e percorre 10 anni di vita del ragazzo adattando il linguaggio alle diverse età. la prima parte di Gaspare adolescente è molto bella. poi il libro diventa un po' pessimista. Considerato che è una lettura per ragazzi di scuola avrei preferito un finale che dava speranza con il riscatto del protagonista mentre invece può generare in loro un po' di rassegnazione.

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    New Gold Dreamer

    23/12/2019 21:25:32

    Io ho trovato il libro, seppur interessante, anche un po' sconclusionato: attraverso la storia di Gaspare, che vorrebbe essere un pretesto per criticare le storture del sistema scolastico italiano, si arriva poi a parlare di altro. Il ragazzo, enfant prodige che già alle scuole medie legge Verlaine in francese e traduce Orazio, si iscrive ad un liceo di Torino con la speranza di vedere coltivati questi suoi talenti: ma così non è, perché si ritrova professori non all'altezza del loro compito, compagni per nulla portati allo studio, ma dediti solo all'apparenza e a seguire le ultime mode, il che porta il nostro eroe a perdere brillantezza nello studio per non rimanere escluso dal gruppo. Dopo la descrizione dei primi tre anni di liceo, la narrazione fa un bel salto temporale e ci catapulta verso gli anni universitari di Gaspare, anch'essi pretesto per criticare il sistema del 3+2 che negli anni in cui fu scritto il romanzo si stava imponendo negli atei di tutta Italia. ll finale vede Gaspare laureato in giurisprudenza con una tesi di latino e che non riesce a realizzare né la sua aspirazione di latinista (forse perché condizionato dal pregiudizio che le materie umanistiche non servano a nulla in un società come quella odierna?) né di avvocato (perché verrà surclassato dal solito raccomandato), ma aprirà un bar e un Bosco Mondo (che altro non è, se non la propria casa invasa di alberi e piante di ogni tipo). Il libro fa riflettere (anche per il finale molto amaro), ma la storia è narrata in modo poco lineare: parte con un fine (criticare la scuola di oggi) per poi innalzarsi tematicamente fino a toccare argomenti assai profondi, come il senso della vita e il fatto che, purtroppo, ciò che ci prefissiamo come obbiettivo non sempre riusciamo a realizzarlo.

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    Floriano

    20/11/2019 06:46:34

    Non mi ha convinto. Per un terzo è simil parodia satirico cabarettistica, per un terzo è stucchevole, per un terzo è fantasioso, ma di una fantasia fuori dal reale e francamente fastidiosa

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    arianna

    23/09/2019 21:48:34

    Un classico, da leggere ad ogni età. Ho superato da qualche anno l’adolescenza e l’età scolastica, ma mi capita tutt’ora di sentirmi una barca nel bosco. E a chi non è mai capitato? Ho empatizzato con il personaggio fino ad odiarlo in alcuni punti per la sua ignavia. Però è un libro molto dolce. Consigliato :)

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    l.

    20/09/2019 13:53:08

    avevo letto altro di quest'autrice ma devo dire che questa storia non mi ha convinta

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    Gloria

    25/07/2019 19:03:17

    Una storia carina, la lettura è scorrevole. Il libro racconta di un giovane ragazzo che si trasferisce a Torino per studiare. Consigliato.

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    luca bidoli

    18/06/2019 19:47:25

    In tutta sincerità, un libro ovvio e banale, che può piacere, a mio avviso,ad insegnanti o a coloro che della condizione "adolescenziale" sanno poco o nulla e si basano, essenzialmente, su stereotipi e sin troppe facili ed ovvie contrapposizioni. Un tipico esempio di libro " Cuore" in una dimensione più moderna, ma sempre su di un crinale della sin troppo edulcorata immedesimazione in un protagonista che anela al suo riscatto finale. Sine qua non. Copertina, mi sia consentito, brutta ed inefficace: anche l'insigne illustratore, che stimo, non si è sentito ispirato.

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    Lorenzo

    12/06/2019 09:57:23

    Ottimo libro per ragazzi, lettura scorrevole e trama simpatica e avvincente.

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    Alewoolf

    01/06/2019 11:14:39

    Sono pagine che parlano di me, indubbiamente, e io le adoro perché lo fanno con semplicità, schiettezza e un pizzico d'ironia. La franchezza a volte fa un po' male, è come la pioggia che bagna ferite mai rimarginate. Ma poi la senti, sul viso, la mano che ti accarezza e scaccia via le lacrime. Non consola, non rassicura, ma c'è. Ed è già tanto.

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    LaRaffi

    27/12/2018 12:46:50

    un libro commovente, in cui tutti si possono ritrovare...finale da leggere tutto d'un fiato

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    Noemj

    20/09/2018 06:02:57

    Un libro per i più giovani. La denuncia della scuola italiana attraverso gli occhi di Gaspare, ragazzo che si sente fuori dal mondo nel contesto in cui vive:le tendenze e i linguaggi del momento. Finale bellissimo.

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    simona proietti

    05/09/2018 21:20:00

    Mi ha stracciato il cuore! In queste pagine ho ritrovato tante cose di me, della mia vita scolastica, universitaria e della vita in genere: dal disagio della scuola superiore alla scelta di cambiare facoltà per ritrovarmi poi da tutta altra parte! Un percorso disarticolato alla fine del quale ero a chiedermi se avevo fallito oppure no! Ora smetto! Dopo questo libro mi rendo conto che noi Gaspare siamo tantissimi, rimasti imperniati su noi stessi, con le gambe lunghe per andare lontano ma trattenuti dal timore di allontanarsi troppo. Dobbiamo accettarci così.

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    Egome

    26/02/2018 10:51:12

    Gaspare, 13 anni, figlio di un pescatore, catapultato dalla sua bella e tranquilla isola con la madre a Torino, in casa della zia per completare gli studi. Ragazzo responsabile, ingenuo di fronte ad una realtà completamente nuova e diversa, fatta di insegnanti non sempre disponibili e all’ altezza del loro compito e di compagni così ‘moderni’ nel seguire la moda ( vedi la ‘cintura di pesce’ , una sorta di divisa per entrare nel gruppo) e nel linguaggio gergale ( ‘inchiumata’, ‘inciufecata’ , riferiti al modo di ‘cipollare’ le ‘punze’ !!), certamente mille miglia lontani dal suo modo semplice di vedere il mondo. Lui è come una ‘barca nel bosco’, e si ‘salva’ trovando rifugio nella lettura e traduzione dei classici latini ( la sua passione) e all’ amore per le piante che presto popoleranno la casa della zia. Una specie di Gianburrasca al contrario ! Pian piano Gaspare si adegua, cresce, si laurea quasi per esclusione in legge ( cosa può fare nella vita uno che si propone come latinista?) , si lascia anche lui compenetrare dalla realtà di una scuola e di una società che non soddisfano le aspirazioni dei giovani e li penalizzano con promesse vaghe e impieghi fatiscenti dopo la laurea . Finale un po’ triste: Gaspare dovrà accontentarsi di un lavoro a cui mai avrebbe pensato, rinunciando definitivamente al latino, ma almeno contornato dalle sue piante e confortato dall’ amicizia di Furio, timido e stravagante amico del liceo, ritrovato dopo anni.

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    faffa

    15/03/2014 15:53:06

    P.M.conosce moto bene il mondo della scuola perché docente liceale e nel romanzo ne tocca con competenza i nervi scoperti:i docenti non potenziano gli alunni che possono alzare il livello;il livellam.della scuola italiana tende verso al basso;gli alunni,nel tempo libero,si impegnano a livellarsi socialmente.Gaspare Torrente segue questa scia:è brillante in latino;ha la media del10,ma è contento quando si livella a quella del7.G.questo livellamento dentro di sé lo critica,ma lo persegue consapevolmente.Per questo motivo l'O.A.cerca sempre più di evitarla,nonostante nutra stima ed affetto per la prof. sa LoGatto alla quale, cmq, preferisce mentire(per ben3anni di seguito fino a che inevitabilmente la verità viene a galla).G.preferisce mentire perché soprattutto non riesce ad accettare le sue origini e non riesce a conciliarle con il suo presente.G.è uno studente di un'isola del Sud,è brillante in latino e proprio per potenziare questa sua predisposizione si iscrive al Liceo dove vorrebbe andare bene per ripagare i sacrifici della sua famiglia,ma non ci riuscirà del tutto.Dentro di sé G.si vergogna della sua famiglia(tanto da non farla partecipe della sua laurea da30elode)e preferisce non ammettere la forza dei sacrifici dei suoi genitori.Riconoscerli significherebbe non essere più"una barca nel bosco",significherebbe che non è vero che può diventare ing.solo il figlio dell'ing.("accusa"al suo amico Furio)o avv.solo il figlio dell'avv.(compagno F.Cartonzi.).G.sceglie di aprire un bar perché è accanto al suo bosco/casa e,perché,di fatto,ha scelto la via della rassegnazione incarnata da quel"NEFAS"intraducibile e da quella accusa finale al padre ormai defunto:"TANTO TU NON ERI UN PADRE CHE POI MI AVREBBE AIUTATO.ME LO DICEVI:ADESSO CHE VAI A SCUOLA SEI GRANDE,DEVI FARE DA TE,IO ANCHE SE POTESSI NON TI AIUTEREI! MA AVEVO SEI ANNI QUANDO MI DICEVI COSI',SEI ANNI!MA TU PARLAVI TROPPO CON IL MARE,NON SAPEVI NIENTE DEL MONDO."

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    giorgio g

    25/06/2013 09:32:44

    Confesso che il romanzo non mi è piaciuto. L' inizio è lento e francamente noioso: il protagonista Gaspare, nato in una piccolissima isola in prossimità della Sicilia, spinto agli studi dal padre che sogna per lui un avvenire migliore, cerca faticosamente di ambientarsi in uno scombiccherato Liceo torinese (e qui l'Autrice sa di cosa parla dato che insegna proprio in un Liceo). Finalmente vi riesce, grazie al suo peggiorato rendimento scolastico, al fatto di procurare ai compagni le versioni di latino ed all'adeguarsi ai loro linguaggi e alle loro mode. In seguito la narrazione si avvita su stessa, quando Gaspare scopre una nascosta ed inesplicabile passione per le piante, che col tempo si trasforma in una vera mania. Forse le pagine più vere sono le ultime in cui il protagonista confessa al padre, ormai morto, il proprio fallimento. E conclude: "Tutti i miei compagni hanno fatto il mestiere del padre. È giusto così: chi ha il padre ingegnere fa l'ingegnere, chi ha il padre avvocato fa l'avvocato. Anche perché così il padre può sempre darti quel piccolo aiutino, tipo darti due dritte per la tesi, presentarti a un collega". Senz' altro sconsolante!

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    G.

    12/01/2013 00:09:39

    Questo libro mi ha lasciata senza alcune risposte: che fine ha fatto Giorgia, l'amica d'infanzia? Possibile che l'amabile Madame Pilou non abbia mai tentato di rintracciare il protagonista? E la maturità? Come l'ha affrontata?. A parte questo l'ho trovato perfetto; i pensieri di Gaspare erano adeguati alla sua età, semplici, diretti, senza troppi giri di parole e senza troppe paranoie. Ciò che voleva, o che credeva di volere, chiedeva tanto che la sua casa è diventata un "bosco". Mi sono affezionata a questo personaggio, ingenuo, intelligente e tanto bisognoso di ascolto. Già, proprio l'ascolto è mancato al caro Felix, ma non quello di una psicologa spicciola quello di un amico, di una madre, di un padre.. Qualcuno che se ne sta lì per ore, giorni ed anni immobile, senza giudicarti e senza parlare; come una pianta. Fai di tutto per sentirti all'altezza, per ricevere un invito, per essere considerato. Non sai cosa vorrai fare, chi vorresti essere e dove sarai. Ti convinci che ti piaccia la strada intrapresa, ma in realtà non lo sai nemmeno tu se è veramente ciò che vuoi. L'adolescenza è così. E' un periodo di enorme conflitto interiore, ricerchi conferme dal mondo esterno, prima di cercarle dentro di te. Perché tutti sono di passaggio, tutti corrono e nessuno si ferma e allora tu aspetti, aspetti e ancora aspetti...perché sai che un giorno arriverà il tuo grande momento e che qualcuno finalmente smetterà di correre... La vera felicità sta nel non aver bisogno di inseguirla. Lui non voleva fare il latinista ne l'avvocato ne il botanico. Gaspare, se avessi avuto la possibilità di conoscerti, mi sarebbe piaciuto tantissimo stare insieme sulla tua barca nel bosco.

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    Manuela

    30/10/2012 10:43:36

    L'inizio non è male. Purtroppo la trama poi si sviluppa in un qualcosa di inverosimile, i personaggi sono al limite del surreale. Ho faticato molto a finirlo. A me è sembrato poco consistente sinceramente e, a parte la denuncia all'istruzione pubblica in Italia, non ho trovato veramente niente di interessante.

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  • Paola Mastrocola Cover

    Risiede a Torino. Laureata in lettere ha insegnato Letteratura italiana all'Università di Uppsala in Svezia, docente poi presso il liceo scientifico di Chieri (Torino). Fino al 1999 ha pubblicato poesie e saggi sulla letteratura del Trecento e Cinquecento. Ha inoltre pubblicato raccolte di poesie, La fucina di quale Dio, Genesi 1991, e Stupefatti, Caramanica 1999. Ha ripreso questa produzione letteraria nel 2010 con la raccolta La felicità del galleggiante (Guanda).Dal 2000, presso Guanda ha pubblicato alcuni romanzi, vincitori di numerosi premi letterari: Premio Italo Calvino per l'inedito 1999 per La gallina volante; Premio Selezione Campiello 2000 per La gallina volante; Premio Rapallo-Carige per la donna Scrittrice 2001 per La gallina volante; Finalista al premio Strega 2001... Approfondisci
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