Il basilico di Palazzo Galletti

Giuseppina Torregrossa

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 giugno 2018
Pagine: 252 p., Rilegato
  • EAN: 9788804687825

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Descrizione

Una storia guizzante e sensuale, punteggiata di humour, e capace di circoscrivere in modo conturbante i desideri inespressi e le impasse di una donna che si trova nel passaggio cruciale dalla giovinezza alla maturità.

Giulia infilò le mani tre le foglie fitte del basilico, si levò immediata una fragranza fresca e golosa e per tutto il corpo le corse un brivido di attesa. Adorava quella pianta semplice, fin dai tempi del liceo. Un giorno, durante un compito di latino, era incappata in alcuni versi di Plinio: "induce torpore e conduce alla pazzia, bisogna averne paura."

L'estate avvampa a Palermo, la terra è arida e i bacini a secco. Dai rubinetti, come sempre in agosto, l'acqua scende appena, sui marciapiedi l'immondizia fermenta rendendo l'aria irrespirabile, e a nulla servono preghiere e invocazioni a santa Rosalia affinché faccia piovere. I poveri si muovono nei bassi come fantasmi nella polvere, i più abbienti hanno già lasciato i quartieri alti per le loro ville al mare. Nell'attesa della festa in onore della patrona della città, Marò, da poco promossa a capo del gruppo "antifemminicidio", porta avanti con riluttanza una nuova complessa indagine su un omicidio avvenuto il giorno di Ferragosto. Non attraversa un periodo felice, la commissaria. La promozione, anziché gratificarla, l'ha resa insicura, come non si sentisse all'altezza di quella nuova responsabilità – e in cuor suo desidera smettere "la pesante divisa da poliziotta, per vestire i panni più leggeri della cuciniera"; la turbolenta relazione con Sasà, sempre più intrattabile da quando il questore l'ha spedito in un sonnacchioso commissariato dove nulla funziona e nulla accade, pare volgere al tramonto fra risentimenti, incomprensioni e défaillance sessuali. Gli anni passano veloci, troppo, e forse quell'uomo bizzoso, un tantino rozzo e grossolano, è l'ultima possibilità che le rimane di crearsi una famiglia. È per questo, perché la sua vita è a un punto morto, che Marò avrebbe preferito non occuparsi del caso? Intanto l'indagine, inaspettatamente, le sta mettendo sotto il naso man mano elementi che sembrano avere bizzarre implicazioni con la sua vita privata. Quale svolta l'attende in fondo a questa estate "che non lascia presagire nulla di buono"?

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    RossaMina

    23/10/2018 06:27:46

    Non sopporto i siciliani che pensano che il loro dialetto sia una lingua conosciuta da tutti. Qualche battuta qua e là ci sta e strappa il sorriso, di più storpia, la lettura risulta pesante e si perde il senso del discorso. Ma forse sono io l'ignorante. A parte questo, romanzo simpatico, scorrevole, forse fin troppo veloce.

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    Gianni

    14/09/2018 07:03:08

    Fin dalle prime battute ci si immerge nelle suggestive atmosfere del centro storico di Palermo grazie anche alla notevole abilità dell'autrice di ibridare l'italiano con il palermitano (sembra quasi di percepire il profumo del basilico). Il finale è il punto di forza di questo romanzo che lo rende attuale. Ne consiglio la lettura.

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    Ciro D'Onofrio

    30/08/2018 15:25:55

    L’ironia, la cucina antica e sofisticata, Palermo e le donne sono gli ingredienti che creano la miscela positiva di questo libro. Il giallo, accattivante e veloce, è il pretesto per costruire un libro scritto bene, che non annoia, carico di ironia e di una piacevolissima supponenza tutta meridionale risucchiando il lettore in un grandissimo caleidoscopio fatto di donne affascinanti ed ambigue, di una Palermo stracciona e sofisticatissima, in cui gli uomini sono soggetti subordinati e sbeffeggiati,e di un’arte culinaria antica che abbraccia quella moderna

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    Patrizia

    04/08/2018 21:52:41

    Orrendo! Palermo descritta come un cumulo di sporcizia, dove abitano dei quasi zombie, una vittima che non suscita alcuna pietà, assassini e ragione dell'uccisione che si scoprono dopo poche pagine, una poliziotta che sembra interessarsi solo del suo rapporto con il fidanzato, la cui presenza oltretutto non serve nemmeno al romanzo, se non per giustificare la scelta finale della commissaria, indagini inconsistenti, esiti che avvengono per caso. Da evitare

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    ella

    22/07/2018 15:46:27

    E' la prosecuzione ideale del ciclo iniziato con "Panza e prisenza" e sviluppa in modo più compiuto i personaggi di Marò e Sasà. Il finale è un po' inquietante ma coerente con quanto era stato delineato prima. E' un bel romanzo, molto gradevole.

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    liuccia1966

    16/07/2018 10:52:17

    UNA VISIONE SEMPRE più aggiornata dell'universo femminile

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    Giorgio g

    02/07/2018 07:41:23

    Ho voluto leggere questo libro perché mi ricorda gli anni trascorsi a Palermo da giovane matricola, più di sessant’anni fa, con il caldo delle sue estati trascorse sui libri e perché il Palazzo Galletti citato nel titolo apparteneva, forse, alla famiglia che fondò San Cataldo, il paese di mio Padre. È un classico giallo con protagonista una donna, la Commissaria Marò e ci sono anche delle citazioni azzeccate come “Sicilia, terra severa, più matrigna che madre con i suoi figli”. Poi c’è l’abilità culinaria della Commissaria che suscita l’invidia del lettore per una lettura piacevole.

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