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Recensioni Basta un caffè per essere felici

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    19/02/2021 16:05:02

    Come nel primo volume, anche questo secondo libro si sviluppa in più racconti, a fare da sfondo è questa antica caffetteria con gli stessi proprietari che impariamo a conoscere maggiormente. Il lettore scopre il lato paterno del burbero Nagare e il trauma che porta dentro di sé la silenziosa e introversa Kazu. I racconti sono ben bilanciati, colmi di messaggi importanti che è bene ricordare soprattutto in questo periodo storico che stiamo vivendo. La cosa che apprezzo dello stile di Kawaguchi è che riesce a rendere armoniosi i racconti dando la sensazione di leggere un classico romanzo.

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    08/02/2021 09:08:48

    In questo secondo libro di Kawaguchi si ritorna nelle atmosfere del caffè giapponese, nel quale è possibile fare viaggi nel tempo. Lo schema è lo stesso usato dall'autore in Finché il caffè è caldo, cioè 4 racconti, con altrettanti viaggi nel tempo, che servono a ricucire un rapporto, a chiarire qualcosa di non detto, a riprendere le fila di un rapporto interrotto bruscamente. I viaggiatori nel tempo non sono ovviamente gli stessi, ma ritroviamo personaggi conosciuti, come Kazu e Nagare e, ovviamente la donna fantasma che occupa sempre la stessa sedia e di cui, questa volta, conosceremo qualcosa in più. Una lettura consigliata a chi ha amato il primo volume, a chi ha voglia di tornare ad immergersi nelle stranezze del piccolo caffè e, soprattutto, di mettere un punto fermo su quelle cose che erano rimaste in sospeso.

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    04/02/2021 14:19:21

    Interessante prosecuzione del romanzo "Finché il caffè è caldo". Ho però trovato questo volume più ripetitivo, meno innovativo del primo, probabilmente avendo letto i due libri in successione e non con un distacco temporale. Ho molto apprezzato il filo conduttore della felicità, che porta ad una conclusione sublime. Le quattro storie si intrecciano tra loro e con le quattro del primo volume, dando un senso di uniformità e continuità. Consiglio la lettura di entrambi i volumi, anche con un lasso di tempo tra loro, vista la ripresa delle regole e della vita dei personaggi.

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    02/02/2021 09:58:05

    Consigliatissimo! Mi sono emozionata!

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    14/01/2021 12:04:21

    Una leggenda metropolitana narra che all'interno di una umile caffetteria di Tokyo i clienti possono viaggiare indietro nel tempo. Basta ordinare un caffè e berlo finché è caldo. In questo modo è possibile fare un balzo nel passato,  l'importante è ritornare nel presente prima che il caffè si raffreddi, per non rischiare di  trasformarsi in un fantasma. Le rigidissime regole necessarie per viaggiare nel tempo, fanno  perdere d'animo la maggior parte  dei clienti. Sembrano rendere il viaggio privo di significato specialmente perchè qualsiasi cosa avrebbero fatto o detto nel passato, il presente non verrebbe comunque cambiato.  Potrebbe sembrare una lettura fantastica e surreale, in realtà trovo assolutamente innovativo come  la lettura giapponese riesca a interpretare il cuore umano. Anche in questo libro,  quattro storie apparentemente separate, in realtà si ricollegano tra loro  portando tutte su uniche direzioni, facendoci riflettere sull'amicizia, sull'amore, sulla famiglia, sugli impegni presi, le menzogne, i rapporti genitoriali, le difficoltà finanziare. Analizza sapientemente anche  il tema del lutto, dell'aborto e del suicidio. La "m o r t e" è il tema principale e costante nel libro, specialmente associata ai sensi di colpa. È una lettura che muove riflessioni profonde su tutti questi argomenti e che non finisce alla conclusione del libro. Potreste pensare che una lettura  che come tema principale ha la  " m o r t e " possa essere triste e dolorosa.  La realtà è diversa, non è questo il ritratto che l'autore ci vuole mostrare, infatti Toshikazu riesce a toccare le corde giuste del  cuore facendoci apprezzare la scrittura  dolce, delicata leggermente lirica ma mai sdolcinata, banale o noiosa. Per me la lettura giapponese è come una medicina per il cuore e per l'anima . È un libro che può curare le ferite portandoci a focalizzare l'attenzione sull'importanza della felicità che a volte viene a mancare a causa degli imprevisti e delle difficoltà

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