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Editore: Chiarelettere
Collana: Principioattivo
Anno edizione: 2008
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788861900622
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Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.
(Horacio Verbitsky)

"Passeranno dalla cronaca alla Storia della Repubblica questi giorni di giugno e luglio 2008. Li chiameranno: i giorni del bavaglio". è questa la tesi di fondo del nuovo saggio del trio di giornalisti Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio che, dopo soli 58 giorni dall'insediamento del nuovo Governo di centrodestra, guidato anche questa volta (la quarta dopo i precedenti del 1994, 2001, 2005) da Silvio Berlusconi, hanno preso carta e penna per dimostrare come la prima preoccupazione del nuovo Esecutivo sia stata quella di mettere a tacere le voci di opposizione e la libera informazione.
Il libro parte infatti dalla considerazione degli ultimi provvedimenti del Senato in materia di giustizia. Quando l'aula votava per interrompere il processo del premier accusato dal Tribunale di Milano per la presunta corruzione del testimone Mills e, per farlo, decideva di fermare altri centomila processi in via d'urgenza e in nome della "sicurezza". Quando Popolo delle Libertà e Partito Democratico, di comune accordo, preparavano il nuovo Lodo Maccanico-Schifani-Alfano per garantire l'immunità parlamentare alle più alte cariche dello stato. Questa immunità, abolita ai tempi di Tangentopoli, torna adesso anch'essa in via urgentissima e agli autori suona come vera e propria beffa e come impunità, per il premier in particolare.
Inoltre, i giornalisti si soffermano sulle nuove leggi preparate dal governo in carica per vietare ai magistrati e agli investigatori l'uso delle intercettazioni telefoniche per una lunga sequenza di reati. Verranno presto proibite le divulgazioni sui giornali, "anche per riassunti", di quei colloqui, dei tabulati, con sanzioni pecuniarie agli editori e il carcere per i giornalisti che le trascriveranno. Ne emerge un quadro a tinte fosche sull'estate politica italiana che è già cominciata - secondo Travaglio, Gomez e Lillo -, nel nome del bavaglio imposto dal "Caimano" (il film su Berlusconi di Nanni Moretti) a tutte le inchieste scomode. Solo nel 2006 la così detta Calciopoli, sui campionati di calcio truccati, fino alle più recenti indagini sugli scandali nelle cliniche private milanesi, sono state rese possibili grazie alle intercettazioni telefoniche.
Un libro che preoccupa e che fa riflettere, anche alla luce del fatto che ormai non solo la Costituzione italiana e la Convenzione sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, ma anche la Corte europea dei diritti dell'uomo, con sede a Strasburgo, ha affermato la preminenza del diritto di cronaca su quello alla riservatezza dei potenti.

Recensioni dei clienti

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    Traveler

    03/09/2010 09.29.59

    Un trio perfetto. Gran bel libro da leggere assolutamente!!!

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    ric

    08/03/2010 16.31.31

    E' tutto vero. Forse è stato scritto sintatticamente in maniera troppo frettolosa, ma tant'è , data l'urgenza...

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    filo

    20/01/2009 11.29.05

    bel libro, fa capire i vari processi di silviuccio e le leggi che lui ha emanato per bloccarli. bella la descrizione del processo mills. da leggere anche perchè si legge veloce

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    Stefano Facci

    15/01/2009 09.11.17

    Incredibile come questo libro-avvertimento-denuncia possa essere stato pubblicato ben tre mesi prima della ridicola manifestazione del PD al Circo Massimo. Possibile che l'opposizione dura a scriteriati e nefasti provvedimenti per l'interesse nazionale debba essere fatta da un pugno di svincolati giornalisti? L'immediata risposta e indignazione di 4 cronisti che fanno le pulci e ricordano "un po' di cose" dopo soli due mesi di insediamento del Berlusconi-ter. Tutto secondo copione. Se possibile anche peggio di ciò che ci si poteva aspettare. E loro avevano capito tutto con largo anticipo.

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    Fabio

    17/11/2008 20.23.20

    I fatti riportati sono sconvolgenti, tutti provati e documentati. Chi fa confronti col vecchio giornalismo e vecchi giornalisti è fuori tema, dovrebbe invece concentrarsi sui fatti descritti nel libro e riflettere come mai i media non li divulgano lasciando la gente nella ignoranza più letterale del termine. Costoro, potrebbero anche riflettere su come mai Travaglio e soci non ricevono querele dai soggetti di cui si parla nei loro libri. Questo dovrebbero chiedersi. Non capisco come non ci si possa indignare venendo a conoscenza dei fatti documentati nei libri come Mani Sporche, Se Li Conosci Li Eviti, Bavaglio.... Non capisco come si possa attaccare chi scrive libri come quelli attingendo le informazioni dai documenti, dalle sentenze, dagli atti scritti.... Invece si paragona Travaglio e soci a Biagi... ma che centra? AI tempi di Biagi certi governi avevano più senso del pudore. Travaglio, continua, informaci, non lasciarci nell'ignoranza. Fateci conoscere chi ci governa e cosa fanno, coi nostri soldi, con le leggi che dovrebbero difenderci invece ci offendono.

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    Donny

    10/11/2008 21.56.34

    ..scusate se sono tutte menzogne, bugie, perchè non fate su ogni singolo personaggio che Travaglio denuncia nei suoi libri, una "BELLA E RICCA RICERCA"??? Chissà che troverete! Io già lo so...TRAVAGLIO ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE!

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    Alan De Marco

    29/10/2008 07.24.33

    Il giornalismo italico è malato da tantissimi anni.Sono scomparse lepoche figure che potevano veramente "dire","scrivere","pensare","criticare","valutare","vedere","prevedere"...intorno ale mile "disgrazie che affliggevano il nostro paese.Si trattava di Giornalisti con la G maiuscola che avevano fatto reportage di guerra(quella cosa dove si muore)senza l'ausilio di scorte o lasciapassare et similaria.Allora il potere era sempre presente ma spesso solo tangenziale.Adesso nula è rimasto in Italia di tutto ciò.la nouvelle vogue giornalistica è povera e scialba,scontata,asservita,racconta balle.Questo libro è il paradigma perfetto della povertà giornalistica di oggi.Un libro che vuole essere un saggio..ma certamente un saggio "molto monco".Ma non mi meraviglio prendo solo atto del'nvoluzione generale che affligge il nostro Paese,ivi compresa la pochezza giornalistica.Rimpiango Montanelli,Biagi,Bocca,etc..

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    miskya

    27/10/2008 05.55.47

    Un quadro raccapricciante dell’Italia di oggi. Parafrasando un’affermazione di Montanelli (ricordiamo che il grande storico fu “maestro” dello stesso Travaglio e come lui personaggio scomodo a tutti, dichiaratamente non di sinistra, spesso corteggiato dalla destra e dallo stesso berlusconi!) “la volgarita’, la bassezza di questa Italia io non l’avevo vista ne’ sentita mai. Il berlusconismo e’ veramente la feccia che risale il pozzo.” Mi rivolgo soprattutto alle persone che non hanno letto il libro e continuano però ad attaccarlo, farneticando di presunte menzogne contenute nel testo stesso: fate un rapido passaggio al testo dei dialoghi provenienti dalle intercettazioni telefoniche (fatte dalla polizia, non da Travaglio!) tra Berlusconi e Sacca’...fanno venire la pelle d’oca. E quei testi, ripeto, non sono certo un’invenzione, ma documentazione d’ufficio. Scorrete il testo del lodo alfano: raccapricciante; oltre all’impunita’ legittimata del capo, lo scenario che viene ipotizzato da esperti in materia e magistrati ha proporzioni apocalittiche. Il processo mills: menzogne alla luce del sole propinate non soltanto a noi italiani; coinvolti infatti anche altri paesi e impegnati anche i loro rispettivi servizi segreti e le proprie polizie. Mi viene allora in mente una strana associazione, un episodio dal mondo dell’Arte e dalla (grande) Storia: Picasso, ricevendo alcuni critici tedeschi e rispondendo alle loro parole di in merito a Guernica, ispirata al bombardamento tedesco della purtroppo celebre citta’ spagnola, replicava con rabbia: “Non l’ho fatta io, l’avete fatta voi”. Allo stesso modo, possiamo affermare che le “menzogne” (tra)scritte sul libro di Travaglio, Gomez e Lillo non sono opera dei tre autori (magari fosse tutto una favola!) ma infinite realta’ create all’uopo da di chi purtroppo ha perpetrato i crimini testimoniati e raccolti da fonti come “Il bavaglio” e tenta ora l’inganno finale. In questo momento non siamo forse, in tal senso, uno dei peggiori “modelli” di (anti)democrazia al mondo?

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    ze'

    24/10/2008 13.00.58

    Non riesco a capire le argomentazioni di chi critica il libro: si parla di illazioni, bugie, fandonie, partigianerie eccetera eccetera. Io nel libro, modesto parere, di queste cose non mi sembra di averne trovate. Non e’ mica un testo critico: Travaglio & C. non fanno altro che riportare dei documenti, testi di legge (quelli si fandonie!), ordini del giorno in parlamento, interventi sui quotidiani; se poi si vuole negare a tutti i costi il fatto che la legge sull’immunità (o l’impunità? tanto per citare uno dei temi del libro) e’ un fatto tutto italiano, e’ retroattiva, e’ dannosissima al paese intero (vedi gli effetti collaterali) e non esiste in nessun altro paese del mondo, questo e’ un altro discorso ed e’ li, se la si continua a difendere, che si rischia di diventare faziosi. Tra l’altro quelle poche volte gli autori alzano la voce, il tono si fa decisamente duro un po’ con tutti, sia con chi ha commesso il fatto (il governo attuale) che con chi ha lasciato che si commettesse (i governi fantasma passati). Io in tutta franchezza tutta ‘sta faziosità non ce l’ho trovata mica. Chi invece il libro lo ho attacca come “opera letteraria”, beh mi viene un po’ da ridere… il testo non e’ mica un romanzo rosa ne’ tanto meno il libretto rosso di mao o l’itali(ett)a che ho in mente di berlusconi…dio ce ne scampi. Ragazzi leggete il libro prima di parlare, consiglio d’amico.

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    Amelis Di benedetti

    23/10/2008 07.20.50

    Si sono messi addirittura in tre per scrivere menzogne a vagonate.ma nessuno dei tre parla delle persecuzioni dei poteri forti ai PM Forleo Clementina e Luigi de Magistris che hanno avuto la "sventura"di tocare i poteri forti e sono stati letteralmente massacrati dalla stessa "magistartura deviata",sono le parole che usano i due magistrati al convegno di Pescara e riportate dal Corriere della Sera del 19 ottobre u.s. Come mai questa vicenda dei due Onesti Magistrati non fà parte delle"verità" che non si devono sapere?Allora travaglio e soci scrivete libri completi e non faziosi e bugiardi.Meno male che c'è anche San Toro che vi dà una manina Amelia Di benedetti

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    leonardo

    22/10/2008 03.20.27

    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” E questa e’ una verità assoluta. Attraverso la legge Alfano il passaggio piu’ importante della Costituzione italiana e’ stato aggirato, contraffatto a fini personali, ad personam. E questa e’ un’altra verita’ inconfutabile, indipendentemente dalle critiche che vengono rivolte al libro di Travaglio (che poi solo di Travaglio non e’!) da persone che dimostrano di non averlo neanche aperto. Punto secondo: altra verita’. E’ bene precisare ancora una volta che Travaglio non e’ “comunista”. Tanto piu’ che nei suoi articoli e nei suoi libri colpisce duramente la sinistra almeno quanto la destra, prima, durante e dopo i loro mandati. Punto terzo, rispondendo a chi si riferisce alle presunte (e ridicole) accuse di concussione mafiosa di Travaglio e di altrettanto scottanti frequentazioni del giornalista con entourage malavitosi. Prescindendo dal fatto che sono state subito confutate, stavolta con fior fiore di documentazione, anche se tutto cio’ fosse vero che cosa significherebbe? Visto che l’accusante e’ un (presunto) mafioso, l’accusato viene automaticamente scagionato da ogni suo (presunto) crimine? Punto quarto, concludo, invitando tutti (di qualsiasi colore politico) a leggere questo importante libro e a meditarci un po’ su: vivo a l’estero da anni; la scena sociale e polita italiana attuale, dal di fuori, non e’ desolante, e’ semplicemente raccapricciante. Mi rivolgo a quelli di sinistra ma anche a quelli di destra (la destra popolare e non quella nazional-borghese finiana). Avete consegnato il paese ad un impostore tradendo ogni ideale, senza vergogna o il minimo senso del pudore. Punto

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    luciano

    16/10/2008 17.50.47

    un libro ben documentato che può essere sgradito da chi viene citato.non capisco chi lo critica parlando dell'autore e non del merito.e poi dire di leggere vespa? suvvia siamo seri!

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    Francesco

    12/10/2008 18.04.58

    Per me le ricostruzioni di travaglio non fanno una piega. Faccio una domanda a chi dice che sono solo una massa di cialtronerie: come mai travaglio non si è mai beccato UNA denuncia per diffamazione nonostante le centinaia di pagine che pubblica da anni in cui si fanno nomi e cognomi di gente corrotta?!??

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    Annarita Smeraldi

    07/10/2008 07.58.36

    Ma che dire?I tempi di Biagi,Pansa,Scalfari,etc...sono finiti purtroppo.Ci restano personaggi che scrivono baggianate come travaglio.Ho letto(e comprato purtroppo)questo TOMO e sono rimasta allibita da cotanta sfrontatezza pregna di bugie,falsità e partigianerie.Comprate Vespa,o chi volete voi,ma non considerate queste poche inutili e cattive righe di questo nuovo personaggio che sà solo di vecchiume.

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    Massimo

    07/10/2008 00.46.32

    Non ho ancora finito di leggerlo, ma se,come si suol dire , il buongiorno si vede dal mattino,ecco un altro capolavoro di verità. Vogliamo negare che il lodo Jolie è stato progettato x non far condannare il Cainano? Toglietivi le fette di prosciutto dagli occhi, apriteli non vedete che vi prendono per il c... per fortuna che ci sono ancora giornalisti liberi come Travaglio, Gomez ecc..... provate a leggere "gli intoccabili", "lo chiamavano impunità" e altri ancora capirete chi è veramente Al Tappone!

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    Erika

    01/10/2008 22.40.29

    Se non avete intenzione di comprarlo (male) andate in libreria e leggetevi almeno la prefazione di Corrias: perfetta.

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    gianni barchi

    31/08/2008 14.58.37

    Gli aggiornamenti di "Mani sporche", ovvero l'involuzione autoritaria della Repubblica italiana e il golpe strisciante del Signore dei Media che sembra inarrestabile. Che tristezza! Ho letto il libro con un senso di sconforto e di angoscia: non oso immaginare alla nostra vita alla quale si toglie il diritto di informare e di essere informati. Quale sarà la prossima mossa, il 41 bis forse?

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    Marek

    04/08/2008 00.16.19

    Quello che dovrebbe essere detto nei telegiornali o scritto nei giornali!Grazie Travaglio e soci!

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    Antonio

    02/08/2008 02.09.13

    LODI! LODI! LODI! Un libro di FATTI redatto con CARATTERE! GIORNALISMO PURO e non barzellette o idiozie partitocratiche e politicizzate! Peccato che la maggior parte della gente sia cieca: e non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere! Spero sempre che un dì qualcuno apra gli occhi a questo paese chiamato ITALIA!

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    JOHNNY

    01/08/2008 16.57.51

    Qui da noi i sentimenti e il rispetto democratici hanno sempre avuto vita difficile. L'Italia unita ha attraversato crisi e disfatte a ripetizione. Per citare le più grosse: il crollo della democrazia liberale e la dittatura fascista; la rovina della sconfitta nella Seconda Guerra mondiale; la Ricostruzione dalle macerie e ferite dello sconquasso fascista; il pericolo dei comunisti; il terrorismo rosso e nero degli "anni di piombo"; la Tangentopoli in cui i politici corrotti hanno trasformato la politica italiana(senza dimenticare la Mafia). E poi l'entrata in politica del monopolista dei media italiani Berlusconi con il suo partito polulista. La sua terza, schiacciante, vittoria elettorale gli consente, nell'inerzia, se non la collaborazione del partito di Walterloo Veltroni, di far approvare, con bieco opportunismo, leggi contro la libertà di informazione e per liberarsi dai suoi pendenti giudiziari. E' questa situazione anormale e scandalosa di cui rendono conto i coraggiosi giornalisti, autori di questa cronaca del tempo presente. Travaglio, Gomez e Lillo ci avvertono dell'anomalia italiana e dei fini reconditi riguardo a un giro di vite sulla diffusione e utilizzazione delle intercettazioni giudiziarie. E la creazione di figure al di sopra della legge, intoccabili e impunibili. Uno scenario da orwelliana Animal Farm dove...

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