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Stephen King

Curatore: L. Lipperini
Collana: Pandora
Anno edizione: 2016
Pagine: IX-490 p. , Rilegato

53° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

  • EAN: 9788820060084
Usato su Libraccio.it € 10,74


Una raccolta di racconti, alcuni dei quali completamente inediti, accompagnati da una serie di commenti autobiografici, ricchi di aneddotti, storie, rivelazioni sulle circostanze che lo hanno portato a scriverli.

Ho preparato un po’ di cose per te, Fedele Lettore; ce le hai davanti agli occhi sotto il bagliore lunare. Però, prima di curiosare tra i piccoli tesori fatti a mano che offro in vendita, parliamone un attimo, d’accordo? Non ci vorrà molto. Forza, siediti accanto a me. Avvicinati. Tanto non mordo. Però… ci conosciamo da secoli e forse sai che non è proprio vero. O mi sbaglio?

Il Re è tornato ed è in forma smagliante, come si intuisce prontamente dalla superba introduzione, in cui gigioneggia a livelli stratosferici, fingendosi un affettato piazzista pronto ad affabulare il lettore dietro alla sua bancherella di stramberie che paiono uscite dagli scaffali di un Walmart post-apocalittico, pieno di chincaglierie pop radioattive, dei residui dell’immaginario americano anni ottanta centrifugati con le ansie dei nostri giorni, materiale perfetto per una riedizione 2.0 di “Ai confini della realtà”. Un bazar vintage che, nomen omen, per assonanza evoca in modo lampante il “bizzarro”, la materia prima su cui King ha fondato una prolifica carriera che non avrebbe bisogno di ulteriori elogi a glorificarne l’assoluta centralità nel panorama della narrativa americana degli ultimi quaranta anni.
Eppure King pare animato dalla necessità di spiegare al pubblico le ragioni della propria poetica, come se non fosse quel gigante di cui il seguace lettore conosce ogni singolo dettaglio, un’inquietudine forse dettata dall’ingresso nella terza età e dall’approssimarsi della morte, quella fedele amica con cui ha flirtato maliziosamente nel corso della sua carriera. Infatti ad introdurre ogni racconto, troviamo una nota autobiografica, ad opera di King stesso, in cui vengono commentate le origini e le motivazioni dietro al testo, un’occasione per descrivere il proprio modus operandi ma anche per sciorinare succosi suggerimenti agli aspiranti scrittori. Questi piccoli proemi, dei piccoli capolavori di meta-finzione, risultano ancora più godibili dei racconti stessi, poiché si profilano come una specie di testamento a puntate, di cui il lettore più fedele sarà grato, in quanto incorniciano e completano magistralmente una bibliografia insuperabile.
King e la morte, un’altra volta ancora, un rapporto stavolta non consumato attraverso l’abituale estetica del brivido, grande assente in questa raccolta; infatti siamo in territori che lambiscono solo parzialmente l’horror, più vicini quindi al fantastico e al sovrannaturale, dove la narrazione non è finalizzata allo spavento, ma alla costruzione di sinistri paesaggi onirici abitati da personaggi fortemente umani, alle prese con dilemmi morali, colpe insanabili e la domanda per antonomasia: esiste vita dopo la morte? Una tensione esistenziale verso l’aldilà palpabile in ogni suo racconto, venti in totale, raccolti in un’antologia che presenta testi già famigliari al proprio pubblico, altri mai pubblicati in Italia, alcuni inediti assoluti e persino una curiosa incursione nella poesia, una sommessa elegia dedicata agli anni sessanta, l’età dell’innocenza per l’autore.
King, a dispetto di una bibliografia immensa, non riesce a perdere il proprio tocco, quel fantastico melange in grado di frullare svariati generi, uno stile inimitabile attraverso cui è stato capace di raccontare le paure del subconscio, ma anche quelle mondane, di diverse generazioni di lettori, trascinati fino a tarda notte a divorare compulsivamente da decenni i suoi testi. Con questa raccolta conferma una forma ritrovata, decidendo di dialogare con il proprio pubblico per condividere apertamente le proprie ansie senili in un’opera matura, sorprendentemente densa di rimandi autobiografici, di cui ci ricorderemo per molti anni.

Recensioni dei clienti

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    andrea

    06/10/2016 09.46.19

    raccolta mediocre di racconti mediocri...come ultimamente sono i libri di king (purtroppo). alcune storie potrebbero essere state spunti interessanti per un libro ma in forma di racconto lasciano il tempo che trovano. e non mi è piaciuta l'idea dell'introduzione ai racconti. aspetto sempre con ansia il ritorno alla grande del maestro!

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    valter57

    16/05/2016 12.35.39

    Raccolta di racconti inferiore alle precedenti, belle le prefazioni del Re, alcuni racconti sono interessanti, altri meno. Quelli in versi non li ho capiti, e quindi li considero dei semplici divertissement. Tra i miei preferiti, LA DUNA e TUONO ESTIVO. La valutazione giusta per questa raccolta è quindi sufficiente, niente di più.

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    fabio57

    02/05/2016 13.58.39

    Bella raccolta di novelle per il re dell'horror che sembra aver ritrovato la vena, che a onor del vero sembrava quasi del tutto esaurita. Eccezion fatta per 22/11/63,il grandissimo e prolifico autore sembrava non avere più idee, invece queste storie sono veramente intriganti e ricordano il king dei tempi migliori. Speriamo in bene per il futuro.Il nostro autore resta un punto di riferimento fondamentale, non solo per chi ama gli horror ma per tutti quelli che adorano la narrativa di qualità.

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    Thinner5

    27/04/2016 15.02.17

    Non ho voluto dare un voto basso perchè King scrive sempre bene e anche questa raccolta è un ottima compagnia e intrattenimento (lo scopo primario di un libro), tuttavia ho trovato diversi racconti un pò carenti di quell'energia degli anni passati; per intenderci c'è un abisso con "A volte ritornano" e Co. Ad ogni modo ci sono anche degli ottimi racconti (e ci mancherebbe altrimenti avrei dato di meno) tra cui: La duna (l'avrei fatto un pochino più lungo però), Una morte, Mr Yummi, Giù di corda, Il bambino cattivo e Tuono estivo; il primo è originale sorprendente, il secondo stravolge completamente l'idea che ci si era fatta durante tutto il racconto mostrando quanto ci si possa sbagliare sull'impressione che dà una persona, il terzo è una malinconica e dolce storia sulla vecchiaia prossima alla fine, il quarto è una storia molto triste su dove può spingere l'affetto per una persona, il quinto è una classica caramella avvelenata in perfetto stile King mentre il sesto è una storia apocalittica che sembra non aggiunge niente di nuovo al genere ma è narrata e resa talmente bene che piacerà a molti. Nel complesso consiglio questo libro, ma in edizione economica.

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    zombie49

    27/04/2016 12.48.00

    Il volume, uscito nel 2016, raccoglie venti racconti brevi, alcuni già pubblicati su riviste, ma nuovi x la maggior parte dei lettori di King, e molti inediti in Italia. Sono storie fantasy, thriller, horror, ma anche bozzetti di vita reale, malinconici, rassegnati, ironici o crudeli, in cui tutti possiamo ritrovarci. E' un King maturo che riflette sulla vita e sulla morte, dall'infanzia alla vecchiaia. A sessant'anni, inevitabilmente, si pensa all'incontro con la Signora in Nero, che ha già visitato parenti e amici, anche senza interventi soprannaturali. Alcuni racconti ripresentano temi già trattati nei romanzi, ma in modo diverso, più conciso e meno moralistico: qui non ci sono eroi destinati a salvare il mondo ma persone vere, con i loro dubbi, paure, egoismi, messe a confronto con il fine ultimo della vita, la morte. E' un King più vicino al suo maestro Matheson, in particolare in "Tuono estivo", sul tema post apocalittico di "Io sono leggenda": la fine è inevitabile, ma si può scegliere il modo. Alcune storie sono autobiografiche, come "Il piccolo dio verde del dolore", magistrale lezione a chi proclama che con la volontà si supera tutto, e il nostalgico "Tommy", delicato "come eravamo" tra anticonformismo e trasgressione. Ancora da 5/5 "Premium Harmony" Una coppia un po' logorata litiga, poi al supermercato accade l'inimmaginabile. Realistico, malinconico, con una vena di sadica ironia. Come la vita. "Ur" Un insegnante compra un lettore e-book un po' strano. Rivisitazione "sliding doors" del tema di "22.11.'63", intrigante perché forse tutti ci siamo trovati nei guai x un clic. "Herman Wouk è ancora vivo" Due donne sole, povere, sconfitte e cariche di figli fanno una gita in auto con i bambini in compagnia di una bottiglia. Tristemente ispirato a un fatto vero. "Mister Yummy" Gli ospiti di una casa di riposo hanno strane visioni prima di morire. Tra nostalgia, ricordi, rassegnazione, un delicato fantasy sulla vecchiaia.

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    Alessandro Casalini

    26/04/2016 14.36.04

    Diciamo pure che in una raccolta che contiene 20 racconti ce ne sono sempre di buoni e di meno buoni. Personalmente ne ho identificati 6/7 degni nota, 4/5 da sufficienza mentre per i rimanenti direi che servono più che altro a far lievitare il prezzo di copertina. Va detto che spesso le raccolte contengono lavori partoriti in un arco di tempo che può essere anche molto ampio, quindi che racchiudono momenti più o meno positivi a livello di creatività e originalità. Sul fatto che King ci sappia fare con la parole, nulla da dire, tuttavia avrei preferito che la raccolta si limitasse a 11/12 racconti magari di qualità piuttosto che il formato a 20. Il racconto che mi è piaciuto di più è stata UR, seguito a Tuono Estivo. Un 3 di stima!

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    sonia

    16/04/2016 09.21.21

    King non delude mai. Il re è tornato con una serie di racconti belli, malinconici, nostalgici.

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    carloilviaggiatore

    11/04/2016 21.05.01

    Inquietanti, struggenti, emotivi, profondi e pieni di humor..li ho divorati questi racconti...il RE é tornato in tutto il suo splendore!

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    kine

    10/04/2016 22.12.58

    Libro di racconti, ce ne sono 20, tanti... il livello purtroppo è mediocre, però ognuno è presentato da un commento personale dello zio: come è partita l'idea, cosa l'ha ispirato ecc ecc .. e questa cosa inedita, insieme alla copertina ed al titolo, restano la parte migliore. Voto 2

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    Nicola

    07/04/2016 11.30.39

    Mi e' stato regalato per il compleanno... Grazie mille perché va ad aggiungersi ad altri 22 capolavori che ho acquistato nel corso degli anni.Ho sempre preferito i romanzi completi di King ma questo non fa eccezione, nessun altro al mondo ha una capacità di scrittura come la sua, lo dice uno che ha letto IT 3 volte (1356 pagine), le pagine scorrono via che è un piacere e senza accorgerti sei già arrivato all'epilogo, non senza un po' di tristezza; e' un grande punto e basta.

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    Giuly

    04/04/2016 11.16.43

    Uno Stephen King insolitamente poco splatter e poco horror, molto riflessivo e profondo. Trattandosi di una raccolta di racconti è inevitabile che alcuni risultino meglio riusciti rispetto ad altri, ovviamente a seconda dei gusti. Personalmente ho gradito molto le introduzioni, in cui l'autore ci svela qualcosa di sé. Credo che difficilmente "Il bazar dei brutti sogni" verrà ricordato come un capolavoro, ma per me non merita una stroncatura.

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    lee66

    03/04/2016 16.09.17

    Zio King è tornato con l'ennesima raccolta di racconti tra inediti e non, e ancora una volta non convince. A cominciare dalla discutibile e brutta copertina che di originale ha solo il fatto di non essere stata cambiata rispetto all'edizione americana, il libro si compone di alcuni racconti graziosi, altri discutibili e altri ancora addirittura imbarazzanti per chi, come me, legge King sin dai tempi di "Carrie" e che negli anni ha patito l'inesorabile discendente fase creativa dell'autore che pare sforni libri a ripetizione solo per rispettare degli accordi contrattuali editoriali a scapito di quella originale e affascinante ispirazione letteraria di genere che pare ormai esaurita. L'unico pregio, che giustifica il mio voto, è l'innegabile qualità e finezza di scrittura che dimostra la maturità letteraria acquisita nel tempo e che permette a King di scrivere qualsiasi cosa in maniera godibile, forse anche la sua lista della spesa... Aggiungo solo che ho ritenuto inutili, e a volte al limite dell'auto-celebrazione le descrizioni introduttive che intervallano i vari racconti. Peccato... Rimango ancora in attesa del "vecchio" e caro King...

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    Fabio

    31/03/2016 12.08.21

    Ho letto le recensioni precedenti e, cercando di non essere di parte, devo davvero dissentire. Questa libro è di un King molto più maturo dei precedenti (se si cercava solo il brivido o una serie di storie alla A VOLTE RITORNANO era meglio lasciar perdere), ma se si vuole andare oltre, allora il Re ci ha azzeccato in pieno. Qui, come lui stesso afferma nell'introduzione, ha voluto intrattenere (e in alcuni racconti lo fa sicuramente), ma anche riportarci le sue riflessioni e, lo ammetto, non è un filosofo o uno psicologo, non è il solito, ma ha cercato anche una svolta concettuale e riflessiva che non me la sento proprio di bocciare, anche perchè in buonissima parte ci è riuscito, regalando anche racconti che sanno angosciare e toccare, a seconda dei suoi intenti. Consiglio, pertanto, di leggere il libro partendo da queste premesse, pena il sottovalutarlo troppo, perdendo ciò che di buono può offrire! Ci sono storie sospeso sul filo del surreale, più vicine all'angosciante che all'horror e sono MIGLIO81 (nonostante un finale debole e banale), LA DUNA (uno dei migliori), IL BAMBINO CATTIVO (apprezzabile), GIU' DI CORDA (di una dolcezza e una tristezza immensi), TUONO ESTIVO (toccante come pochi), senza dimenticare il superbo UR che deve essere letto da chi, come me, conosce la serie de LA TORRRE NERA a memoria e vi ritroverà moltissimi riferimenti, apprezzandoli molto (quando King torna su quella saga dà il meglio di sè). Poi, quasi tutti gli altri, come MORALE, UNA MORTE, ALDILA' o MISTER YUMMY, sono riflessioni su temi più o meno elevati, dall'etica alla giustizia, dall vita alla vecchiaia. Insomma, in questo KIng vedo una maturazione che va oltre il semplice intrattenimento e questo non è che lodevole. Imperdibili, poi, le introduzioni ai racconti, che ne sono parte integrante, se non il pezzo migliore. Unico neo, forse, BLOCCO BILLY, incomprensibile per chi, come il sottoscritto, non sa nulla di baseball: si scorge il tema generale, ma sfugge il complesso.

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    robi

    30/03/2016 19.00.00

    Il peggio del peggio...che delusione, chiuso il libro a metà non meritava!

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    Manuel

    24/03/2016 23.48.08

    Purtroppo non posso proprio condividere la recensione di Ibs. Questa raccolta è quanto di peggio io abbia mai letto in dieci anni di King, e dire che il punto più basso credevo che già lo avesse toccato da Dr. Sleep a Revival per poi rimbalzare a sorpresa con Chi Perde Paga. Qui sono riproposti racconti del tutto privi di mordente, anonimi. Privi di anima. Anima Kinghiana, si intende. Personaggi vacui, dialoghi all'americana fino all'inverosimile e linguaggio assolutamente anacronistico; nel 2016 non si può sentire ancora parlare di "sbirri", o di "balli di fine liceo (il non plus ultra di tutte le americanate), mi viene l'ulcera solo a pensarci. Stavolta proprio non ci siamo. Sono molto deluso.

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