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Cristina De Stefano

Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2002
Pagine: 222 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788845916786

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    Caroll Gisselle

    09/02/2015 21.00.14

    L'autrice Cristina DeStefano azzardava, esasperandola ulteriormente, una qualche forma di crudeltà di Elémire Zolla nei confronti di Vittoria Guerrini, il vero nome della Campo. Ma Zolla era incapace di qualsiasi forma di crudeltà sia verso le persone che gli animali. In lui esisteva solo il rifiuto e l'insofferenza intransigente verso il fanatismo e il fideismo cattolico di Vittoria, che erano viste con distacco ironico e lo portarono ad isolarsi da lei. Elémire Zolla rimase amareggiato dalla demonizzazione ch'egli ebbe in questa biografia della Campo, quasi ch'egli fosse il mostro descritto nel titolo, negli ultimi mesi della sua vita da quest'atteggiamento che tuttavia non corrispondeva alla natura autentica dei rapporti ch'egli ebbe con la letterata Vittoria, una creatura segnata peraltro della malattia cardiaca in complicità con un ex malato di tisi alle prese con continue ricadute. Insomma, un libro da leggere, sicuramente scritto bene, anche per conoscere una parte della vita di Elémire Zolla, ma che non si può sottoscrivere interamente in quanto-ripeto- l'autrice ha esasperato una vicenda trasformando un semplice distacco in crudeltà.

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    frangar

    19/01/2004 18.13.45

    Una vita rara e d'altre sfere, magnificamente narrata.

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    Donatella Percoco

    27/05/2003 14.23.46

    Davvero interessante, questo testo, soprattutto per chi, come la sottoscritta,aveva di Cristina Campo una conoscenza superficiale. La "parentela" con Simone Weil spiega molte cose, anche (secondo me)la linea sottilissima che divide il misticismo dalla patologia - e patologiche erano, l'una e l'altra, in più di un atteggiamento. Questo, senza nulla togliere alla straordinaria ed ammirevole grandezza intellettuale di entrambe.Il testo della De Stefano ha il grande pregio di stimolare alla lettura degli scritti della Campo, cogliendone la singolarità e la provocazione.

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    matteo canale

    15/10/2002 08.20.12

    le pagine finali sono crude, splendide e crudeli, come le bellezza deve essere; una lama di metallo nobilissimo, ma a doppio taglio... vi si racconta di come in tutta furia Zolla e alcuni amici riempissero sacchi con i libri del professore... Cristina Campo non aveva superato quella notte... i gatti smaniavano per entrare nella sua stanza... occorreva sgomberare la casa... del resto Elémir e Cristina non erano sposati... era il dieci gennaio 1977... poi i verbali, dettagliatissimi del tribunale: una pelliccia, dei libri, i mobili... ma per le carte, infinite carte, della scrittrice nessuna attenzione... perdute... forse gettate dai trasportatori... una sua amica: vegliavamo vittoria in una stanza, ma Cristina era di là (cristina é lo pseudonimo di vittoria guerrini)... perdonerete se cito come a memoria, ché davvero mi addolora riaprire quelle pagine... cristina Campo era un animo poetico, così scrive M Praz, l'immenso anglista, che per le di lei traduzioni da Donne si entusiasmò... un animo poetico nel senso altissimo del termine... desideroso di perfezione... imperdonabile e delizioso... come non se ne sono visti mai nel novecento italiano... nella biografia é più volte citata la presenza di Zolla, anche lui scomparso quest'anno. per quel che si sa da altre fonti, qui - indubitabilmente -gli si recano dei torti immeritatio: lo si tratteggia crudele, assente durante la malattia di lei, insensibile alla dissoluzione della sua compagna, incapace di condividerne gli entusiasmi per le battaglie ultime ( una Voce, la liturgia post conciliare)... sono allusioni di cui Zolla stesso fu amareggiato a lettura ultimata del saggio... ce lo riferisce la Prof. Grazia Marchianò, sua ultima impareggiabile compagna... una mancanza di oggettività che zolla davvero non merita... non é lui il mostro del titolo!

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    Francesco Benzi

    26/05/2002 19.05.26

    Molto appropriato il sottotitolo (Vita segreta di Cristina Campo) che suggerisce una specie di indagine su una vita misteriosa, come in effetti era stata finora per me, avendo letto poche cose, soprattutto poesie e saggi. Il libro svolge molto bene il suo lavoro di svelamento, soddisfacendo molte curiosità, e introducendo anche intense suggestioni sul personaggio. L'autrice non si spinge molto oltre la raccolta dei dati e dei documenti, (e il voto è rivolto soprattutto all'interesse di questi ultimi), ma con un personaggio come la Campo forse è meglio così. Chiarisce molto bene come la critica di una certa parte ha praticamente lasciato da parte un personaggio del nostro secolo non allineato. A chi non conosce Cristina Campo anche un libro come questo può fare da stimolante introduzione, certo poi bisogna leggere le sue non troppe opere. Per quanto mi riguarda continua a bastarmi una sola poesia La tigre assenza, dall'omonima raccolta di Adelphi.

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