Categorie

Roberto Saviano

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Pagine: 252 p. , Brossura
  • EAN: 9788804594130

«Scrivere in questi anni mi ha dato la possibilità di esistere. Articoli e reportage. Racconti e editoriali. Un lavoro che per me non è stato semplicemente un lavoro. Ha coinciso con la mia vita stessa.»
Tre anni dopo Gomorra, il romanzo inchiesta che gli è valso la notorietà e il successo mondiale, ma anche le minacce della camorra e una vita blindata, Roberto Saviano riprende il suo dialogo con i lettori dalle pagine di un nuovo libro, in cui si respirano a pieni polmoni la dimensione civile e la tensione morale della sua scrittura. Una scrittura che indaga con coraggio la realtà e la racconta con le armi della letteratura, fondendo le suggestioni della narrazione con l'impegno vivo della testimonianza, fino a divenire non uno stile di vita ma la ragione della vita stessa. Così è per Saviano e lo si capisce leggendo ogni sua riga. Lo hanno capito i suoi lettori, a cui l'autore esprime un ringraziamento che è anche, e soprattutto, un'ammissione di intenti: «Se ho avuto un sogno, è stato quello di incidere con le mie parole, di dimostrare che la parola letteraria può ancora avere un peso e il potere di cambiare la realtà. Pur con tutto quello che mi è successo, la mia "preghiera", grazie ai miei lettori, è stata esaudita». A queste persone, quelle che non si accontentano di galleggiare e di tirare a campare, tra pigrizia e cinismo, ma a quanti hanno reso possibile che Gomorra divenisse un testo pericoloso per certi poteri, a questi è dedicato La bellezza e l'inferno.
Il libro nasce dalla raccolta di scritti ed articoli originariamente apparsi su giornali e media nazionali, in seguito rielaborati e adattati per la pubblicazione in un unico volume, con l'aggiunta di un'introduzione e di uno scritto inedito. Non ha l'intento di essere un'opera omogenea, al contrario lascia spazio a voci diverse che scaturiscono sia dalle passioni personali sia dal senso del dovere dell'autore. I capitoli, riuniti attorno a cinque nuclei tematici - sud, uomini, business, guerra, nord – toccano i temi cari al giovane giornalista e scrittore campano: dalle terre natali inquinate dal crimine agli affari della camorra nel mercato immobiliare lombardo; dai ragazzi di Scampia, star per un giorno al Festival di Cannes, alle considerazioni sul colossal hollywoodiano "300", sull'epopea delle Termopili; dal commovente ritratto di Michel Petrucciani, Ossa di cristallo, al memorabile incontro con il giocatore del Barcellona Lionel Messi, l'unico capace di ripetere, in meglio, il gol capolavoro messicano di Maradona. E infine, il racconto della serata con Salman Rushdie all'accademia dei Nobel di Stoccolma, un luogo magico dove è possibile "raccogliere a pieni polmoni quell'odore di umido e di legno che sembra aver conservato tutte le presenze di chi vi è stato premiato". Dove Saviano alimenta la volontà di rimanere fedele ai propri ideali, diviso tra la "bellezza", necessaria per chi scrive e vive, e il suo contrario: l'"inferno" del male e della corruzione, che sembra continuamente prevalere. Dove lo scrittore può dimostrare al mondo intero quello che, da sempre, vive sulla sua pelle e testimonia con i suoi scritti. Come disse Albert Camus, "gli incarichi che fanno la grandezza del mestiere di scrittore sono due: il servizio della verità e quello della libertà".

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Lorenza

    13/04/2011 13.12.59

    L'atteggiamento di Saviano, nella scrittura come in televisione, sfiora spesso e volentieri la retorica, tanto da poterlo interpretare, sono d'accordo, come una certa dose di autocelebrazione e di ruffianaggine. In realtà credo che faccia parte del suo modo naturale di esporre e di essere, poichè alla luce dei fatti nessuno può negare che sia un autore coraggioso, né invidiare il suo successo o la ricchezza che gli è derivata. Trovo la scrittura di Saviano egregia e i contenuti (che, diciamolo, non sono mai facili) sempre interessanti e ben esposti. La retorica è un pò stucchevole a volte (soprattutto in tv, a mio avviso), ma che diamine ... lasciamo che cresca e scriva, scriva, scriva ... Bravo, ti ammiro molto.

  • User Icon

    Stefano Facci

    23/11/2010 17.13.50

    Oltre ai contenuti, uno stile nuovo, fresco, giovane. Un modo di scrivere che stravolge i metodi soporiferi e infingardi di tanti cronisti da strapazzo che predicano dal pulpito di importanti quotidiani nazionali. In attesa del suo vero secondo libro. O forse del primo romanzo.

  • User Icon

    Traveler

    03/09/2010 09.09.04

    No, non mi è piaciuto per niente sembra essere molto interessato a far sapere il suo gusto letterario il che personalemente non mi suscita un particolare interesse.

  • User Icon

    rinaldo massarini

    31/08/2010 16.30.27

    Roberto Saviano,giornalista-saggista con i cromosomi del fine romanziere,risarcisce la battaglia intellettuale,al momento piuttosto sdilinquita,del suo significato più schietto:ragione,passione ed esperienza tornano ad essere,nelle sue pagine,ancelle di una letteratura d’opposizione che intraprende una resistenza,non ideologica,all’azione di ciò che minaccia di annichilire l’umano,a cominciare dai poteri occulti.In questo florilegio di scritti in cui con sottigliezza,e con un fraseggio semplicemente perfetto,scova lacerti di “paradiso” nell’”inferno” della contemporaneità,lo scrittore napoletano sembra attualizzare e vivificare il bando di civiltà veicolato da Italo Calvino ne “Le città invisibili”.I letterati,più di chiunque altro,avvertono la consapevolezza di vivere,per dirla in termini antitetici a Leibniz,nel peggiore dei mondi possibili;ma sul sentiero che conduce all’”Averno” due sono le alternative:diventare membri accidiosi del regno del male,o rinvenire nella melma più putrida un germoglio di bellezza e dargli spazio,alimentarlo,corroborarlo.Saviano,confermandosi implacabile indagatore dei gangli tentacolari di tutte le mafie e del fitto sottobosco delle collusioni e delle connivenze,si rivela anche,come apprendiamo nella suggestiva galleria di ritratti intitolata “Uomini”,sensibile scopritore di un vasto materiale antropologico,una piccola miniera di vite umane esemplari che comportano un accrescimento di informazione,cultura e senso.“Raccontare significa resistere,raccontare significa fare onore alla parte più sana del mio Paese”:con queste parole dalla forza prometeica l’autore di “Gomorra” riconosce ai suoi lettori un grosso merito che è al contempo una pesante responsabilità,quella di rendere pericolosa la sua scrittura con il semplice gesto della lettura,della riflessione e dello spargimento della verità nella società civile.Solo con la diffusione della conoscenza è possibile estirpare quel bubbone purulento che si ramifica sconciamente in “cosa nostra”,”cosa nuova” e in altri cartelli malavitosi.

  • User Icon

    gallina

    14/02/2010 16.06.19

    come si fa a non apprezzare tutto ciò che passa dalle mani di saviano ??? su qualsiasi cosa scriva, riesce sempre a cogliere il punto della situazione, a trasmettere,insegnare e aggiornare su fatti che resterebbero totalmente all oscuro !! complimenti!!!!

  • User Icon

    giorginio

    25/01/2010 16.07.51

    Da leggere.Saviano dimostra di avere la stoffa del grande giornalista/reporter e di saper narrare storie che vanno dritte la cuore della gente. Libro che suggerisce anche tanti titoli di autori cari allo scrittore napoletano. Un libro che, una volta letto, ti apre gli occhi e ti fa sentire migliore e più consapevole.

  • User Icon

    Arkadin70

    18/01/2010 17.42.21

    Splendida collezione di articoli che inizia trattando con il solito stile colto ed emotivamente partecipato del cancro che attanaglia la Campania la sua regione per poi proseguire in una carrellata di ritratti indimenticabili di personaggi della musica e della cultura che come l'autore hanno avuto il sacro fuoco dello scrivere che per loro (e epr lui) significa vivere e testimoniare una verità forte sulla condizione umana. Da far leggere nelle scuole superiori come elevato esempio di educazione civica

  • User Icon

    Antorizz

    14/01/2010 18.34.58

    Come uomo ma anche come reporter Saviano merita sempre il massimo dei voti e del rispetto...ma...ma... la seconda parte di questo libro in particolare su alcuni personaggi(Messi ,Petrucciani) è.. è.. melensa e diciamolo pure un pò ruffiana, a me ha rovinato quel che di bello ha questo libro.

  • User Icon

    tilde

    09/01/2010 12.18.44

    Libro da leggere per prendere coscienza dei meccanismi che condizionano la nostra società ed economia e per dare un tributo ad un grande uomo, un giovane che ha avuto il coraggio e la forza di andare oltre l'informazione.

  • User Icon

    Luca Scialò

    02/12/2009 15.44.31

    Roberto ha proprio ragione; anche nell'Inferno più infame e crudele, può nascere e sopravvivere qualcosa di bello e positivo. Intendendo per Inferno sia le difficoltà di un determinato contesto, sia le proprie difficoltà fisiche. Un bel libro, dove Saviano racconta le proprie difficoltà e privazioni successive al successo di Gomorra; fa ancora riferimenti alla sua (e mia) terra, straziata dalla Camorra; racconta la storia difficile di quanti sono morti per l'amore della verità e della giustizia, di quanti nonostante handicap fisici è riuscito comunque a sfondare con le proprie passioni, di quanti hanno sopravvissuto a drammi e dopo li hanno raccontati affinchè non si ripetessero più. Un bel libro che consiglio come regalo di Natale. Complimenti Saviano; che un giorno le tue parole scritte trovino una loro utilità concreta anche politica e sociale.

  • User Icon

    giovanni

    01/09/2009 15.27.59

    bello bello bello. molto diverso da gomorra, ma altrettanto valido. i temi sono più ampi, alla camorra si associano anche altri aspetti della vita, come lo sport, la musica, il cinema. un paio di articoli li ho trovati ridondanti, quasi un esercizio di stile, ma tutti gli altri sono secondo me emozionanti: mi sono ritrovato a su internet ad indagare sulla vita di messi, carmine russo, donnie brasco (quello vero...), per vedere se era tutto vero quello che scrive saviano! consigliato

  • User Icon

    Ilario

    31/08/2009 17.36.23

    Sono davvero troppo pochi gli scritti di questa raccolta in cui Saviano riesce a non parlare neanche di sfuggita nè di mafia nè di camorra. Un vero peccato, uno scrittore tanto bravo e che dichiara a più riprese il suo amore per la letteratura, mi piacerebbe che un giorno riuscisse a liberarsi da questa ossessione che, comprensibilmente, gli esaspera la vita e che ci proponesse un'opera di puramente narrativa! Le capacità, evidentemente, le ha tutte perchè è in grado di emozionare il lettore con le sue parole, ma finchè non sarà un uomo veramente libero a mio parere non riusciremo a godere appieno del saviano scrittore.

  • User Icon

    Katia

    30/08/2009 09.43.55

    E' di sicuro molto meno bello di Gomorra, quella era un'altra cosa, ma trovo che letteralmente sia cresciuto. La prima parte è accessibile a tutti, mentre la secondo è davvero molto letterata e forse per chi non è amante della lettura è un po' noiosa. Ma cmq stupisce sempre la sua vita fatta di ideali, merita di essere letto anche se la sua brillantezza è diventata leggermente opaca, ma ogni scrittore ha il suo decorso naturale...

  • User Icon

    Valeria

    27/08/2009 11.11.10

    Saviano ha un dono. Riesce ad essere estremamente lucido e razionale e allo stesso tempo molto emozionante. Nel senso che le sue parole, semplici, chiare, essenziali e sempre precise, toccano veramente nel profondo e lo fanno senza malizia. Da tutti gli scritti di Saviano emerge uno smisurato amore per la sua terra e per i suoi abitanti. E questo amore, non solo la rabbia, è arrivato fino a me.

  • User Icon

    erika

    25/07/2009 08.27.38

    L'uscita di questo libro è stata accompagnata da una serie di polemiche e accuse non del tutto corrette. Si tratta sì di una raccolta di scritti dal 2004 al 2009, però sono stati rivisti proprio per l'uscita del libro. L'introduzione è molto toccante perchè cerca di spiegare cosa ha subito ed è costretto a subire per il solo fatto di aver scritto un libro. Molto bello è il primo capitolo "Lettera alla mia terra" dove si percepisce pienamente il dolore che prova, la rabbia e l'impotenza che ha per far capire ai suoi concittadini che bisogna reagire. Poi è un alternarsi tra capitoli leggeri come quello dell'arrivo a Cannes, oppure quello dell'Accademia di Svazia, a quelli più impegnati dove ancora una volta si parla del business che gira intorno ai rifiuti; poi ci sono le recensioni a libri letti. Insomma un Saviano che mostra anche di saper parlare di altro. Consiglio la lettura di questo libro soprattutto a chi ha letto solo Gomorra, perchè solo così si può conoscere veramente chi sia Roberto Saviano.

  • User Icon

    michele

    13/07/2009 20.34.02

    Non è Gomorra e non fa nemmeno finta di esserlo (è detto/scritto chiaramente che si tratta di una raccolta di articoli). Ma alcuni pezzi sono bellissimi, altroché se ti rimangono dentro. E il libro fa capire un percorso e apre un orizzonte più ampio di quello di Gomorra. Questo per chi apprezza lo scrittore Saviano, per chi non vuole per forza ridurlo a operazione di marketing, Mondadori (chi se ne frega) ecc. Per chi non scrive mosso dal solito italianissimo rosicamento. E non è detto che sia un "fan": il solito che si beve tutto

  • User Icon

    Barbara

    12/07/2009 10.55.48

    Scritto sull'onda del successo. Pur se interessante in alcuni contenuti svela che gomorra è stato un clamoroso successo mediatico più che un romanzo. Appena sufficiente.

  • User Icon

    Giorgio

    11/07/2009 23.55.27

    Una spiccata operazione commerciale. Una raccolta di articoli esibita con tanta pomposità ("2004-2009") sarebbe giustificabile se stessimo parlando di Stinglitz, Rushdie, o magari anche Sofri, Serra, Eco, per rimanere in ambito italiano. Insomma qualche autore dalla lunga carriera, dal pensiero denso e originale. Ma così non è. Chiariamo, non è colpa di Saviano. Ma degli editori. Molti pezzi sono sicuramente superflui. Altri perdono mordente al di fuore dell'attualità nella quale sono stati scritti. Altri ancora sembrano inseriti apposta per far numero: vedi la recensione piena di metafore forzate sul pessimo "300", e l'apologo di Miriam Makeba, che solo per caso e non per altro si ritrovò a morire durante il concerto dedicato a Saviano. Roberto è un autore prezioso e va protetto. MA proprio per questo va protetta la sua opera. La Mondadori, dopo aver guadagnato uno sproposito con "Gomorra", ha deciso di ripagare il suo autore-gioiello con una pubblicazioni tesa unicamente a mantenere vivo il suo mercato di riferimento, costituito dalla sterminata massa di fan di Saviano, ma poteva regalare loro un prodotto più originale e di maggior peso. Così non è. Sfido qualcuno a trovare, tra questi articoli, uno che davvero rimanga impresso nella memoria per originalità o profondità di analisi. Saviano ha bisogno di crescere ancora. Avere avuto un successo clamoroso con l'opera prima non è certo una condanna, ma nemmeno un passpartout per qualunque passo falso. Come quesot. Sconsigliato.

  • User Icon

    viviana ettorre

    30/06/2009 10.53.47

    Roberto Saviano ha pubblicato "La bellezza e l’inferno" un insieme di articoli e di saggi. Con la lettura di questo libro conoscete la vita del musicista Petrucciani, le prodezze del calciatore Messi, il talento del pugile Clemente Russo e le peripezie dell’agente infiltrato Donnie Brasco. Questo libro è da leggere, da rileggere e da regalare. Saviano è uno scrittore talentuoso e la sua prosa è piacevole, perchè è vera e pulita, priva di retorica. Sentirete anche un’altra voce di Saviano, quella di un giovane colto, simpatico e appassionato. Risentirete di nuovo la voce che conosciamo tutti bene, quello che in relazione al terremoto in Abruzzo teme - a giusta ragione - che le ricostruzioni vengano date in subbappalto alla camorra. Naturalmente, i mezzi di informazione sono ben cauti nell’offrirci le informazioni a cui abbiamo diritto. Dobbiamo arrangiarci, dobbiamo navigare su internet, confrontarci e leggere libri come questo, alla faccia di tutti coloro che si illudono ancora una volta di ingannarci. Anzi no, di prenderci per i fondelli.

  • User Icon

    gianluca guidomei

    29/06/2009 23.21.32

    Roberto Saviano è tutto nella foto che lo ritrae in quarta di copertina. Serio. E' come appare. Serio. Degno. Avete mai visto Anna Politkovskaja ridere o sorridere? Perché avrebbe dovuto? Basta con questi volti sorridenti, con la beata leggerezza, con gli ammiccamenti, con i politici falsi, ruffiani, giullari. Ci sono persone che si permettono di insinuare sulla rispettabilità di Saviano. Ebbene, o sono stupide o vivono di una cultura "mafiosa". Lui è solamente un cronista, uno scrittore, ma la tragicommedia del nostro paese lo trasforma in un eroe e non perché lui voglia esserlo, ma perché abbiamo perso la misura e il senso delle cose, delle responsabilità, della decenza. Il nostro indegno ministro dell' interno tiene a precisare con spocchia e disprezzo che non c'è solo Saviano a combattere la camorra...un poveretto di calciatore, capitano della nazionale che dichiara"Saviano diffonde nel mondo un' immagine negativa della Campania e dell' Italia"...una sottospecie di giornalista fa i conti in tasca all' autore di Gomorra dal suo orribile telegiornale abusivo. Ma lui li guarda serio, determinato, terribilmente umano, nella sua voglia di vivere una vita normale e nella sua paura di essere prima o poi messo a tacere. Forse lui non lo sa o non vuole ammetterlo, ma i suoi libri insegneranno ai nostri giovani che un altro paese è possibile: "C'è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo: forse c'è chi si sente soddisfatto così guidato. C'è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo: c'è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato. C'è pure chi educa, senza nascondere l' assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando d' essere franco all' altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato." Danilo Dolci

Vedi tutte le 25 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione