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Traduttore: F. Pivano
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XV-364 p., Brossura
  • EAN: 9788804567929
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    Giuseppe Russo

    02/05/2016 17.04.00

    Il secondo romanzo di F. Scott Fitzgerald è una parabola della disillusione e del disincanto legati alla giovane età, al breve regno delle apparenze e dell'edonismo, al rifiuto kierkegaardiano dell'impegno. Rispetto al «Grande Gatsby» e ad altre opere della piena maturità dell'autore, la trama risente della presenza (inevitabile, dato il tema, ma che tuttavia frena il motore diegetico) del rapporto intergenerazionale: Anthony e Gloria vorrebbero essere degli outsider totali rispetto all'ordinamento borghese della società, ma non riescono a sottrarsi al confronto continuo con questa, al suo onnipresente giudizio. Non siamo ancora a quel punto di accettazione della vanità del tutto che condurrà altri personaggi fitzgeraldiani verso la logica del «viviamo finché sarà possibile e poi basta»; l'oltranza li porta a proseguire lungo una parabola discendente che condurrà lui alla follia e lei all'irrilevanza. Finiranno così per incarnare in modo tragico il monito del narratore: «nessuno può sognare senza che i sogni diventino incubi fantastici di indecisione e rimpianto» (p. 230). In queste pagine il rimpianto e l'assenza assumono le forme dell'incubo, in seguito diventeranno elegia.

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    elio

    19/09/2014 09.19.17

    Ho fatto fatica a leggere la prima parte del libro... ma una volta che Anthony conosce Gloria è come se è iniziato un nuovo romanzo, che mi ha tenuto incollato alla lettura. Non riuscivo ad immaginare come potesse finire il romanzo, dopo le svariate vicissitudini che colpiscono i due protagonisti, soprattutto Anthony e, nonostante gli eccessi e i comportamenti fuori regola, tifavo per lui! e alla fine ce l'ha fatta! Libro da leggere assolutamente... per una serie di motivi, non ultimo perchè è ambientato per larga parte a New York.

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    MrElanhyer

    06/08/2014 19.36.28

    Sublime, straordinario, inarrivabile, potente, deliziosamente poetico, tanti sono gli aggettivi con i quali potrei lodare questa perla che purtroppo mi ha tenuto compagnia soltanto per tre giorni, dato che non sono riuscito a far durare questo piacere di più, tanto affascinante è stato l'effetto che ha avuto su di me. Semplicemente grandioso, forse più del grande Gatsby.

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    Elisabetta

    24/03/2014 11.20.29

    Semplicemente meraviglioso. La scrittura di Fitzgerald è pura poesia e non annoia mai neppure per un secondo! Una storia di decadenza umana, assolutamente consigliato e da non perdere.

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    Becky

    21/04/2013 19.30.16

    Un romanzo ricchissimo. Esteticamente perfetto: la lentezza iniziale che rispecchia i personaggi pigri e svogliati, i dialoghi riportati a volte come in una scenografia teatrale, i "tipi" caratterizzati dalle espressioni "di moda", il ritmo incalzante negli episodi avvincenti, il finale dolceamaro. E cosa dire dei contenuti? Così tanti spunti di riflessione che si rischia di perdersi. Autori mediocri che hanno un successo esorbitante e pretendono di fare i "colti" e laureati dal fine intelletto incapaci di trovare un qualsiasi tipo di occupazione. L'innamoramento passionale e l'equilibrio precario di un rapporto di coppia. L'amicizia, per quanto si possa definire tale. Il desiderio. La vanità. Il razzismo, così parte integrante della società da passare addirittura inosservato. Non assomiglia quest'America in modo inquietante alla nostra Italia?

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    Melissa

    10/04/2013 18.20.18

    Bella la storia in sé...ma che noia! Io personalmente ho fatto davvero fatica a finirlo. I due protagonisti sono alla continua ricerca di qualcosa in più, di nuovo, che possa riempire la loro vita fatta di feste, amici e alcool. Un'attesa che coinvolge anche il lettore perché anche chi legge, si aspetta che prima o poi arrivi qualche colpo di scena, una svolta nella storia, una scena avvincente. E' il primo libro di Fitzgerald che leggo e il suo stile mi piace molto. Spero ora di non rimanere delusa anche dal Grande Gatsby.

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    Fabiola G.

    17/12/2012 15.37.55

    Con questo romanzo mi avvicino per la prima volta a Fitzgerald. Un incontro che lascia il segno. Splendido lo stile di scrittura, a volte crudo, a volte lezioso. Mirabile la caratterizzazione dei personaggi di Anthony e Gloria, alla continua ricerca di qualcosa che dia un senso alla loro vita. Nell'attesa di una cospicua eredità, la coppia conduce una vita dissoluta tra festini e alcool che li porterà al disfacimento totale. La bellezza dei due giovani in particolare quella di Gloria, risplende in ogni pagina. Affascinanti le descrizioni di New York, perle preziose sparse ovunque nel testo. Un po' deludente a mio giudizio è il finale, piuttosto frettoloso, una chiusura brusca che stona con le suggestive descrizioni cui l'autore ci aveva abituato.

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    armando

    20/06/2011 19.53.53

    Libro meraviglioso.A doverlo descrivere si rischia la banalità e l'approssimazione, nella migliore delle ipotesi la superficialità. Mi accorgo che quando affronto la lettura di un romanzo di F. mi pongo da una prospettiva che poi, alla prova dei fatti, si rivela sempre un pò obliqua e sbagliata. Forse vittima, io, di tutte quelle cose tanto spesso dette e sentite (F. autore della generazione perduta, ecc...), a volte vere, a volte no. Quindi preferisco stare sul generico (così non si sbaglia). Questo libro parla di tutto: vita, amore, odio, follia. Il tutto nel consueto stile (stupendo) di F. Da leggere assolutamente.

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    Nicolò

    28/05/2009 15.50.52

    Avevo letto da qualche parte che questo romanzo fosse uno dei lavori "minori" dell'autore e che non si potesse nemmeno paragonare a "Il Grande Gatsby" o a "Tenera è la notte". Beh, voglio dirvi che questa non è assolutamente un'opera minore, anzi. Il buon Fitzgerald riesce a scavare nell'animo dei due protagonisti (e non solo) in un modo che tutti gli scrittori, o presunti tali, dovrebbero riuscire a fare. La vicenda narra di due giovani sposi che consumando la propria passione e sperperando il proprio denaro in una sorta di "amour fou", iniziano a decadere fisicamente - e soprattutto moralmente - in un vortice senza vita, pieno solo di stagnate monotonia e solitudine, dove l'unica parvenza di luce paiono essere le interminabili feste piene zeppe di alcool e di incessanti danze. Il tutto, come Fitzgerald ci ha abituato, è intriso da una meravigliosa prosa e da aforismi degni del miglior Oscar Wilde, condito, ancora, da descrizioni tanto minuziose quanto affascinanti. Concludo dicendovi che per tutti gli amanti di questo geniale scrittore, il suddetto libro non potrà che essere letto con la dovuta ammirazione; per chi, invece, non lo conoscesse, "Belli e Dannati" potrebbe essere il giusto trampolino per avvicinarsi alle fascinose parole di questo romanziere di classici moderni.

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