Editore: Ensemble
Collana: Échos
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 4 novembre 2015
Pagine: 148 p.
  • EAN: 9788868810948
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Descrizione
Luigi ha trentacinque anni e vive nell'hinterland romano. La sua vita è scandita da lavori saltuari, dall'impegno nel dottorato di ricerca, dalle amicizie con le quali si divide fra battaglie sociali, le contraddizioni del movimento studentesco e il piacere di stare insieme. La quotidianità è però cadenzata dai ritmi di una periferia sempre più misteriosa e sconosciuta, pasoliniana e insolente, chiassosa e vulnerabile. Il pendolarismo diventa un particolare metronomo della narrazione, in cui condizione umana e una città che cambia troppo velocemente saranno i minimi comuni denominatori, per il protagonista, di nuove domande da porsi e di nuovi sentieri da percorrere.

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Recensioni dei clienti

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    Elena Dumitru Emanuele

    30/03/2018 21:05:23

    Benzine rispecchia la realtà dell’estrema periferia di Roma: dal degrado in cui si trovano alcuni siti archeologici, un tempo pregiati, e i vari mezzi di trasporto sui tragitti secondari; all’immigrazione selvaggia che rende certi quartieri invivibili e alla fatica giornaliera delle giovani generazioni che cercano di conciliare gli studi con lavori stressanti e mal pagati. Generazioni costrette spesso a rinunciare ai propri sogni solo perché non hanno agganci/ le giuste conoscenze per far valere i propri meriti e a volte vanno a compromessi con gente senza scrupoli pur di realizzarsi. L’amicizia è l’unica nota positiva che rende la loro esistenza meno amara e la coltivano con cura.

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    Alex

    16/03/2017 15:43:13

    Da subito Luigi, il protagonista, mi ha catturato nel suo racconto, quasi cronaca, di un mondo reale, di cui senti la consistenza ruvida, l'andamento incerto, la bellezza decadente. Ragazzo/uomo diviso tra il tipico call center di oggi e la sua mente colta che non trova la giusta espressione nel mondo universitario, ci narra, in un viaggio in cui i mezzi di trasporto paiono metafora, il suo reale. Fitti i dialoghi, su piccolezze che invece sono la vita. Lungo lo sfondo, che però è protagonista, di una periferia aspra e tenera, senza dubbio amata, Luigi non abbellisce, non indora. Lascia che la sua ironia sia un filo conduttore, ci presenta i suoi amici e il variegato universo delle periferie proprio negli scambi diretti con l'altro. Arriva poi il colpo di scena, che pare alterare la natura del libro, e invece svela ciò che non si vuole sapere, senza snaturare l'opera. Ed ecco quelle benzine, che hanno profumo od odore. Odore di sporco, di squallore, di margini e illegalità. Eppure anche il profumo del viaggio, del movimento, della vita che pullula ed è vera, non su uno schermo hollywoodiano, ma lungo le strade di ognuno di noi. Vero, disancantato, con una strana purezza di fondo, Luigi è nell'oggi come potrebbe essere in altre epoche. E lo senti subito amico. Un libro da regalare, consigliare, e che già tocca dalla copertina...

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    Deangy

    19/08/2016 12:37:26

    Si ha la percezione di aver letto un libro importante senza saperne troppo bene il perché. Ho sempre pensato che le parole di un libro, in senso generale, possiedono un'intensità che varia a seconda di come queste siano intrise di vita, e assieme a frasi, contesti, vicende e capitoli ci fanno avvertire come una lettura sia più interessante e viva rispetto ad altre, senza riuscire a determinarne degli stralci precisi. 'Benzine' è così, pur possedendo pagine che rimangono impresse. Un romanzo dove la somma del tutto è maggiore rispetto al valore 'algebrico', come è o dovrebbe essere più spesso nell'arte, nella scrittura.

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    Ammanoammano

    03/07/2016 20:45:58

    Leggero e profondo, semplice e subliminale, profetico e popolare, ironico e scanzonato, pungente e dolce. Un libro come una canzone di Rino Gaetano.

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    Libridaleggere

    21/05/2016 17:58:26

    E' un romanzo che si leggerebbe d'un fiato anche se fosse lungo 1000 pagine. Una questione di stile, di redini, di ritmo. La semplicità del linguaggio è frutto di un adeguato filtraggio, di una maturazione. E' come chi scrive una poesia o ha un'intuizione su qualcosa, magari dietro c'è tutto un percorso che poi rende facile conseguire un risultato, svilupparlo, farlo conoscere. Non è che poi ci sia tutto questo dinamismo nel romanzo, soprattutto nella prima parte. Il fatto è che si lascia leggere con attenzione. Certo, stilisticamente c'è anche una mano naif, o meglio, un misto di sotterranea elaborazione ed eccessiva naturalità. Benzine rispetta la prima regola di un romanzo: suscitare curiosità nel lettore. Ben riposta.

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    Mirtilla Malcontenta

    10/04/2016 16:54:01

    Melting pot e 'melting pop' si direbbe di questo libro, che si legge in un amen. Tempi giusti, scrittura visiva (forse troppo), ritmo leggermente dilatato nella prima parte e un filo adrenalinico nella seconda. L'era della letteratura 3.0. Invece della pennetta USB una penna calda, caldissima.

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    SettantottOldboy

    03/03/2016 20:02:34

    Pitaro è sicuramente un grande talento. Un libro scritto in tempi brevi che supera in forza ed energia quello che spesso passa il mercato editoriale su questi temi. Viene da domandarsi cosa potrà fare questo autore in futuro. A me lo scrittore fa venire in mente l'idea di un calciatore che senza duri allenamenti entri in campo e risolva brillantemente la partita con giocate di classe. Mentre altri si spremono, rimuginano, cercano parole che non riescono ad afferrare, Pitaro le materializza come un santone indiano e scrive. Questo ho fantasticato dopo aver letto Benzine, con l'unica certezza di aver davvero apprezzato il romanzo.

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    Glénat

    02/02/2016 19:07:26

    Pitaro si lancia in una sequela descrittiva, percorrendo fatti ordinari e straordinari della periferia romana. Piccoli e grandi personaggi popolano l'orizzonte narrativo, finché appunto l'autore con bravura rivolta protagonisti e situazioni come calzini, rivelando tutta un'altra realtà. Operazione riuscita, che però non allontana qualche ombra. Diciamo che l'autore evita di farsi critico e di proporre giudizi, perché forse ha capito che nel marasma di ciarle la cosa che conta davvero è fare un passo indietro, cioè contribuire semplicemente alla costruzione di opinioni più chiare dei lettori attraverso una vera e partecipata narrazione. Lo scrittore ci vuole invitare a vedere le cose con gli occhi, per suscitare in noi una maturazione. La sua è una sorta di arte della maieutica. O almeno, 'Benzine' vuol contribuire in questo senso riguardo a una certa condizione giovanile e alla vita di periferia, senza pretese di esaustività o intellettualismo, dato che comunque trattasi di un romanzo di centocinquanta pagine, quindi non particolarmente corposo. Pitaro ha un'altra caratteristica: le sue parole lasciano il segno. Non è una cosa da tutti. Il suo libro non si dimentica, ne ho avuto conferme anche da altri lettori. 'Benzine' è decisamente qualcosa di più rispetto alla media di proposte sul genere. La penna dell'autore e l'insieme hanno una certa potenza!

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    Lulù86

    15/01/2016 11:42:51

    Il libro potrebbe essere considerato vagamente una via di mezzo tra un film degli anni '80, 'Qualcosa di travolgente', con Melanie Griffith e Jeff Daniels, e 'La sconosciuta' di Giuseppe Tornatore. La cosa non è voluta, ricercata, probabilmente lo scrittore neanche ha pensato minimamente ai film in questione, come deve essere. Trama, psicologie e contesto sono differenti, ma il modo in cui è sviluppata la storia e portata a compimento richiama in qualche modo un certo gusto della narrazione. Si comprende che lo scrittore descrive ciò che conosce, e lo fa con perizia e ironia.

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    Marcus Goldman

    15/12/2015 13:32:09

    L'autore inventa la realtà e dice il vero, o la tradisce per una verità più grande. Plasma una materia che conosce bene, trastulla il lettore con fatti e fatterelli, tutti gustosi, fino alle incredibili ultime sessanta pagine. Disorienta con scorrevolezza ma tiene al guinzaglio. Gioca di prestigio. L'umorismo e l'ironia dello scrittore è pervasa da un alone caustico, forse perché la genuinità - quella autentica senza filtri - ha questo effetto: la ferocia dell'innocenza. Il mistero della narrazione è oscurato da quello più grande che come un'ombra si proietta nella mente di chi legge: chi è Gino Pitaro oltre ad essere una penna di talento?

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    Gulash

    01/12/2015 18:22:16

    Vero, appassionato, ironico, leggero e al contempo profondo. Un romanzo di contemporanea a tinte gialle. Forse è oltre gli stereotipi del genere 'periferia romana' perché libro autentico, e soprattutto personale, scritto con un certo talento espressivo, ma piuttosto classico nello svolgimento seppur non privo di originalità. L'autore non è attratto dagli stereotipi comuni, non si lascia abbindolare dal mondo delle cronache, perché ben conosce ciò di cui scrive, non ne ha bisogno. L'autore lo sa, gioca e 'giggioneggia' con la materia narrata.

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