Berlino. Un viaggio letterario

Flavia Arzeni

Collana: La diagonale
Edizione: 2
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 4 settembre 1997
Pagine: 248 p.
  • EAN: 9788838913563
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Recensioni dei clienti

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    Appena arrivato, non ancora letto

    10/05/2018 15:08:49

    è appena arrivato, e quindi non l'ho ancora letto.. ma sembra molto interessante guardando l'indice. Mi incuriosisce molto. Posso comunque garantire che Ibs si rivela sempre il massimo dei negozi online per i libri! Ottime selezioni e servizio impeccabile... in pochissimi giorni dall'ordine è arrivato in ottime condizioni anche fuori dall'italia! I MIGLIORI!

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    vera

    23/12/2008 11:33:07

    l'ho letto prima di andare a Berlino e ha potenziato la mia capacità di vedere e leggere la città. La selezione dei pezzi è fantastica e davvero ti fa vivere un po la dinamica di crescita della città, e quindi la sua "anima".

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    Libetta

    04/11/2005 13:55:02

    Ardente nel complesso, con alcuni capolavori "Il tono berlinese" di un Fontane spiritoso, "Il capitano di cavalleria" di uno struggente Fallada, le pagine di Erich Kastner personalmente tradotte dalla curatrice. Quest'ultimo un bellissimo regalo.

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recensione di Cerrato, O., L'Indice 1998, n. 2

Provinciale e noiosa città prussiana, da Alfieri bollata come "universale caserma", Berlino si trasforma all'inizio del Novecento, nel giro di pochi anni, nella nuova capitale d'Europa, metropoli colta e mondana, foro di discussione delle principali avanguardie artistiche internazionali. Da allora, e in seguito al suo destino politico successivo, la città è diventata un topos" "letterario sempre più frequentato non solo dagli scrittori di lingua tedesca, ma anche dagli stranieri. In Germania già da tempo la critica sta seguendo il fenomeno, con conseguente vasta pubblicazione di antologie e studi attorno al motivo di Berlino. In Italia invece, nonostante il vivo interesse per la metropoli mitteleuropea, l'opera di Flavia Arzeni, germanista romana e appassionata frequentatrice di Berlino, rivela un carattere pionieristico. Il suo "Viaggio letterario" presenta ai lettori italiani un'ampia e piacevolissima scelta di testimonianze sulla metropoli tedesca, tra le quali, accanto a pagine classiche di Döblin o Kästner, di Benjamin o Brecht, di Uwe Johnson o Christa Wolf, compaiono per la prima volta in traduzione italiana scorci delle lucide analisi di Heinrich Mann o di Joseph Roth, delle memorie rivelatrici di Horst Krüger, fino alle più recenti visioni di Günter Kunert.
Ogni tassello di questo ricco mosaico fa rivivere un frammento della travagliata storia di questa città, che è poi la storia dell'Europa di questo secolo. Perché Berlino, "la città senza memoria", ha vissuto più intensamente di ogni altra località europea l'inarrestabile avvicendarsi di grandezza e miseria, ragione e follia, su cui hanno poggiato le sorti dell'umanità nel XX secolo. E altrettanto alacremente si è impegnata a cancellare via via le tracce del tempo, vivendo sempre soltanto proiettata nel futuro.
Nell'ottima introduzione alla sua raccolta, Flavia Arzeni, ripercorrendo con forza evocativa e accuratezza d'informazioni (anche bibliografiche) le svolte essenziali della storia della città, sottolinea questa dimensione di perenne transitorietà, da sempre ritenuta la cifra privilegiata di Berlino. Se già all'inizio dell'Ottocento Mme de Staël la paragonava alle città americane che ignorano il loro passato, per tutto il XX secolo osservatori tedeschi e stranieri non cesseranno di meravigliarsi dinanzi a "una città nella quale, da ieri, sono trascorsi mille anni", come annota Peter Schneider nel romanzo "Il saltatore del muro" (SugarCo, 1991). La rapida, continua evoluzione della città risulta con impressionante evidenza dalla lettura di queste pagine, che riflettono con vivide immagini il passaggio dalla repentina sprovincializzazione della nuova capitale imperiale all'apparente grandezza della "repubblica di carta" il cui sogno di democrazia svanisce tragicamente nel dodicennio hitleriano per lasciare poi il posto alle macerie, al muro e infine all'"unità ritrovata". Queste le tappe del percorso tracciato dalla Arzeni, che accosta abilmente prospettive contrastanti, dall'entusiasmo - non privo di riserve - di Heinrich Mann per la metropoli weimariana ("Il futuro della Germania oggi è a Berlino"), alla catastrofica descrizione della svalutazione monetaria di Yvan Goll, in cui la pazzia appare come "l'unico rifugio". Accanto a una maggioranza di scrittori tedeschi - anzi, per lo più berlinesi (d'adozione, se non di nascita) - le voci straniere, che si fanno più frequenti nell'epoca più vicina a noi, contribuiscono a rievocare in modo più oggettivo la complessa realtà. Tra di esse, ampio spazio è riservato a quelle italiane. Impressionanti sono le pagine di Ruggero Zangrandi, prigioniero a Berlino proprio nella primavera del 1945, o le memorie di viaggio di Carlo Levi, che visita i due settori della città poco prima della costruzione del muro, quel muro che diventa poi per un disincantato Sanguineti il simbolo paradossale dell'identità stessa di Berlino. E dopo? "Oggi è difficile trovarne i resti", scrive la Arzeni nell'introduzione. "Fedele a se stessa, Berlino già cancella le sue memorie". Solo la letteratura registra un velo di nostalgia nel congedo dall'est e dall'ovest, e si sofferma ostinata sulla linea di un confine ormai invisibile.
Al termine di questo viaggio letterario, che si è rivelato anche storico, sociale e (con termine moderno) "interculturale", il lettore dovrà soddisfare non poche curiosità. Innanzitutto vorrà andare a vedere con i propri occhi i citati "luoghi di Berlino" che un'appendice illustra brevemente in modo sistematico. Poi vorrà leggere tanti dei testi che la pregevole traduzione della Arzeni gli ha fatto assaggiare. Infine vorrà verificare l'esatta collocazione cronologica delle opere presentate, come pure i legami biografici tra i singoli autori e Berlino, operazioni per le quali purtroppo i riferimenti biobibliografici contenuti nella "Notizia" non sono di grande aiuto: spesso mancano infatti le date di pubblicazione dei testi originali, e della biografia degli autori non si apprende altro che data e luogo di nascita (e di morte). D'altra parte, ogni viaggio che si rispetti richiede a tutti i partecipanti un minimo di documentazione propria.