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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Pagine: 393 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811687283

Forse è il lago, perennemente statico, ad attrarre Andrea Vitali verso le storie del passato. Anche Bellano, nascosta tra i monti e spesso ingrigita dalla nebbia, negli anni è cambiata. I suoi personaggi, il medico, il sindaco, il prevosto e i piccoli commercianti che si sono avvicendati in questi anni come protagonisti dei romanzi dello scrittore sono cambiati anche loro. Eppure il lago è sempre lì, sornione, a osservare le piccole e grandi vicende umane che si compiono sulle sue sponde.
Andrea Vitali, che a Bellano è nato e vive da sempre, al suo ventunesimo romanzo lacustre ambientato nel passato inizia a insospettirci: non sarà, per caso, che questo passato, questo gusto vintage, è solo un pretesto per affrontare temi attuali, attualissimi, senza esporsi troppo? Non sarà che questi personaggi, il segretario comunale, il vice sindaco, il droghiere e il casellante, sono in realtà persone vive e vegete oggi, nel 2014, che il sagace autore si diverte a vedere agire nel passato?
È con un po’ di malizia, in ogni senso, che ci approcciamo a questo nuovo romanzo del Vitali. Siamo nel 1949, la guerra è finita da poco e la comunità si sta lentamente risollevando. Il fermento è palpabile tra i negozianti, tra i piccoli imprenditori dei cotonifici che riprendono la produzione, tra i politici locali che si preparano ad affrontare le prossime elezioni amministrative. Molti di quelli che avevano vestito la camicia nera durante il fascismo, come il gagliardo vicesindaco Amedeo Torelli, si riciclano in fretta e furia; quelli che hanno vinto la guerra, gli uomini del biancofiore, si preparano a governare per anni e anni; i cittadini ben sperano per il futuro, mentre le promesse di prosperità fioccano da ogni parte.
Il nostro Torelli, si aggira rampante e sfrontato per le vie di Bellano. È il braccio destro del vecchio sindaco Dc, il medico condotto, e ha l’arduo incarico di attendere alle esigenze delle piccole lobby locali, dai produttori di vino come lui, agli apicoltori, dai giocatori di caccia alla mosca agli allevatori di bestiame. Si affanna in lungo e in largo, si lancia nell’import export di vini e prodotti tipici, si impegna in prima persona nella difesa delle cause più disparate, non per ultima la sorte di una povera ragazza straniera, Marta Bisovich, finita a Bellano in circostanze anomale. Erano stati i carabinieri di Varenna e scovarla su un treno senza biglietto e a portarla nella casa comunale di Bellano, dove lei diceva di voler incontrare “il dottore Nonimporta grande villa a Bellano”. Naturalmente questo fantomatico “dottore Nonimporta” non era mai stato rintracciato né tra gli abitanti del borgo lacustre, né tanto meno nei paesi limitrofi. Eppure lo zelante Torelli aveva preso sotto la sua ala protettrice la giovanissima profuga, di origini slave, procace e mansueta, adatta alla vita familiare, benvoluta e benaccetta come collaboratrice in molte case di Bellano, per prima la sua.
A suon di benefici e concessioni Torelli si prepara alle elezioni amministrative, mentre la Bisovich, a suon di sorrisi e ammiccamenti, si prepara ad affrontare, gradino dopo gradino, una ripida scalata sociale. Sono anni di fermento, rivoluzione, progresso, anni in cui ciascuno può costruire la sua fortuna, con un po’ di scaltrezza e magari qualche piccola astuzia. Ma senza esagerare, naturalmente. Come dice il segretario della Dc Austero Agnelli, bisogna attendere, stare calmi, agire con ponderazione, altrimenti anche i Carabinieri si potrebbero insospettire...
Inutile dire a questo punto che Andrea Vitali ci consegna un finale degno di un romanzo poliziesco di Conan Doyle. Chi conosce l’autore sa bene che dietro a ogni piccolo indizio, disseminato qua e là nel racconto, ci può essere una complessa e torbida faccenda. Questa volta tutti i nodi verranno al pettine soltanto nelle ultime, folgoranti, battute.

Recensioni dei clienti

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    Gianni F.

    29/02/2016 08.38.24

    Che bello ritrovare il Vitali prima maniera: ispirato, con personaggi a tutto tondo, che divertono, commuovono, irritano, rimangono impressi nella mente del lettore. Un romanzo avvincente come un giallo, la cui lettura, non vorresti mai sospendere. Spero solo che tutta questa positivita' non sia unicamente dovuta al fatto che si tratta di un vecchio suo racconto, rielaborato ed ampliato

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    luciano

    21/11/2015 14.22.37

    Il racconto è simile a una lunga chiacchierata al bar dello sport o tra un gruppo di comari sull'uscio della porta, tanto per passare il tempo. Divertente è divertente, si legge con il sorriso sulle labbra, anche se a volte, per i miei gusti, è un po' cinico. Non è certamente grande letteratura. Comunque chi vuol trascorrere qualche ora senza impegnarsi è senz'altro la lettura giusta. Non merita il voto minimo ma neppure quello massimo.

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    susy

    14/09/2015 21.42.36

    Ma dove è finito il Vitali dei primi libri? Quello lo adoravo, mi bevevo ogni libro tutto d'un fiato. Adesso appoggio il bicchiere e non lo svuoto più. A che pro tutta questa volgarità? Parolacce ad ogni riga. Ho lasciato il libro sul tavolo e mia figlia piccola ne ha letto qualche riga e mi ha detto "ma che libri leggi mamma!". Ha ragione! MA che libro sto leggendo!

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    leonardo de chanaz

    04/07/2015 11.25.15

    Ho finito per essere drogato da Andrea Vitali. Dopo uno o due saggi pesanti, Andrea Vitali mi fa fare la ricreazione. Mi diverte il linguaggio, la scelta dei nomi, i personaggi. Poi il libro finisce e mi lascia un sorriso incollato sul viso. Ne prenderò un altro, ma ora torno ai saggi.

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    Laura

    17/03/2015 17.52.20

    Un altro tassello colorato nel mosaico di Andrea Vitali. È come assistere a una serie tv, ma con una sceneggiatura scritta molto meglio, con più fantasia e scioltezza. Mi piace il ritmo placido ma costante con cui l'autore arriva alla fine dando a tutti ciò che si meritano.

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    Andrea-L

    05/03/2015 21.26.56

    Ho conosciuto Vitali con "Premiata ditta Sorelle Ficcadenti", non un capolavoro ma sicuramente un libro gradevole da leggere. Qua scopro un Vitali che usa un registro completamente differente con personaggi acidi e perennemente arrabbiati e con un linguaggio spesso volgare, infarcito di parolacce che personalmente mi danno fastidio. Non ne vedo proprio la necessità. Posso capire che un personaggio possa esprimersi in maniera colorita, ma perché lo debba fare anche il narratore mi sfugge proprio. La trama è piuttosto scialba e soprattutto è povero l'intreccio, manca sicuramente la poesia e l'atmosfera che ho trovato nell'altro libro. Mi riservo di leggere un altro libro di Vitali per capire qual è il suo vero stile; tuttavia questo libro l'ho trovato abbastanza deludente ed inutile. Non capisco poi che senso abbia fare capitoli di sole 4 o 5 righe. Sembra che l'autore si diverta a sprecare carta per fare il volume più ampio...

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    elena.bazz

    07/01/2015 14.38.40

    In questo libro un Vitali senza lode né infamia, anzi forse un po' "fiacco". A tratti dispersivo, in alcuni punti si dilunga inutilmente, a volte si dilunga troppo con elenchi di personaggi che non c'entrano con la storia ma sono solo uno sfoggio della sua bravura nell'inventare nomi strampalati e divertenti, una trama già letta...eppure alla fine risulta comunque una lettura piacevole...ma come fa?!?!

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    Raddoppio

    04/12/2014 16.34.07

    Per quanto numerosissimi, i personaggi di Andrea Vitali restano così impressi che sembra proprio di conoscerli. Perciò, imbattendomi ancora nella Marta Bisovich di "Biglietto, signorina" (Garzanti), tanto per citarne uno, mi chiedevo dove l'avessi incontrata veramente. Infatti! Era nell'antica raccolta "L'aria del lago", da cui insieme a tutta la carrellata di personaggi bellanesi si è riaffacciata - viva, vivissima, vividissima come se l'avessi appena lasciata - in questo nuovo romanzo: reinventato, riscritto e ampliato per il rinnovato gusto e l'aumentato divertimento di chi, come me, non resta mai deluso da un autore pressoché unico anche nel raddoppio.

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    tina

    01/12/2014 09.46.17

    effettivamente, mentre lo leggevo mi sembrava di aver già vissuto la storia, nonostante ciò, non riesco a dargli un voto basso.

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    Davide

    26/11/2014 10.19.24

    Romanzo riciclato da un racconto presente su L'aria del lago, con qualche aggiunta e un finale che ricorda Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti. Lettura sempre piacevole ma sconsigliata, Vitali ha fatto molto di meglio. Romanzo "riempitivo" probabilmente per venire incontro alle esigenze di contratto. Se non avete letto il racconto presente su "l'aria del lago" (credo non sia più in commercio) il voto può spostarsi ad un 3/5

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    siro

    24/11/2014 22.46.19

    buon prodotto di gradevole lettura che ha recuperato sulle precedenti cadute. Ma come al solito manca di un finale concreto. questa prova dell'antidoto andrà bene per miss Marple o per Poirot - ma erano altri tempi e soprattutto altri lettori- in questo contesto è troppo troppo troppo tirata; dopo una godevole narrazione mi sarei aspettato qualcosa di sorprendente anziché una semplice banalità.

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    claudio

    12/11/2014 07.58.04

    Ormai è un voto alla "carriera". Ma anche questo libro presenta tutte le caratteristiche che hanno reso famoso Andrea Vitali. C'è la solita Bellano, il lago, il freddo d'inverno, l'afa estiva e poi i personaggi. Qui siamo nel primo dopoguerra, fra il 1949 e l 1950: i nomi del prevosto, dei carabinieri non sono più gli stessi degli anni precedenti, ma hanno sempre la loro grande umanità. Mentre qualcun altro come il vice sindaco, il notaio, il giovane dottore sono personaggi alquanto squallidi. I mezzo a loro si muovono persone dai nomi di battesimo sempre più strampalato, proprio dello stile di Vitali.

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