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John Banville

Traduttore: I. A. Piccinini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 299 p. , Brossura
  • EAN: 9788823507906
  "Era uno di quei martedì pomeriggio d'estate in cui ti chiedi se la terra ha smesso di girare. Il telefono sulla mia scrivania aveva l'aria di chi sa di essere osservato": nemmeno tre righe di incipit e ti senti proiettato indietro in un universo chandleriano di uomini con il cappello in testa anche d'estate e sigarette compulsive, capelli ondulati pieni di brillantina, donne con cappellino e veletta e sigaretta nel bocchino, whisky e drink a ripetizione, bionde che, come quella in copertina, sembrano alludere a Marylin Monroe persa in una giungla d'asfalto (il film di John Huston è del 1950). Dopo tanti, troppi fantasiosi serialkiller, intrighi sovranazionali, narcomattanze splatter, gialli che vengono dal freddo o dal mediterraneo, si torna per una volta a un mondo ordinato di crimini ordinari e di detective credibili dal sapore un po' vintage, quando il noir si chiamava hard boiled. Banville, che fa parte del pantheon degli scrittori contemporanei e ha vinto il Booker Prize nel 2005, è stato incaricato dalla Raymond Chandler Estate di riportare in vita il leggendario private eye in un romanzo dal titolo che più chandleriano non si può, con lo pseudonimo che usa per i suoi gialli (ma non in Italia). La storia la riassume lo stesso Philip Marlowe: "sono stato assunto per indagare su un tizio che si supponeva fosse morto. Non faccio in tempo a girarmi che mi ritrovo immerso fino al collo tra i cadaveri e per un pelo non divento un cadavere anch'io". Il caso diventa una sorta di palinsesto dove il manoscritto originale è parzialmente cancellato e sopra viene scritto un testo nuovo. Le condizioni le solite: 25 dollari al giorno più le spese. Per chi non lo conosce: "Sono solo un uomo qualunque che cerca di guadagnarsi un dollaro e rimanere onesto…Facciamo il nostro lavoro noioso, andiamo a casa stanchi la sera e non profumiamo di rose". E ancora: "Ho dei principi. Non saranno molto alti né molto nobili, ma d'altro canto non sono in vendita". Marlowe appare come l'erede moderno del cavaliere (ma con qualche macchia e non senza un po' di paura) o del pistolero del West, in lotta contro il drago del male, che si aggira nelle strade della città, con durezza ma senza perdere la tenerezza e il disincanto. Naturalmente tra la bionda che lo ha assunto e il detective si sviluppa qualcosa di molto più complicato di un semplice rapporto di lavoro, qualcosa che improvvisamente si riallaccia alle vicende del Lungo addio (1953), dove il miglior amico di Marlowe aveva finto di suicidarsi in Messico. Tutto si tiene nel mondo di Marlowe. Qua e là un'unghiata chandleriana, come quando il nostro osserva dalla finestra di fronte una dattilografa al lavoro: "Faccino grazioso, sorriso timido; il tipo di ragazza che vive con la madre e prepara il polpettone per il pranzo della domenica. È una città triste, questa" (Los Angeles ovviamente). Per non parlare dello strepitoso dialogo tra Marlowe legato, accanto a due messicani massacrati alla Tarantino e prossimo a fare la stessa fine, e il carnefice, un milionario cattivissimo, per dieci pagine filate. Ovvero, quando i confini tra genere e letterarietà saltano. Davvero un lunghissimo addio di Marlowe, questo, triste e finale.   Fernando Rotondo

Recensioni dei clienti

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    Fabio

    09/09/2015 15.05.41

    Che io ricordi è di Robert B.Parker con il romanzo "Perchance To Dream",sorta di seguito del "Grande Sonno",l'ultimo tentativo di resuscitare Marlowe. Lo avevo comprato con curiosità ed ero rimasto molto deluso perché nulla faceva ricordare nemmeno vagamente l'originale.Marlowe e gli altri personaggi richiamati in vita erano delle caricature senza anima e la storia era insulsa di per se. Questo romanzo di Banville non mi pare che ottenga miglior risultato,ma almeno non scade nel ridicolo come il suo predecessore e certe atmosfere ricordano vagamente l'originale. Il finale,frettoloso e caotico lascia molto a desiderare. Speriamo che non ci siano in futuro altri esperimenti analoghi. Semplicemente "non si può fare".

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    ric

    12/03/2015 12.41.25

    Una chicca...sembra Chandler...

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    tapparella71

    01/01/2015 21.34.32

    Un racconto chandleriano, che però non è un chandler....detto questo è un ottimo libro scritto con il classico stile noir, una storia che si regge bene in piedi, interessante ed intrigante allo stesso tempo. Per gli amanti del genere sicuramente da leggere.

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    Gustavo CORFETTI

    19/05/2014 14.13.09

    Gli appassionati di MARLOWE/Chandler non rimarranno delusi. Quello che ho comunque notato e' che si vede tra le righe che l'autore si e' letto tutta l'opera e il lettore ha la sensazione di situazioni gia' viste/lette. Il personaggio mi e' sembrato disegnato con la "matita grossa": non so se mi spiego. Il libro e' valido e .. per "camilletta", MARLOWE non e' un ispettore!!

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    camilletta85

    07/04/2014 21.07.18

    L'ambizione di Banville (resuscitare l'ispettore Marlowe creato dalla penna di Chandler) era davvero elevata...quasi oltraggiosa, rischiosa..ma è riuscita perfettamente. L'autore ricrea tutto il fascino del noir, con dialoghi ironici e brillanti, personaggi caricaturali e quasi grotteschi(la femme fatale, l'ispettore privato in bolletta che fuma e beve per dimenticare qualche amore passato, il boss della malavita in gessato con i suoi sgherri, gestori di locali ambigui, etc...), botte da orbi e colpi di scena per il puro intrattenimento del lettore...Dietro una storia di mistery ed evasione, c'è però da parte dell'autore la ricerca di una dimensione umana più profonda, che si riflette soprattutto nel rapporto tra l'ispettore e la "bionda dagli occhi neri"...Al lettore rimane il dubbio su cui si arrovella anche il protagonista: come definire quel rapporto e cosa c'è stato di puro ed autentico? P.S. il voto non arriva a 5/5, perché il finale del caso non mi ha convinto del tutto, o meglio, non era il finale che avevo fantasticato, giocando a fare il piccolo ispettore Marlowe...

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    Francesca Sessi

    17/03/2014 19.15.13

    Scritto molto bene. Mi è piaciuto e lo consiglio

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    claudio

    17/03/2014 07.47.52

    E' tornato Marlowe. Non è il Marlowe di Chandler, ma ci va molto vicino.

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