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scheda di Civitarese, G., L'Indice 1996, n. 8

In una raccolta di saggi già affidati - nell'arco di un ventennio - alle pagine della "Nouvelle Revue de Psychanalyse" David tocca molti dei temi classici della riflessione psicoanalitica, anche se per tutto il volume, in filigrana, si colloca la rivalutazione della nozione di bisessualità psichica. Il dualismo costitutivo della disposizione psicosessuale in ogni persona è un precipitato di introiezioni e identificazioni incrociate con le figure parentali. Vero prodotto psichico dell'intersoggettività, a essa David assegna la funzione di organizzatore della genesi e dello sviluppo della personalità. La stessa integrazione differenziale della sessualità in accordo con il sesso anatomico richiederebbe, sul piano psichico, un'autentica realizzazione bisessuale. Ogni ulteriore resoconto sarebbe velleitario per la ricchezza dei motivi, l'originalità del taglio e la complessità della trattazione. Si va dal significato inconscio dell'esibizione/dissimulazione del segreto ai rapporti tra scrittura e differenza dei sessi, dal radicamento del pensiero nelle pulsioni e nella sofferenza alla sensibilità poetica dell'analista al lavoro, dall'ambiguo statuto della tecnica (che raggiunge lo scopo quando arriva a negarsi) alla comprensione delle intermittenze dei legami transferali.Quel che si può invece mettere in risalto è l'idea dell'incontro analitico come disponibilità alla commozione e alla sorpresa. Questa commozione si ritrova in una scrittura densa e a tratti impervia, musicale, che punta a significare "tra le parole"; a trasmettere, anche se a rischio di qualche oscurità, senso e rigore di un conoscere affettivo oltre che intellettuale.