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Gian Antonio Stella

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2014
Pagine: 189 p. , Brossura
  • EAN: 9788807172847
Usato su Libraccio.it € 6,00

Un viaggio tragicomico nell’arcipelago della burocrazia dall’antica Roma alle follie legislative di oggi. Il racconto vero ma grottesco di un Paese stretto tra commi, articoli e azzeccagarbugli che ogni giorno rendono più complicata la vita degli italiani.

Una donna cieca dalla nascita riacquista la vista dopo un viaggio a Lourdes: chiede di rinunciare alla pensione d’invalidità ma lo Stato si “oppone” eroicamente al miracolo. Dove si è svolta una storia simile? In Italia naturalmente, Paese di “santi, poeti e complicatori” che perde il tempo dei suoi funzionari e il denaro dei contribuenti fra timbri e marche da bollo, interrogazioni parlamentari sulla mucca Clarabella, concessioni di vincoli paesaggistici per la coltivazione del pitosforo e leggi regionali ad personam per allevatori di cardellini. Se la Germania traina l’economia dell’intera eurozona, l’Italia ha un altro primato invidiabile: paga i suoi dirigenti dodici volte il reddito medio dei suoi cittadini (i colleghi tedeschi “solo” quattro volte). Ma per affrontare il nemico occorre conoscerlo e scendere negli inferi delle leggi inutili e delle pubbliche assurdità, come fa Gian Antonio Stella, nel suo nuovo libro, che traccia un allucinante e spietato itinerario alla scoperta della patologia endemica del Bel Paese, tra capziose ordinanze comunali e improbabili direttive dell’Unione europea. Per comprendere come la peggior giungla legislativa possa uccidere anche la più florida economia e lasciarci in cambio, come consolazione, momenti d’irresistibile, involontario umorismo.

Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    17/08/2015 09.08.34

    Libro da non perdere. Mi ha reso furibondo il fatto che alle volte la realtà è ancora peggiore.

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    claudio

    10/07/2014 22.39.14

    Stella è il giornalista che preferisco; lo leggo fra l'altro quasi tutti i giorni sul Corriere. E buona parte del libro è un insieme di cose già scritte sul quotidiano. Però leggerle tutte insieme ti fa ancor più aumentare la rabbia. E ti viene il mal di stomaco ogni volta che leggi lui, o Rizzo, o altri come loro.

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