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Daniele Luttazzi

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 369 p. , Brossura
  • EAN: 9788807840548

«Bollito misto con mostarda è un esilarante carrello di bolliti, bolliti di destra e bolliti di sinistra. La mostarda è il sapore della satira, un po' acidula, asprigna. è un gusto adulto, come la satira.» Con queste parole Daniele Luttazzi presenta il suo nuovo libro satirico che spara su tutto e tutti: la destra berlusconiana e la sua politica reazionaria, la sinistra, "inciuciona" e litigiosa, la Chiesa, la guerra in Iraq, persino la conversione cabalistica di Madonna.
Il volume si apre con una nota di avvertenza rivolta agli incauti lettori, che illustra i rischi di utilizzo del volume e fornisce improbabili e paradossali consigli: «evitate di miscelare questo libro con acqua e colla, cosa che potrebbe determinare la creazione involontaria di cartapesta» oppure «questo libro non è adatto per l'alimentazione umana. Non deve essere mangiato o impiegato per avvolgere cibi in cartoccio, specie pesciolini fritti.» Queste note sono tradotte in altre 26 lingue tra cui Bengali, Giapponese, Tamil, Telugu, Urdu. Segue l'esilarante racconto dello spettacolo organizzato in Iraq per le truppe italiane al fronte, nel maggio 2003: tutti i retroscena della "missione" comica, l'ingaggio, il viaggio aereo, l'arrivo nei territori controllati dai militari sono raccontati con la comicità straripante, ma anche cinica e sarcastica, che da sempre contraddistingue l'autore romagnolo. Seguono i testi dello spettacolo Bollito misto con mostarda, recitato nell'aprile 2005 all'Auditorium di Roma, e infine un capitolo intitolato Supercali-kabbalistic-espiralidoso: un ritratto del mondo dorato della musica, della moda e dello spettacolo ad altissimo tasso di comicità, in cui le celebrità, invitate al party per il matrimonio della star Madonna con Guy Ritchie, si affrontano in dialoghi grotteschi. Tra i protagonisti Demi Moore, Liz Hurley, Gwyneth Paltrow, Donatella Versace e divi come George Clooney, Sting, Hugh Grant, Rupert Everett.
Irriverente, dissacrante e inarrestabile, Luttazzi snocciola una serie di battute al vetriolo che divertono, ma fanno anche riflettere, smascherando senza pietà le contraddizioni della società e della politica italiana e straniera, le mancanze della classe dirigente, le pecche dei mass media e colpendo senza pietà il gotha della politica italiana, primo fra tutti l'immancabile presidente Silvio Berlusconi.

Recensioni dei clienti

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    Giacomo

    25/10/2007 12.40.49

    Per la serie "la realtà fa più ridere della fiction"... purtroppo!

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    Anto

    13/10/2005 21.34.58

    Luttazzi non è solo un eccellente comico ma anche uno scrittore di incredibile talento. Schifato dalla televisione, potrebbe persino permettersi di fare a meno del teatro. Questo libro incredibile è da prendere come una medicina.

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    paola

    12/10/2005 11.54.45

    Leggere, assimilare, divulgare! Chi non capisce non lo merita. Bravo Daniele

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    cosimo

    30/08/2005 14.42.40

    adoro quelli come te, che criticano un autore non essendo capace di capirlo, caro stefano... perche' mi rincuora sapere che ce' qualcuno che pensa che tutto vada bene, che siamo in un paese felice, libero e che gli unici problemi siano i comunisti. sconfortante e triste e' il quadro che ne viene fuori dell italia, da questo splendido libro di un autore che non puo essere assimilato da quelli come te. Continua a guardare porta a porta, e a credere a cio' che ti dice il Nano.

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    Stefano Calzaghi

    24/07/2005 08.59.19

    Derludente, sconfortante e triste. Luttazzi è forse sopravvalutato per via del suo cosiddetto "impegno politico". Ipocrisia al cubo. Trito come un bollito misto.

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    Enry

    20/07/2005 16.50.52

    L'ho letto nel giro di 5 giorni. Davvero divertenti alcuni capitoli (soprattutto il primo, dove si parla del viaggio in iraq), mentre altri sono molto più caustici e riflessivi (capitoli sulla procreazione assistita e sulla politica italiana in generale). E' vero che attacca più la Chiesa e l'attuale governo rispetto all'opposizione, ma a mio parere sbaglia chi lo giudica di parte solo per questo... A mio parere comunque resta, se non il migliore, uno dei migliori libri scritti da Luttazzi.

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    Dottor D.

    01/07/2005 20.24.57

    Dieci e lode al Luttazzi umorista, geniale e rutilante come al solito. Dieci e lode al Luttazzi satiro, che oltre a divertire informa meglio di qualsiasi giornale. Cinque meno meno al Luttazzi ideologico, che abbraccia automaticamente qualunque causa dal vago odore progressista, e contrappone al fanatismo religioso della chiesa un non meno detestabile fanatismo laico. In fondo, è probabile che dietro la maschera del comico ci sia un indottrinato.

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    mario canosa

    01/07/2005 13.00.04

    il libro mi e' piaciuto molto, un manifesto politico, oltre che un libro comico. Si legge in poche ore tutto d'un fiato, dispiace anzi che finisca presto. Mi chiedo se e quante denunce prendera'Luttazzi per quello che ha scritto.

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    costantino dilillo

    26/06/2005 17.50.02

    LUTTAZZI Beh, il bollito misto è un bel mangiare, se il cuoco è bravo. E Luttazzi è bravo. Non è un attor comico. Io non so più che diavolo voglia dire “comico”, ma se comico è un film per stupidi di stupidi sul Nilo, Luttazzi è un cuoco, anche perché nella minestra ci mette la mostarda, famoso gas tossico usato in tutte le guerre da tutti i cattolicissimi belligeranti, italiani compresi che, eroicamente, asfissiavano gli Abissini armati di scudi e di lance per allargare l’Impero dominato dal signor B. dell’epoca, appoggiato, anzi benedetto dal numerato pio della sua epoca. E un po' di veleno nella minestra dà sapore. “Luttazzi è pericoloso”, leggevo su un giornale. E’ vero. Uno che a proposito di radici cattoliche dice apertamente che conquiste come la separazione dei poteri, il suffragio universale, la laicità dello stato, la libertà di coscienza e di espressione, l’uguaglianza fra uomo e donna non derivano dal cattolicesimo che al contrario le ha lungamente combattute e continua a farlo, risulta davvero pericoloso. Uno che ricorda freddamente che la schiavitù non fu mai abolita né condannata dalla millenaria chiesa cattolica, dovette provvedere la rivoluzione borghese della Francia illuminata (e probabilmente non proprio per amore degli ultimi ma perché gli operai costavano meno degli schiavi), risulta davvero pericoloso. Come Lenny Bruce ai tempi suoi. E come Lenny, Luttazzi in fondo non è un comico, né un satirico, (satiro?) ma un predicatore pericoloso, di quelli che il cardinale Ruffo fece massacrare a Napoli nel 1799 dal suo immarcescibile 74% di fedeli nell'avvenire, quelli che la radice cattolica gli si era un tantino ingrossata nella testa sino a occuparne una parte cospicua. Luttazzi è come il buon senso: destabilizzante.

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    Carmelo Parrinelli

    23/06/2005 00.35.22

    Concordo in parte. Luttazzi è geniale, irriverente oltre ogni umana comprensione, un mito della comicità e della Satira, ma Ale e Franz e in generale quelli di Zelig sono signori comici con una loro cultura. Grandi tutti. e Grande Luttazzi.

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    mimmo

    19/06/2005 13.11.46

    Leggendario, cinico, geniale, irriverente, spassoso... non ha eguali in italia, dieci spanne sopra qualunque altro comico, con la differenza rispetto agli altri che puo avvalersi di una cultura spaventosa, e di un intelligenza superiore... per chi lo detesta, ci sono sempre i comici del bagaglino, o Alex e Franz...che non dicono niente, ed e' piu facile capirli.

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