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Sergio Luzzatto

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 121 p. , Brossura
  • EAN: 9788806199647
Pochi sanno che Robespierre ebbe un fratello minore, rivoluzionario come lui, il quale ne condivise la sorte sul patibolo. L'avvio di quest'ultimo studio di Luzzatto è folgorante, con l'efficace racconto dell'esecuzione – e dei rispettivi tentativi di suicidio – di Maximilien e Augustin, nonché il rimando al successivo disprezzo manifestato nei loro confronti dalla sorella Charlotte. Condannato a vivere in un cono d'ombra, e a rimanervi dopo la morte, Augustin fu tuttavia, per l'autore, "l'interprete combattuto e problematico di un Terrore dal volto umano": certo, diede il la all'epurazione della Gironda, e sottoscrisse le sanguinose rappresaglie di Tolone organizzate da Fréron e Barras, ma fu anche "quasi un grand'uomo" che arginò il Terrore, promosse la libertà di culto per i cattolici e aprì le porte delle carceri della Haute-Saône, ritenendo che porre fine alla Rivoluzione significasse salvarla. L'autore, attraverso aneddoti e ricerche documentarie, ne ricostruisce la vita picaresca, da "rappresentante in missione", come un film: un road movie, dice, oppure una commedia sentimentale; al limite, un horror. Al "Terrore di carta" voluto dal più celebre fratello, fece infatti da contraltare la maggior moderazione di "Bonbon", sorta dal contatto diretto con il robespierrismo di provincia, che egli riteneva stesse pericolosamente degenerando in carrierismo repubblicano. E dalla provincia, dove trascorse i suoi ultimi sei mesi, Augustin tornò a Parigi per accettare la morte insieme al fratello quando il processo disgregativo della Rivoluzione, da lui denunciato, fu giunto allo snodo fatale del luglio 1794.
Daniele Rocca

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    Bosco

    03/12/2015 23.11.50

    Saggio di pregevole fattura; il terrore raccontato attraverso la tragedia di Augustin Robespierre spesso vissuto all'ombra del più blasonato dei fratelli ma fedele, in maniera profonda nonostante tutto, fino in fondo a quest'ultimo.

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