Artisti: Wild Beasts
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 1
Etichetta: Domino
Data di pubblicazione: 5 agosto 2016
  • EAN: 0887828034819
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Descrizione


Disco del Mese di Luglio 2016 del “Mucchio”!


«Le piccole rivoluzioni del gruppo inglese arriveranno pure in sordina, ma di album in album i Wild Beasts sono ormai diventati una garanzia» - Il Mucchio

Nel 2014 avevamo lasciato i Wild Beasts di Present Tense in uno stato d’animo riflessivo, attratti dal mondo digitale e dalla musica elettronica, oggi in Boy King, come afferma Tom Fleming, sono “tornati ad essere incazzati”. Nel nuovo album il quartetto mostra sempre il particolare talento per la melodia sensuale, attraverso le voci dei duetti fra Hayden Thorpe e Fleming, la sinuosa chitarra di Ben Little e la potente sezione ritmica di Chris Talbot ma Boy King si presenta più aggressivo, energico, arrabbiato approfondendo il lato più oscuro della mascolinità e della psiche di Thorpe. Dopo aver trascorso un anno intero a Londra affinando questo nuovo impulso, la band ha portato a Dallas una selezionata raccolta di canzoni dal produttore John Congleton (St. Vincent, Swans, The War on Drugs). Sia Thorpe che Fleming danno al viaggio a Dallas una grande importanza per aver tirato fuori la potenza grezza di Boy King.


Quando gli inglesi Wild Beasts sono entrati in studio per registrare Boy King, avevano le idee piuttosto chiare. Hayden Thorpe, il cantante, voleva “una combinazione tra il pop-soul di Justin Timberlake, e l’asprezza industriale dei Nine Inch Nails”. Era già un obiettivo ambizioso, che la rivalità tra Thorpe e Tom Fleming, il chitarrista, ha portato addirittura oltre: «Tom arrivava in studio prima di tutti con una Jackson bianca da metallaro, e iniziava a pestare», dice Thorpe, «sopra quello che, per me, era sostanzialmente un album soul». Un po’ di competizione dentro una band è (quasi) sempre una cosa positiva, ed è proprio quello che è successo con Boy King, a oggi probabilmente il disco più diretto dei Wild Beasts. La formula è semplice: melodie sensuali, chitarre avvolgenti, una sezione ritmica compatta. I falsetti di Thorpe sono finalmente limitati, e l’effetto è un disco senza pezzi interlocutori, anche grazie alla produzione cruda del texano John Congleton. Il tono virile di Boy King è assecondato dai testi, che a partire dal singolo Get My Bang, passando per gli ancora più aggressivi Tough Guy e Big Cat, diventa una riflessione sulla condizione del maschio di oggi, che, consapevole della propria decadenza, decide di ostentare il proprio potere represso. La chiusa di Dreamliner è l’unico momento in cui questo maschione in libera uscita si ferma a riflettere sulla propria vulnerabilità, e abbassa un po’ i toni. Intuendo forse che, tra sesso e morte, il passo non è così lungo come credeva. Voto 4/5

Recensione di Mario Bonaldi