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Bravo brontosauro. Riflessioni di storia naturale

Stephen Jay Gould

Traduttore: L. Sosio
Editore: Feltrinelli
Collana: Saggi
Edizione: 2
Anno edizione: 1992
Pagine: 272 p., ill.
  • EAN: 9788807081132
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GOULD, STEPHEN JAY, Bravo Brontosauro, Feltrinelli, 1992
ANGELA, PIERO / ANGELA, ALBERTO, La straordinaria storia della vita sulla terra, Mondadori, 1992
recensione di Fasolo, A., L'Indice 1993, n. 5

Il libro di Piero e Alberto Angela è una storia dell'evoluzione biologica sulla terra, scritta con la consueta maestria, usando l'artificio del diario, che concentra nello spazio cronologico di un anno, dal 1| al 31 dicembre, quattro miliardi di anni di evoluzione. Questo espediente, già introdotto in passato per dare una scala temporale comprensibile a eventi così lontani, è qui impiegato in modo sistematico e raggiunge l'effetto desiderato con grande efficacia. Così, se verso metà gennaio di questo straordinario anno metaforico nascono le prime cellule batteriche, solo il 10 dicembre compaiono i dinosauri e il 31 dicembre, a mezzanotte meno un quarto, si affaccia l'uomo moderno! I contenuti, scientificamente aggiornati, sono esposti "in presa diretta" conducendo il lettore a "vivere" le esperienze di epoche e ambienti così diversi e lontani, e pur legati dal filo comune della storia.
Le illustrazioni di Valter Fogato sono semplici ma efficaci e contribuiscono bene al tono narrativo, sospeso fra dato scientifico "duro" e ricostruzione drammatizzata, che caratterizza il testo. Esistono in Italia numerose opere divulgative, anche di alta qualità, che affrontano la storia della vita sulla terra ed i meccanismi dell'evoluzione, ma il libro di Piero e Alberto Angela può risultare un contributo importante alla diffusione delle conoscenze scientifiche perché, grazie al prestigio degli autori, può conquistare quel vasto pubblico, che costituisce il bacino di utenza dei programmi televisivi, portando un messaggio accattivante ma corretto e ben articolato.
Il libro di Stephen Jay Gonld è la quinta raccolta di saggi editi originariamente nella rubrica mensile tenuta dall'autore sulla rivista "Natural History". Gould è uno dei più noti studiosi dell'evoluzione e in questi saggi continua le sue riflessioni sulla storia naturale, tese a evidenziarne la straordinaria ricchezza. Questi saggi, come sempre, non vogliono però stupire il lettore sulle meraviglie della natura, ma indurlo a riflettere e ad assumere un atteggiamento critico. Come osserva nel suo prologo, "La storia naturale umanistica si presenta in due distinte genealogie fondamentali: alla luce di quanto ho già detto, io le chiamo francescana e galileiana. Lo stile francescano e poesia della natura: una esaltazione della bellezza organica attraverso una scelta corrispondente di parole e frasi... L'atteggiamento mentale di Galileo trae invece piacere dagli enigmi intellettuali della natura e dalla ricerca della spiegazione e della comprensione. I galileiani non negano la bellezza viscerale, ma traggono un piacere maggiore dalla gioia della comprensione causale e dal suo potente tema dell'unificazione. La genealogia galileiana (o razionalistica) ha radici molto più antiche del suo eponimo: essa va da Aristotele, che sezionava calamari, a Galileo che sconvolse il cielo, a Thomas H. Huxley che assegn• un nuovo posto all'uomo nella natura, a Peter B. Medawar (1915-1987), che ha denunciato le follie della nostra " generazione.
In questo modo i saggi sono raggruppati attorno ad alcuni nuclei tematici (la storia dell'evoluzione, l'adattamento biologico, i rapporti fra arte e scienza, gli errori nel contesto della cultura scientifica, la "mania" per i dinosauri) ed è tesa a costruire una riflessione critica sui meccanismi dell'evoluzione, ma anche sulle vie attraverso le quali si genera la conoscenza scientifica e sulla sua natura di prodotto sociale.
I saggi sono sempre pieni di humour e di invenzioni: l'onnivora, enciclopedica, irriverente cultura di Gould arricchisce i testi di citazioni affascinanti, curiosità gustose, giochi di parole. L'uso di questa erudizione borgesiana gli permette così di mettere a confronto il pollice del panda e la tastiera QWERTY delle macchine da scrivere, per trarne brillanti spunti sui problemi dell'adattamento. Certo vi sono ridondanze, abuso di citazioni e di incisi, metafore troppo barocche, ma se qualche volta la vena creativa dormicchia, l'insieme rappresenta comunque una sontuosa, ineguagliata opera aperta sulla scienza e sulla vita.
Accomunare nella recensione il testo di Piero e Alberto Angela e l'opera di Gould non è un artificio indotto dal comune contenuto, la storia naturale e l'evoluzione della vita. I due libri si rivolgono a due pubblici diversi e usano due modi profondamente differenti di comunicare la conoscenza scientifica, ma sono paradossalmente complementari.
Gould parla ad un pubblico sostanzialmente colto (anche in modi non convenzionali, considerato che dichiara "... Ricevo molte lettere da carcerati, le quali mi ricordano che, almeno per molte persone, il desiderio di conoscenza non viene mai meno, neppure nei domicilii temporanei meno simpatici"), attirato dalla sfida di un saggio ricco e spiritoso, ma talvolta difficile, che tende a mettere sempre in discussione con talmudica ostinazione dialettica le conoscenze e i luoghi del buon senso comune. Una corretta lettura dei suoi saggi richiede pertanto una certa base conoscitiva, su cui poter innestare una riflessione critica autonoma.
I libri di mediatori scientifici di grande successo, come Piero Angela, hanno un ruolo di alfabetizzazione e possono servire ad indurre una diversa attitudine verso la scienza. È la considerazione che fa Gonld stesso quando riflette sulla mania per i dinosauri e immagina di usarla strumentalmente per cambiare gli atteggiamenti giovanili: "... Può darsi che sia vero, come è stato detto, che gli inglesi hanno vinto le loro guerre sui campi da gioco di Eton, ma le carriere scientifiche di molti americani vengono distrutte nei cortili di ricreazione delle scuole elementari. Non possiamo fare appello alla grande forza dei dinosauri per cercare di contrastare queste oscure tragedie? I dinosauri non potrebbero essere i grandi livellatori e integratori, la passione comune dei ragazzi più turbolenti e degli intellettuali sui banchi di scuola? Saprò che siamo sulla buona via quando il bambino che nominerà come suo eroe personale il 'Chasmosaurus' non sarà più oggetto di derisione".
In questo modo è importante che la cultura accademica (o che si modella su questa) sappia accettare i vari livelli di offerta scientifica. Concordo completamente con Peter Medawar (citato nell'introduzione da Piero e Alberto Angela) sul consiglio ai giovani ricercatori: "Quando scrivete, evitate di far impantanare nel fango i vostri lettori, o di far loro percorrere a piedi nudi una distesa di vetri rotti..."!