Breve diario di frontiera - M. De Rosa,Gazmend Kapllani - ebook

Breve diario di frontiera

Gazmend Kapllani

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Traduttore: M. De Rosa
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,52 MB
Pagine della versione a stampa: 186 p.
  • EAN: 9788861101623
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Gaia la libraia

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In questo "diario minimo" Gazmend Kapllani ci restituisce tutta la sofferenza degli albanesi che hanno attraversato il confine con la Grecia negli anni Novanta. Con mano leggera lascia che ci scorra sotto gli occhi la surreale volontà di dare un senso all'abbandono della terra natia, che in questo specifico caso è la fuga, il passaggio attraverso la cortina di ferro. In ogni capitolo, il doppio punto di vista - di chi è in Albania e di chi, esule, se ne allontana - mette in evidenza con sarcasmo, e senza fare sconti, la kafkiana condizione dell'Albania sotto il regime comunista: spie che controllano i programmi televisivi dei vicini, statue monumentali di Enver Hoxha, un dittatore troppo dittatore anche per i dittatori, e i bunker sulla spiaggia pronti per resistere a nemici che però non si presentano mai. Accurate, asciutte, intrise di humour nero, le descrizioni dell'assurdità e della rivolta alla tirannia compongono un quadro ironico e partecipe della condizione dell'esule, in cui il particolare dialoga con l'insieme e si fa narrazione universale, come in un dipinto di Bruegel. La "sindrome delle frontiere" inizia con l'abbandono del Paese e si sviluppa nella "nevrosi del successo", un successo che conferisce il diritto a restare nella nuova terra, per giungere a un'amara riflessione sui migranti di seconda generazione, condannati ad amare e odiare contemporaneamente il loro Paese.
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    Max

    20/09/2019 16:30:36

    Chi è il profugo? Colui che scappa da una situazione difficile o un barbaro conquistatore che porta il terrore nella nazione in cui si rifugia? In un momento in cui non si parla d’altro e un rinnovato sentimento xenofobo si riaccende in tutta Europa, Del Vecchio editore ci propone questo libro di Gazmend Kapllani; oggi, stimato professore universitario che vive e lavora in Grecia; prima, nel 1991, all’indomani della caduta del regime comunista di Enver Hoxha, profugo albanese che ha raggiunto la nazione ellenica a piedi. L’autore racconta tutto con estrema semplicità. Usa l’ironia e il cinismo. Due ingredienti che sanno sempre scioccare. Breve diario di frontiera è un libro commovente e ironico ma anche un’opera necessaria per chi vuole comprendere cosa si muove nell’animo di un profugo. Non stimolerà il vostro pietismo, ma la vostra coscienza. Vi educherà a capire come sia possibile creare un mondo senza frontiere.

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