Breve storia del futuro

Jacques Attali

Traduttore: E. Secchi
Editore: Fazi
Collana: Le terre
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 18 febbraio 2016
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788876258817
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Descrizione
La crisi finanziaria iniziata nel 2008 finirà con un ritorno dell'onnipotenza di Wall Street? I disordini finanziari potranno essere gestiti? I fondamentalisti islamici faranno marcia indietro? Il cuore dell'economia mondiale resterà negli Stati Uniti? Il degrado del clima sarà contrastato? Le nuove tecnologie renderanno possibili altre forme di dittatura? Ecco alcuni interrogativi che Attali si pone in questa nuova edizione di "Breve storia del futuro", totalmente riscritta alla luce delle crisi finanziarie del 2007-2008 e dei nuovi scenari che hanno prodotto a livello mondiale. E, iniziando dall'analisi dell'attuale situazione geopolitica globale, delinea quelle che definisce le cinque "ondate del futuro", la prima delle quali riguarda il decennio a venire (2015-2025). Sconvolgimenti demografici, terrorismo, cambiamenti climatici, esaurimento delle risorse, ascesa di nuove potenze e declino dello stile di vita occidentale: ecco i temi analizzati nelle prime quattro "ondate" a partire dalla caduta dell'Impero Americano ("prima ondata") fino alla formazione di un mondo policentrico ("seconda ondata"), sul quale dominerà un "iperimpero" ("terza ondata") percorso da un "iperconflitto" ("quarta ondata") dalle conseguenze inimmaginabili. L'umanità sembra andare verso il proprio annientamento, ma non è questa la conclusione a cui giunge Attali.

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    Anna

    21/11/2011 12:01:29

    Previsioni lucide, chiare e lungimiranti che aiutano a inquadrare la criticità della situazione odierna, non solo dal punto di vista squisitamente economico.

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    marco

    31/07/2008 11:17:32

    E probabile che nel prevedere il peggio in tutti i campi qualche cosa si indovina <l'uomo nel mostrare la capacità di fare danno è riuscito sempre a superarsi>. Mi sono piaciute le informazioni sullo stato attuale di cambiamento del mondo, meno le ipotesi sul futuro , troppo distanti nel tempo ,intuire una costruzione sociale che si svilupperà tra oltre venti anni ? con la rapidità vissuta oggi capire cosa accadrà in un'orizzonte di pochi anni è già molto .

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    fulvio zanoni

    19/04/2008 12:21:28

    Nelle prime quaranta pagine di Jacques Attali, Breve storia del futuro, un libro che merita senz'altro di essere letto, ho còlto ben quindici errori o imprecisioni. Se un provinciale come me che di professione non fa lo storico ma il musicista è in grado di pizzicare Jacques Attali quindici volte in quaranta pagine, significa che: 1) questi nouveaux philosophes francesi, a cui tutta Europa chiede lumi, non sono poi così eccelsi; 2) la scuola italiana (almeno qui al nord) non è poi così male! Cordialmente, fulvio zanoni (Rovereto) . Errori o imprecisioni. . P.23 La piramide di Cheope non risale al 2400 aC bensì al 2600 o tutt’al più al 2500. P.28 I Micenei vengono definiti Cretesi. P.30 La sconfitta di Atene del 404 aC viene attribuita a Filippo re dei Macedoni (definito un vicino occidentale). P.31 Il saccheggio di Gerusalemme del 170 aC ad opera di Antioco IV, viene collegato ai romani. P.32 Fra i barbari che nel III secolo premono alle frontiere di Roma vengono citati gli Slavi. P.33 Bisanzio è collocata in Asia minore. P.33 Il decreto sulla libertà di culto del 313 viene attribuito a Massenzio (che nel 313 era già morto). P.33 La conversione di Costantino è datata al 320. P.33 I Mongoli vengono citati fra le tribù indoeuropee. P.35 I principati longobardi in Italia vengono datati al IX secolo. P.36 Nel XII secolo il centro del potere mondiale vira verso l’Europa: Francia, Inghilterra, Russia. E l’Italia? P.42 Nella prima metà del XIV secolo, Venezia viene definita una città ancora insignificante. P.43 Un ponte ardito sulle pendici del Brennero apre la via del san Gottardo: tre errori in una sola frase!

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    nicola morgantini

    04/04/2008 11:33:16

    Attali affronta con coraggio e disinvoltura un tema difficile. Il rischio era di scadere nella pseduo-fantascienza o di raccontare il futuro come una semplice amplificazione delle forze che dominano il presente. Molto plausibile l'ipotesi del capitalismo globale che annienta la politica e che porta l'umanità verso la catastrofe (siamo già su quella strada) e assai suggestiva la possibile reazione, speriamo ex ante, a ciò che sembra inevitabile: l'iperdemocrazia.

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