Breve storia del futuro - Jacques Attali - copertina
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Breve storia del futuro
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Breve storia del futuro Jacques Attali
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Descrizione

Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant'anni? Questi gli interrogativi cui risponde l'ultimo saggio di Jacques Attali, economista e scrittore eclettico, esperto di politica internazionale e di nuove tecnologie. Si sa che nell'immediato futuro l'uomo dovrà affrontare alcuni problemi urgenti: il terrorismo su scala mondiale e il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta e l'esaurimento delle risorse naturali, l'ascesa di nuove potenze economiche e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a quello che lo aspetta più avanti: la globalizzazione? Sarà sostituita da un "super-impero", che controllerà politicamente un mondo policentrico, non soltanto il mercato. Le guerre locali e nazionali? Inglobate da un "super-conflitto" dalle conseguenze inimmaginabili. E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi continuamente in ogni angolo del globo per assecondare i dettami dell'economia, con la conseguenza che si innescherà una catena inesauribile di lotte intestine fra nomadi e sedentari. Dunque è tutto perduto? Forse no, perché - dice Attali la storia non è semplice fatalità: il domani dipende da come gli uomini intendono usare già oggi le innovazioni tecnologiche e da quanto vogliano mettere a disposizione dell'umanità le potenzialità individuali, soprattutto quelle creative.
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Dettagli

2007
11 ottobre 2007
227 p., Brossura
9788881128778

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Anna
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Previsioni lucide, chiare e lungimiranti che aiutano a inquadrare la criticità della situazione odierna, non solo dal punto di vista squisitamente economico.

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marco
Recensioni: 2/5

E probabile che nel prevedere il peggio in tutti i campi qualche cosa si indovina <l'uomo nel mostrare la capacità di fare danno è riuscito sempre a superarsi>. Mi sono piaciute le informazioni sullo stato attuale di cambiamento del mondo, meno le ipotesi sul futuro , troppo distanti nel tempo ,intuire una costruzione sociale che si svilupperà tra oltre venti anni ? con la rapidità vissuta oggi capire cosa accadrà in un'orizzonte di pochi anni è già molto .

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fulvio zanoni
Recensioni: 4/5

Nelle prime quaranta pagine di Jacques Attali, Breve storia del futuro, un libro che merita senz'altro di essere letto, ho còlto ben quindici errori o imprecisioni. Se un provinciale come me che di professione non fa lo storico ma il musicista è in grado di pizzicare Jacques Attali quindici volte in quaranta pagine, significa che: 1) questi nouveaux philosophes francesi, a cui tutta Europa chiede lumi, non sono poi così eccelsi; 2) la scuola italiana (almeno qui al nord) non è poi così male! Cordialmente, fulvio zanoni (Rovereto) . Errori o imprecisioni. . P.23 La piramide di Cheope non risale al 2400 aC bensì al 2600 o tutt’al più al 2500. P.28 I Micenei vengono definiti Cretesi. P.30 La sconfitta di Atene del 404 aC viene attribuita a Filippo re dei Macedoni (definito un vicino occidentale). P.31 Il saccheggio di Gerusalemme del 170 aC ad opera di Antioco IV, viene collegato ai romani. P.32 Fra i barbari che nel III secolo premono alle frontiere di Roma vengono citati gli Slavi. P.33 Bisanzio è collocata in Asia minore. P.33 Il decreto sulla libertà di culto del 313 viene attribuito a Massenzio (che nel 313 era già morto). P.33 La conversione di Costantino è datata al 320. P.33 I Mongoli vengono citati fra le tribù indoeuropee. P.35 I principati longobardi in Italia vengono datati al IX secolo. P.36 Nel XII secolo il centro del potere mondiale vira verso l’Europa: Francia, Inghilterra, Russia. E l’Italia? P.42 Nella prima metà del XIV secolo, Venezia viene definita una città ancora insignificante. P.43 Un ponte ardito sulle pendici del Brennero apre la via del san Gottardo: tre errori in una sola frase!

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Jacques Attali

1943, Algeri

Economista, scrittore e banchiere francese. Figlio di un agiato commerciante francese pied-noir di religione ebraica, ha vissuto ad Algeri fino al trasferimento della sua famiglia a Parigi nel 1956. Compie studi brillanti e prestigiosi: liceo Janson-de-Sailly, Polytechnique, dottorato in scienze economiche, laurea in ingegneria all'École des mines, all'Institut d'études politiques e specializzazione all'École nationale d'administration (Ena) di cui è terzo classificato nel 1970 insieme a Philippe Séguin e a Louis Schweitzer.Nel 1968, svolge il suo stage dell'École nationale d'administration nel dipartimento della Nièvre, all'epoca presiduto da François Mitterrand. Ma la collaborazione con il futuro presidente della Repubblica incomincerà...

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