Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 gennaio 2011
Pagine: 276 p., Brossura
  • EAN: 9788850221370
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Questa è la storia di un buio invisibile che si aggrappa all'anima e non la lascia, e copre la vita di chi ce l'ha addosso. Questa è la storia della zoppa di R., il paese dove in nome della purezza di Dio solo i sani di corpo e di mente possono vivere: la zoppa, sopravvissuta alla condanna a morte della sua gente grazie all'amore straziante di suo padre, che alla purezza ora non crede più. Vivrà rinnegata e reclusa, sbranata dalla ferocia di chi la vuole sepolta "in un angolo di terra abbandonata". Solo la curiosità per il mondo là fuori e l'incontro con anime affini la terranno in vita. Finché un giorno diventerà custode di un segreto sconvolgente. Un segreto che cambierà il destino di R. e la farà artefice della sorte dei suoi carnefici. Una storia di crudeltà e solitudini ambientata in un mondo solo in apparenza luminoso e chiaro: un paese senza età del sud della Francia, viola per le spighe della lavanda, azzurro per il mare in lontananza, rosso e blu per le giubbe dei gendarmi che lo sorvegliano. Ma è anche il racconto di una speranza: quella di un buio creato solo dagli altri, e da cui ci si può liberare.

€ 7,65

€ 9,00

Risparmi € 1,35 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Manu

    03/08/2018 11:27:51

    Difficile descrivere questo libro: ti piomba addosso, ti emoziona, ti entra dentro. Ti presenta la diversità con poesia e dolore, con leggerezza e riflessione, con uno strappo cicatrizzato dalla purezza dei personaggi. Bravo bravo bravo

  • User Icon

    Lupo '58

    08/09/2012 22:10:43

    Ho affrontato la lettura di questo libro con molte aspettative, che sono andate quasi totalmente deluse. La storia mantiene un ritmo costantemente blando, soprattutto nella seconda parte, appesantita dai frequenti, ma scarsamente coinvolgenti dialoghi fra i 2 protagonisti e dalla descrizione, ossessivamente ripetitiva, dei loro movimenti all'interno della torre in cui sono segregati. Anche il finale è deludente e privo di qualsiasi "effetto sorpresa". Sconsigliato ai depressi.

  • User Icon

    Lorso57

    07/08/2012 09:04:59

    Mi aveva incuriosito l'argomento del libro, la condizione dei fisicamente diversi e l'isolamento e l'ostracismo da parte dei "normali". Ho trovato una favola abbastanza noiosa con un finale insipido. Delusione inevitabile.

  • User Icon

    M.T.

    29/10/2011 10:25:11

    Un trattato di bio-etica in forma di romanzo. Un racconto surreale e originale quasi claustrofobico che si legge tutto d'un fiato.

  • User Icon

    gianluca toccaforo

    23/04/2008 14:05:53

    Una grande opera. Emozionante e soprattutto vera.

  • User Icon

    Barbara

    21/04/2008 18:56:32

    Mmh..Non mi ha convinto. Storia debole, più da racconto che da romanzo. Peccato!

  • User Icon

    Gi

    29/02/2008 22:58:48

    Ho letto questo libro e subito dopo un altro di cui ho ricavato le stesse sensazioni. Per una volta, e dopo le prime pagine, ho letto il libro per la storia che racconta, senza prestare attenzione allo stile, senza star li con le antenne dritte pronte a cogliere incongruenze, ecc.; solo la lettura di una storia come fosse raccontata da una voce amica. Ogni tanto vale la pena prendersi una pausa e leggere di questi libri.

  • User Icon

    enfri

    10/11/2007 09:56:08

    una dolcezza infinita, una tristezza che tocca il cuore, un libro che ti fa riflettere sui sentimenti e comportamenti delle persone, bello!

  • User Icon

    carlo ravasi

    29/10/2007 14:07:15

    Bisogna fare molta attenzione a parlare di questo libro. Credo che il secondo romanzo di Missiroli sia più di una narrazione “tra le righe”, qualcosa di più di un semplice plot ben costruito e che può piacere moltissimo a non piacere affatto (ha qualche rallentamento narrativo, questo sì). Per questo secondo me dopo Senza coda (già romanzo eccellente come opera prima) Il buio addosso è un libro potente, importante, che a me personalmente ha sbalordito. Non solo perché scritto da un ventiseienne che sembra saperne più di molti scrittori maturi portati in palmo di mano da pubblico e critica, ma perché ha una forza autentica che ti spinge dentro la storia. Rimane appiccicato sulla carne questo libro, risveglia la coscienza che a volte sembra sempre pronta davanti a temi inflazionati come la diversità: ha un’anima, ecco la differenza dal 99% dei libri che escono. E d è condotto da qualche cosa che va al di là del talento e che si chiama essere scrittori veri. Prima di aprirlo credevo in qualcosa di già visto, e invece il Missiroli stupisce ancora. Eccome se stupisce.

  • User Icon

    Gwynplaine

    15/09/2007 10:32:44

    chiudo il libro a pag. 150. arrotondo il voto per eccesso. leggevo e mi chiedevo: cosa non mi va giù di questo libro? soluzione: quel fastidioso tocco femminile dell'autore. anche chi non leggesse il libro, potrebbe ricavare le stesse sensazioni limitandosi a dare un'occhiata alla foto dell'autore: un bel giovine, ma dalla posa, il languido sorriso, l'espressione donnesca.. che sia uoma o donno a noi poco interessa, il Missiroli è dotato di una sensibilità così femminile da lasciare a bocca aperta - e che contamina tutta l'opera come un verme terribile. io ho imparato che la letteratura è maschia, come la box. capisco che scrivere dev'essere un'impresa titanica - "riuscire nell'impossibile", diceva London. e non mi sento di bocciare quest'opera che è costata 2 anni di lavoro, che non è futilmente giovanilista, che non guarda l'"ombelico generazionale" - cosa che giustamente il Missiroli disdegna - che ha un'idea forte dietro e una sua levigatezza e che infine qui e lì, soprattutto all'inizio, mi garbava. ma vorrei, se mi è consentito, se non bocciarla almeno rimandarla. in cosa si traduce quel tocco femmineo? ecco: c'è quel tanto di pensiero in più, che decelera l'azione nuda e cruda. c'è quel tocco di lirismo noioso che logora i contorni del mondo romanzesco, rendendolo meno reale. quei due grammi in più di enfasi. e un po' per gli scenari, un po' per la cattiveria assoluta di alcuni personaggi, finisco per non credere in quel che leggo. non sono d'accordo con chi ha parlato di "pudore" dei sentimenti. mi pare invece che siano sfacciati, sciorinati, così veicolati dall'afflato lirico. al punto che ho finito per detestare il patetismo smaccato del personaggio del pazzo, e persino il candore della povera zoppa - reclusa in una specie di isola che non c'è piena di dolorosa morbidezza. insomma non ne potevo più. se qualcuno vuole dirmi come va a finire, io sono qui.

  • User Icon

    Sergio Ditrani

    30/08/2007 11:48:43

    Un libro che si legge d’un fiato e che intriga già dalla scelta del titolo. Tra romanzo e racconto la prima parte del libro certamente più interessante del finale; gli spunti di riflessione possono essere tanti ma è proprio il contrasto tra la forte caratterizzazione dei personaggi con i vari appellativi e gli stessi colori che li qualificano e stigmatizzano a far da contrasto ad un buio che “è addosso”….e chi ce l’ha spesso non vede. Da leggere come un racconto,una favola ….non credo sia un capolavoro, appellativo usato con troppa facilità. Un regalo gradito e letto davvero con molto piacere.

  • User Icon

    lorenzo maino

    12/06/2007 18:00:45

    Finalmente l'editoria italiana sorprende con un romanzo straordinario. Qua e là qualche rallentamento narrativo ma il libro rimane di una potenza rara. E l'autore ha solo 26 anni.

  • User Icon

    roberto pensieri

    11/06/2007 07:52:09

    La prima parte del libro è decisamente ottima, convincente, con un buon ritmo: non ne cambierei una virgola. La seconda parte scricchiola un pochino: piatta, oserei dire statica, tanto che sarebbero bastate 1/3 delle pagine e la narrazione non ne avrebbe perso nulla. Finale buono anche se un pochino tirato via. Comunque, libro che consiglio a tutti visti i numerosi spunti di riflessione che offre.

  • User Icon

    Ardid79

    18/05/2007 19:04:04

    Anche secondo me un bel romanzo, particolare, ma non mi sento di gridare ancora al capolavoro (ci sono però ottime premesse). Un mix sapiente tra Ammaniti e una fiaba oscura e gotica, l'idea è decisamente buona, lo stile anche, tuttavia qua e la' la narrazione ha dei punti di lentezza eccessivi e finale frettoloso.

  • User Icon

    sax

    18/05/2007 09:26:45

    E’ una favola dei giorni nostri, che mi ha ferito e commosso nello stesso momento, lasciandomi la dolcezza di una lettura meravigliosa. Un romanzo da non perdere, da assaporare piano in ogni dettaglio, in ogni personaggio, in ogni parola. E' un pugno nello stomaco ma, personalmente, l'ho trovato di una bellezza struggente.

  • User Icon

    laura franchilli

    15/05/2007 22:08:26

    Con questo romanzo Missiroli diventa a pieno un punto di riferimento della nuova generazione di scrittori che si sta formando. Se il primo era un bel libro, questo secondo non solo è più bello: questo secondo è un libro importante con cui fare i conti. Dedicato anche agli scrittori più maturi che si credono "intoccabili". Da leggere subito!

  • User Icon

    Patrizia

    08/05/2007 16:44:05

    Bel libro (anche se definirlo un capolavoro mi sembra un po' eccessivo), bella l'idea su cui è costruito, ma... qualche punto morto della prima parte frena un po' la lettura e il "segreto" svelato dai due protagonisti mi è sembrato un po' deludente, così come il finale buttato un po' via.

  • User Icon

    claudia

    05/05/2007 17:27:08

    Da non perdere...dolcezza e crudeltà accostate con maestria. Ottima narrazione, è un libro che cattura dall'inizio alla fine.

  • User Icon

    nadir

    30/04/2007 21:24:53

    Un quasi capolavoro

  • User Icon

    giovanni

    27/04/2007 16:23:22

    con un tocco delicato, il libro accompagna il lettore in un'atmosfera insieme dolce e crudele. un libro che ferisce e fa riflettere sulle dinamiche complesse delle relazioni umane, dove il bene e il male si contaminano e si sussistenziano.

Vedi tutte le 22 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione