Il buon Gesù e il cattivo Cristo

Philip Pullman

Traduttore: M. Bartocci
Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 ottobre 2012
Pagine: 162 p., Brossura
  • EAN: 9788850228720
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Recensioni dei clienti

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    Getov

    23/12/2010 20:07:38

    "Io parlo bene di questo libro E l'ho LETTO". Come si può avere l' arroganza intellettuale di scrivere il contrario? L'autore voleva forse redigere un nuovo vangelo? Il romanzo è ovviamente provocatorio. Certo NON una rilettura dei Vangeli. Non sminuiamo la forza comunicativa della scrittura con l'ottusità dei dogmi. Consigliatissimo a tutti.

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    MONDODUE

    28/10/2010 12:41:57

    E'un buon libro, che mette in scena in fin dei conti una sensazione familiare al lettore dei Vangeli, e cioè che nella figura di Gesù Cristo siano intrecciate due anime: quella spirituale e quella precettistica, quella libertaria e quella istituzionale, quella dell'insegnamento umano e quella del rimprovero e della minaccia... In ogni caso, si tratta di un romanzo e non di una proposta di reinterpretazione teologica o storica: non prendetevela! Come romanzo, dopotutto, è piuttosto avvincente.

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    Free

    18/10/2010 23:44:31

    Il commento precedente al mio è senza dubbio un punto di vista che può essere o meno condiviso. Lo si rispetta in quanto tale. Ricordo che l'opera è un romanzo DI FANTASIA, e che l'acutezza di chi crea queste opere risiede esattamente in ciò: farci vedere altri mondi. Questo può risultare se non proprio offensivo, almeno fastidioso (come per quanto riguarda questo libro) ma arrivare a dire che critiche come le prime due (per chi sfoglia la pagina le ultime due) sono critiche di chi non ha letto il libro è una affermazione di chi non HA CAPITO le critiche in questione. Apprezziamo, cioè, l'opera per quello che ci dona, non per quello che ci storpia nella nostra immagine. Senza tacere il fatto che l'opera esprime un messaggio che trascende la storia stessa (nel commento di Federico - lo ribadisco, per chi lo comprende - lo si può cogliere). In ultima istanza, ricordo a B.L. che l'utore NON E' AMERICANO (o meglio, come penso che volesse esprimere: statunitense), ma INGLESE, di NORWICH, che si trova in INGHILTERRA.

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    Bruno Lumachi

    16/10/2010 09:34:04

    Dopo aver descritto l'infanzia di Gesù e di cristo ed aver attirato la simpatia del lettore su Cristo (fratello di Gesù), ecco che nel capitolo "il battesimo di Gesù" Pullman inaspettatamente ci dice che il prediletto di Dio è Gesù. Non solo, nel successivo capitolo "Le tentazioni tentazioni di Gesù nel desrto" a fare la parte del diavolo è... Cristo! E in che consistono le tentazioni? nell'invitare Gesù a raccogliere intorno a sé i fedeli per farne una "chiesa" di uomini retti. Incredibile! Ma il delirio dell'autore va ben oltre: chi tradisce Gesù segnalandoo alle guardie che lo arresteranno? Nel capitolo "L'arresto di Gesù" non è Giuda Iscariota, ma è....Cristo, il fratello che per tutto il libro l'autore dice che ama Gesù! Siamo matti? Ma andiamo avanti nell'analisi. Nel capitolo "Gesù e la famiglia" vengono riportate tra virgolette le seguenti parole che sarebbero state dette da Gesù: "Se uno non odia il padre e la madre, la moglie e i figli, i fratelli e le sorelle, anzi la sua stessa vita, non può essere mio discepolo". Non faccio commenti. Da ultimo, chi appare dopo la morte di Gesù ai discepoli? Non Gesù, ma Cristo! Conclusione, chi parla bene di questo libro non l'ha letto! Nulla da meravigliarci che l'autore sia americano, sappiamo bene come un famoso regista di quella Nazione ci ha rappresentato il supplizio di Gesù, addossando tutte le colpe ai Romani e non, come ci dice la Storia, i sacerdoti del Tempio (Pilato, il Govenatore, non se ne era lavato le mani?).

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    Salvatore

    17/09/2010 23:29:17

    Devo ammettere che ho molto snobbato questa opera, sia perchè Pullman è un romanziere di letteratura diciamo "leggera" sia per la costruzione della storia! Facendo dopo breve tempo un esame di coscienza per questi stupidi motivi mi son deciso a leggerlo: beh, uno dei migliori acquisti dell'anno! Sottoscrivo in toto il commento precedente al mio...Libro da leggere 10, 100, 1000 volte!!!

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    Federico

    09/09/2010 14:42:19

    Leggendo il libro si comprende come - così come scritto nella seconda di copertina - l'autore possa essere stato oggetto di violenti attacchi personali. Si comprende, altresì, come questo libro possa essere fortemente criticato, dal momento che riscrive la storia di Gesù Cristo, sì rimandendo fedele alla cronologia ed a certi avvenimenti (la maggior parte), tuttavia inserendone altrettanti sconcertanti ed inaccettabili (agli occhi del cristiano). Un libro che fa anche arrabbiare, si potrebbe aggiungere, e non tanto per le libertà che l'Autore ha avuto il coraggio di prendere, quanto per ciò che vi è scritto in alcune parti di esso: si consideri il capitolo/(meraviglioso) monologo di Gesù "Gesù nell'orto del Getsemani: si tratta di un capitolo che fa profondamente riflettere (e deve far riflettere) anche i cristiani, poiché è lo stesso Gesù (senza volere preannunciare alcunché ai lettori che non abbiano ancora letto il libro), è dunque lo stesso Gesù a criticare le opere negative che la sua futura Chiesa commetterà (anche recenti). Questo, oltre ad essere un libro complesso (che come promette sempre la seconda di copertina è destinato a far riflettere anche oltre la pagina finale), è un libro che affascina: affascina perché è il libro dei se...se fosse successo questo invece che ciò che ci hanno sempre insegnato...se fosse successo quest'altro...Ma il segreto va ben oltre e, questa volta, ce lo rivela la quarta di copertina quando viene affermato che "questa è una storia". Chi legge il libro può comprendere. E allora il germe che - leggendo il libro (ed è per questo che probabilmente è sgradito alla chiesa) - si insinua nella mente del lettore è il dubbio. Il dubbio che la storia possa essere in realtà un'altra (ma anche la storia di Pullman non è quella vera): ma Pullman ci fa allora capire che ciò che conta di più è la Fede che ciascun individuo ha. Null'altro.

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