Café Express

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Regia: Nanni Loy
Paese: Italia
Anno: 1980
Supporto: DVD
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Per sbarcare il lunario, un uomo vende abusivamente il caffè nei treni del sud d'Italia. Arrestato e rilasciato grazie all'intervento del figlio, riprende la propria attività.
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    ziogiafo

    05/09/2017 11:32:22

    ziogiafo – Cafè Express, Italia 1980 - Un viaggio grottesco in quell’Italia del Sud di sempre… che s’inventa i mille mestieri per sfuggire alla miseria e alla perenne disoccupazione. Una forsennata lotta per la sopravvivenza che prende spunto da quella drammatica realtà colma di ingiustizie sociali che spesso ha generato dei personaggi poliedrici come Michele Abbagnano (Nino Manfredi), protagonista di «Cafè Express», maestro nell’arte dell’arrangiarsi. Una commedia itinerante, che cammina sulle vicissitudini dei vari pendolari che viaggiano di notte sui treni di seconda classe, da Vallo della Lucania a Napoli e viceversa. Un film diretto da un formidabile Nanni Loy che alterna, alla sua maniera, “vagoni” di situazioni comiche a quelle drammatiche in un susseguirsi di caratteristici quadri teatrali che offrono allo spettatore una serie di episodi che divertono ma allo stesso tempo fanno riflettere. Al centro di questo interessante scenario c’è Michele Abbagnano, una figura degna della più raffinata commedia dell’arte, che da incallito disoccupato napoletano si “arrangia” da anni vendendo sul treno abusivamente caffè e cappuccini, passando in rassegna ogni notte tutte le carrozze in cerca di clienti, correndo il rischio di essere sorpreso e arrestato per questa sua illecita attività. Ma non importa, l’esigenza è troppo grande, bisogna sopravvivere e poi ha anche un figlio piccolo malato di cuore che si deve operare, in fondo lui è onesto anche se simula di avere una mano invalida e spesso inventa storie false per vendere il suo “artigianale” caffè. A stento riesce a difendersi ogni giorno da tutte quelle avversità che lo mettono a dura prova, specialmente quando sul treno si imbatte con ladruncoli e malviventi che gli rovinano il suo “dignitoso” lavoro. «Cafè express» si avvale di un nutrito cast di comprimari di ottimo livello che ruotano perfettamente intorno a quella meravigliosa “stella” di Nino Manfredi che brilla di luce propria... Cordialmente ziogiafo

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    Ernesto

    11/12/2014 22:13:12

    Questo film, ogni volta che lo rivedo mi riporta indietro nel tempo, quando per esigenze militari ero costretto a viaggiare spesso in treno. Non era il Sud D'Italia ma i treni erano gli stessi. Magari avessi trovato anche io un personaggio così. Un Grande Manfredi.

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    Mario

    02/07/2010 14:32:36

    Solo chi ha vissuto viaggi in treno da nord a sud dell'Italia si ritrova nei personaggi. Dire grande Manfredi è troppo poco. Quanto ci manca un attore come lui che sapeva interpretare splendidamente personaggi del nostro paese. Si rischia la retorica, comunque grande, davvero grande!

  • Produzione: Cristaldi Film, 2008
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 94 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; biografie: biografia di Nanni Loy e Nino Manfredi; foto; manifesto originale; recensioni
  • Nanni Loy Cover

    "Regista italiano. Dopo una laurea in giurisprudenza, il diploma al Centro sperimentale di cinematografia di Roma lo indirizza alla regia, alla quale approda dopo una lunga trafila di aiuto-regie (soprattutto con L. Zampa: Anni facili, 1953), di una seconda unità (Tam Tam Mayumbe, 1955, G.G. Napolitano) e di un paio di coregie (con G. Puccini: Parola di ladro e Il marito, entrambi del 1957), tutte esperienze che gli forniscono un buon mestiere, in particolare nella direzione degli attori. Se il primo film, Audace colpo dei soliti ignoti (1959), nasce con l'intenzione evidente di sfruttare il successo di I soliti ignoti (1958) di M. Monicelli, i successivi Un giorno da leoni (1961) e Le quattro giornate di Napoli (1962), entrambi incentrati su episodi significativi della Resistenza italiana... Approfondisci
  • Nino Manfredi Cover

    "Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza... Approfondisci
  • Adolfo Celi Cover

    Attore italiano. Dopo gli studi universitari frequenta l'Accademia d'arte drammatica di Roma, ma ben presto si trasferisce in Brasile dirottando definitivamente i suoi interessi verso il teatro e il cinema. Nel 1950 esordisce come regista con il film d'impianto realista Caiçara (Pescatori), ma la sua vera carriera è quella dell'attore. Agli inizi degli anni '60 rientra in Europa e trova i primi successi di critica e pubblico con un ruolo secondario in L'uomo di Rio (1964) di P. de Broca. Lo sguardo bieco, la corporatura massiccia, il naso aquilino e la durezza del volto lo rendono adatto per personaggi malvagi come l'avversario di James Bond in Agente 007, Thunderball - Operazione tuono (1965) di T. Young. È poi un intenso Giovanni de' Medici in Il tormento e l'estasi (1965) di C. Reed, un... Approfondisci
  • Vittorio Mezzogiorno Cover

    Attore italiano. Interprete sensibile e versatile, purtroppo scomparso nel vivo della sua carriera, esordisce in Il caso Pisciotta (1972) di E. Visconti, per poi interpretare il ruolo del poliziotto in numerosi film degli anni '70, fra i quali spicca Il giocattolo (1979) di G. Montaldo. Recita anche in La caduta degli angeli ribelli (1981) di M.T. Giordana, Nostalghia (1983) di A. Tarkovskij e L'homme blessé (1983) di P. Chéreau. Il successo televisivo delle due serie di La Piovra precede la sua collaborazione con P. Brook per l'allestimento teatrale di Il Mahabharata da cui viene tratto anche un film (1989). Nel 1990 è diretto da M. Bellocchio in La condanna, nel 1991 da W. Herzog in Grido di pietra e nel 1992 dal regista israeliano A. Gitai in Golem - Lo spirito dell'esilio. Approfondisci
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