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Descrizione
Bobby Dorfman dal Bronx, dove è nato, va a Hollywood, dove si innamora, per poi tornare nuovamente a New York, in cui viene travolto nel mondo vibrante della vita dei locali notturni dell'alta società. Un viaggio tra uomini d'affari dalle tinte pastello nei palazzi lussuosi di Hollywood, alle liti e le tribolazioni di una famiglia modesta del Bronx, e dalla violenza dei gangster di New York, ai lustrini, la superficialità ed i segreti scandalosi dell'alta società di Manhattan.
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Bobby Dorfman dal Bronx, dove è nato, va a Hollywood, dove si innamora, per poi tornare nuovamente a New York, in cui viene travolto nel mondo vibrante della vita dei locali notturni dell'alta società. Un viaggio tra uomini d'affari dalle tinte pastello nei palazzi lussuosi di Hollywood, alle liti e le tribolazioni di una famiglia modesta del Bronx, e dalla violenza dei gangster di New York, ai lustrini, la superficialità ed i segreti scandalosi dell'alta società di Manhattan.

Recensioni dei clienti

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    home45

    07/03/2019 09:11:04

    Ennesima commedia sentimentale di Allen in cui si mescolano i soliti temi. E' un film di amori mancati, negati, rifiutati; di vite incomplete, finte, tristi anche se appariscenti. Solita eleganza e cura, tecnicamente ottimo. Raramente Woody sbaglia un colpo

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    Un film passabile

    20/12/2018 16:38:08

    Tutto fila liscio e senza intoppi. Allen si è placato, la sua ironia è placida e composta. Il film è una variante caleidoscopica degli stessi identici temi di sempre cari ad Allen, uno su tutti: il grande amore giovanile che dura tutta la vita, a prescidere da tutto e da tutti. L'ambientazione anni '30 è sgargiante e posticcia, gli attori sono ordinari, la trama nel complesso è carina, ma per niente memorabile.

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    Niccolò

    06/03/2018 16:40:07

    Mi ha piacevolmente stupito,ambientazione diversa dal solito e storia secondo me ben strutturata. Uno dei film che mi ha colpito di piu degli ultimi anni.

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In un’estate piena di film con effetti speciali è un piacere vedere Woody Allen lavorare con attori in carne e ossa che gestiscono le loro emozioni non generate al computer. Café Society non è Allen al massimo della forma, come lo era invece in Midnight in Paris (2011) e Blue Jasmine (2013), ma il film – che potrebbe essere sottotitolato Manhattan vs. Hollywood – è vivace, onesto e umano. Sono gli anni ’30, il decennio in cui è nato Allen. A una festa in piscina nella Mecca del cinema, girata con un glamour vecchia scuola grazie alla leggenda Vittorio Storaro, il potente agente Phil Stern (un bravissimo Steve Carell, che ha sostituito Bruce Willis all’ultimo momento) deve fare i conti con un irritante ricordo del suo passato newyorkese. La sorella Rose (Jeannie Berlin, esilarante) gli ha mandato un regalo da casa: il nipote nerd Bobby Dorfman (Jesse Eisenberg), da poco arrivato a L.A. in cerca di lavoro.

Ci sono molti giovani attori che Allen ha diretto nel tentativo di trovare qualcuno che riproducesse il suo modo incerto di parlare – il peggiore è stato Kenneth Branagh in Celebrity, nel 1998 – ma è Eisenberg, più adatto al ruolo, a centrare l’obiettivo. (Non c’è straniamento quando il voice-over narrante di Allen passa alla voce di Bobby nel film). Il ragazzo è intontito all’inizio, poi la disillusione prende il sopravvento quando si innamora della segretaria di Phil, Vonnie (una raggiante Kristen Stewart). Vonnie è uno spirito libero che rifiuta l’aura intorno al suo lavoro, tutta name-dropping e notti di fuoco con le star – o forse no? Dopo essere stato respinto da Vonnie, che ha una storia segreta con *non ve lo dico*, Bobby torna affranto a New York. Questa volta, si mette in affari con suo fratello Ben (Corey Stoll), un gangster che gli dà in gestione un nightclub che attira le celebrità e i ricchi in cerca di brivido della cosiddetta “café society”. Con il passare degli anni, Bobby ha successo, si sposa e ha un figlio con Veronica (Blake Lively), una bellissima donna in grado di sentire qualcosa del passato di Bobby che lo tormenta. Segue il ritorno di Vonnie, un incontro malinconico a Central Park con Bobby e un’aura di doloroso rimorso che Allen racconta fin dai tempi di Io & Annie.

«La vita è una commedia», dice Bobby a un certo punto, «ma del genere scritto da un comico sadico». E in Café Society, tenuto a galla dalle performance sfaccettate di Stewart e Eisenberg, l’ottantenne Woody Allen crea un’incantevole storia d’amore girata con humor e dolore. Voto 4/5

Recensione di Peter Travers

  • Produzione: Warner Home Video, 2017
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 96 min
  • Area2
  • Contenuti: speciale: "Sul red carpet"; foto