La calda notte dell'ispettore Tibbs

In the Heat of the Night

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Titolo originale: In the Heat of the Night
Paese: Stati Uniti
Anno: 1967
Supporto: DVD
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In viaggio nel profondo sud, Virgil Tibbs, un investigatore di colore della squadra omicidi di Philadelphia, si trova suo malgrado coinvolto in un assassinio, prima come accusato e poi come detective invitato a risolvere il caso. Ma la ricerca del killer è ostacolata dello sceriffo della città, ignorante e bigotto. Mettendo da parte le loro differenze ed i pregiudizi, i due uniscono le loro forze in una disperata corsa contro il tempo per scoprire la terribile verità. Il film ha avuto vari seguiti.
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    Patrizia

    02/12/2019 10:32:43

    Ottimo film di genere con due interpreti in stato di grazia, in particolare Rod Steiger che ruba la scena al vero protagonista (Sydney Poitier), per dare vita ad un indimenticabile poliziotto del sud, combattuto tra le sue radici razziste e l'ammirazione e la stima per un collega di colore che lo aiuta a dipanare una ingarbugliata matassa. L'omicidio di un imprenditore in procinto di impiantare una fabbrica nel sud degli Stati Uniti porta lo scompiglio nella cittadina dove si trova di passaggio un ispettore afroamericano che viene incaricato, suo malgrado, del caso: la sua presenza e le sue indagini innescano una serie di reazioni a catena che porteranno alla luce rancori, passioni e pregiudizi a cui fanno da sfondo lo squallore e il degrado di una piccola comunità di provincia troppo chiusa in sè stessa. Buona resa video ed eccellente doppiaggio. Imperdibile

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    pareD

    08/03/2019 08:52:27

    Film con Sidney Poitier, che qui da prova di un'ottima interpretazione, che ebbe il grande merito di porre l'accento sulle discriminazioni razziali del Profondo Sud

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    Eugenio

    20/10/2017 17:07:45

    A me è piaciuto molto, il film denuncia i pregiudizi razziali di una nazione che ha tutt'ora grandi difficoltà a lasciarsi alle spalle cose come il razzismo. Sidney Poitier a me piace molto e trovo sia un magnifico attore.

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    ziogiafo

    11/09/2017 13:28:36

    ziogiafo - La calda notte dell'ispettore Tibbs - USA 1967 - In questo eccezionale cult-movie degli anni 60, si assiste ad una vera e propria sfida recitativa di alta classe, fra Rod Steiger e Sidney Poitier. I due tenaci protagonisti, infatti, danno vita sin dalle prime sequenze, con intensi dialoghi e con formidabile bravura... ad una tesissima atmosfera che alimenta in maniera incalzante, questo memorabile poliziesco. Il tutto sfocerà in un intrigante crescendo nell'eterna tematica sociale del razzismo, senza mai perdere però, il filo conduttore della trama che ha come obiettivo primario quello di catturare il vero colpevole dell'assassinio di un ricco industriale "bianco", motivo dominante da cui parte tutta la storia. Gillespie (Rod Steiger), è il rozzo capo della polizia locale di una piccola cittadina del Mississipi, dove si svolgono i fatti. Virgil Tibbs (Sidney Poitier), invece, è il raffinato ispettore "nero" della FBI, elemento di spicco della squadra omicidi di Philadelphia, che per caso si trova da quelle parti. Dopo un difficile approccio dovuto ad una serie di malintesi, compreso i pregiudizi verso le persone di colore, i due, si trovano prima di fronte per una guerra psicologica, poi uniti, per collaborare nell'indagine in corso, dove Tibbs, nonostante l'ambiente ostile, darà prova delle sue eccellenti capacità di detective, che il burbero Gillespie riconoscerà collaborando con lui fattivamente, mettendosi addirittura contro la sua stessa gente, diventando infine amico di Tibbs. Stupenda prova dei due attori protagonisti, che hanno reso chiaro il messaggio che ribadisce il concetto di rispetto e di riscatto sociale dell'essere umano innanzitutto, a prescindere dalla razza e dalla nazionalità di appartenenza. Da collezionare! Cordialmente, ziogiafo.

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    Michele Bettini

    04/01/2017 21:31:37

    Piacevole, ma estremamente inverosimile. L'ispettore senza dormire, senza mangiare, senza DATABASE, senza una opportuna pistola, e soprattutto SENZA SCORTA, risolve il caso troppo velocemente. E tutti quelli che lo minacciano e vogliono farlo fuori se la passano liscia? E perché? E perché l'Oscar è andato a Steiger e non a Poitier? S’è visto qualcosa del genere, ancora più riprovevole, anche nel finale di Star Wars, quindi l’America e i suoi registi restano razzisti, per timore di contrariare il suo pubblico. E perché un prezioso testimone viene accusato di omicidio soltanto per aver raccolto un portafoglio che forse voleva restituire? L'ispettore dopo aver tanto rischiato e dopo aver tanto digiunato e non dormito, se ne va senza ricompensa. Soltanto con un GRAZIE! E lo sceriffo dopo aver tanto sbagliato resta al suo posto e non viene cacciato via? E la signora Colbert, con le corna (il marito, invece di andare a dormire con la moglie era andato in cerca di una minorenne), si dispiace davvero della morte del marito, adesso che è diventata ricca? Sarà che l'America, tanto agognata (che non fa prigionieri e che spara su tutto ciò che si muove), funziona (sic!) soltanto così? Perché non rendere il film più verosimile? E perché il coltivatore si arrabbia tanto in fretta, nonostante i modi signorili di Tibbs? L’ispettore lavora senza equipe, senza testimoni a suo favore e senza scorta e tutto questo è assurdo! Ma può essere NORMALE nell’America che conosciamo!

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    alessandro

    24/12/2011 20:19:34

    concordo con lora.le tematiche sono ancora attuali,d'accordo con lei,il dialogo nell'ufficio dello sceriffo, tra steiger e poitier resta la parte piu'intensa,commovente del film.

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    lora

    04/05/2009 03:28:31

    assolutamente non datato,come è scritto nel commento sottostante,perche le tematiche dell'odio raziale,sono molto più vive oggi che nei decenni 70/80 e 90,oggi sono molto più camuffate,sottocutane e striscianti e meno esplicite dell'epoca del film,ma sempre esistenti,per quanto reprorevoli possano essere,ma è così. il film è grandioso,immenso e persino struggente,la scena in casa di staiger,e il confronto umano tra lui e poitier,vale l'intero film. interpretazioni sublimi di staiger in primis e di poitier,e meritatissimi tutti i premi piovuti da ogni dove. un film da vedere a tutti i costi. voto :10 con lode.

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    REXLEX

    22/12/2008 12:05:09

    Un bel film , ben recitato anche se oramai un po' datato nelle tematiche ( è del 1967 ). Gli States hanno appena eletto un presidente afroamericano...impensabile nel contesto di allora dove un proprietario bianco pensava di poter ancora schiaffeggiare un poliziotto di colore per una risposta troppo diretta. La provincia americana in uno stato del sud fa da sfondo alla vicenda negli anni in cui l'integrazione razziale era ancora tutta da costruire. Il film è un tassello di quel cinema di denuncia ( soft ) e ha una sua validità evergreen per il rapporto di rude amicizia che alla fine si instaura tra i due protagonisti . La recitazione è ottima sia da parte dei protagonisti che dei comprimari. Per una videoteca di base. Da vedere.

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    Fabrizio

    05/01/2008 18:02:59

    Bellissimo film con un Poitier grandioso

Vedi tutte le 9 recensioni cliente

Destinato al successo con due insoliti film musicali (Il violinista sul tetto e Jesus Christ Superstar), Jewison "cattura" qui l'attenzione con un caso poliziesco, avviando un discorso limpido e impegnato sui pregiudizi razziali del profondo Sud.

Trama
Un industriale viene assassinato in una città del profondo Sud degli Usa. Viene arrestato, come individuo sospetto, un nero elegantemente vestito. Costernazione quando si scopre che è un ispettore della Polizia Federale esperto in omicidi. Singolare contesa tra il capo della polizia locale e il nero, al quale la vedova dell'assassinato ha affidato le indagini. Eccellente la caratterizzazione di Steiger, nella parte del capo della polizia locale che alla fine diventa amico del poliziotto nero.

1967 - Oscar [Academy Awards] - Miglior attore - Steiger Rod

  • Produzione: MGM Home Entertainment, 2003
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 109 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Francese (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Francese; Olandese; Inglese
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • Sidney Poitier Cover

    Attore e regista statunitense. Di umili origini, dall'American Negro Theater giunge a Broadway (Lysistrata, 1946). Esordiente in Uomo bianco tu vivrai (1950) di J.L. Mankiewicz, è comprimario (Il seme della violenza, 1955, di R. Brooks) e coprotagonista di carattere (Nel fango della periferia, 1957, di M. Ritt) in pellicole che affrontano il problema razziale attraverso sottili introspezioni psicologiche (La banda degli angeli, 1957, di R. Walsh) ed edificanti sviluppi narrativi (La parete di fango, 1958, di S. Kramer), tra scintille di autentico anticonformismo (Qualcosa che vale, 1957, di R. Brooks). Attore di eccellente versatilità (Porgy and Bess, 1959, di O. Preminger), è il primo nero a raggiungere lo stardom hollywoodiano e a ricevere un Oscar (I gigli del campo, 1963, di R. Nelson)... Approfondisci
  • Rod Steiger Cover

    Propr. Rodney Stephen S., attore statunitense. Arruolatosi marinaio durante la prima guerra mondiale, dopo il conflitto prende i primi contatti con il mondo dello spettacolo come attore teatrale e televisivo. Il successo di uno sceneggiato favorisce il suo esordio sul grande schermo, dove in pochi anni si impone come valido caratterista drammatico. Fisico imponente e volto segnato, dà vita a numerosi personaggi tormentati e nevrotici a lui ben congeniali, che interpreta con rigorosa professionalità affidandosi al metodo Stanislavskij. Lo ricordiamo fratello del ribelle M. Brando nel tormentato Fronte del porto (1954) di E. Kazan, avido produttore nel letterario Il grande coltello (1955) di R. ­Aldrich, gangster senza scrupoli nei violenti Il colosso d'argilla (1956) di M. Robson e Al Capone... Approfondisci
  • Warren Oates Cover

    Attore statunitense. Combatte nel corpo dei marines durante la seconda guerra mondiale e al ritorno frequenta corsi d'arte drammatica a New York, cominciando a lavorare in televisione. Con La guida indiana (1959) di G. Douglas trova una giusta chiave di caratterista rude e violento che perfeziona nei film seguenti, soprattutto western. Recita così, fra gli altri, in Sierra Charriba (1965) di S. Peckinpah e La sparatoria (1967) di M. Hellman. È a suo agio nel clima di tensione razziale che infiamma La calda notte dell'ispettore Tibbs (1967) di N. Jewison, ma dà il meglio di sé in Il mucchio selvaggio (1969), il capolavoro di Peckinpah. Lavora in ruoli «forti» fino all'ultimo anno di vita, quando interpreta un risoluto capitano in Tuono blu (1983) di J. Badham. Approfondisci
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