Editore: Bompiani
Edizione: 26
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 maggio 2001
Pagine: 211 p., Brossura
  • EAN: 9788845249150
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Recensioni dei clienti

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    serefrong

    21/09/2018 05:26:06

    L’ultimo romanzo di Tondelli è quello che decreta la sua maturità anagrafica ed è anche letteraria. Dopo gli esordi brillanti e gli sperimtalismi giovanili in diversi ambiti, Camere separate è la chiara crescita di uno scrittore che è cresciuto nelle Lettere e che ora dà dimostrazione di saper calibrare, donare al proprio stile stile una pacatezza e una riflessione sui grandi temi della vita. Infatti i punti più alti di camere separate, Tondelli li raggiunge sui temi della perdita, dell’abbandono, della morte e della religiosità in un iter che vede il protagonista, Leo, fortemente autobiografico, che lo porterà a scandagliare il peso del dolore della perdita del suo compagno. Meraviglioso, necessario, superconsigliato!

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    Anna

    17/09/2018 19:03:22

    Se siete pronti a sconvolgere il vostro animo questo è il libro che fa per voi! Un romanzo intimo e profondo che coinvolge dalle prime pagine con un colpo di scena inaspettato. Si potrebbe dire che è incentrato su di un’unica persona, sul mondo di Leo, ma non sarebbe esatto. Al centro del romanzo vi sono mille emozioni, quelle di Leo ma soprattutto quelle del lettore, perché è impossibile rimanere indifferenti a tanto dolore. Sono entrata in un mondo lontato dal mio in punta di piedi, sono stata al confine di quelle camere separate e ne sono uscita distrutta. Un libro molto forte e più che mai attuale, un capolavoro!

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    Arianna Iorio

    13/06/2018 16:36:24

    Devastante. Dopo aver concluso la lettura di "Camere separate" di Tondelli, non si è ancora sciolto il groviglio di sensazioni fuoriuscite da queste pagine e che mi ha colpito dritto come un pugno allo stomaco, e non so ancora dire se ho amato o odiato questa storia. È un insieme di riflessioni talmente intime che risultano quasi disturbanti, infatti sono stata tentata più volte dal non continuare la lettura, ma mi sono fatta forza e sono andata avanti: sembrava di avere tra le mani il diario segreto di un estraneo, di cui stavo violando il pudore sbirciando tra le ferite più dolorose e sanguinose. Tuttavia è da leggere, proprio per questo tumulto di sensazioni, per queste confessioni che ti portano a voler urlare di rabbia contro i personaggi ma anche ad identificarti con le loro debolezze, è da leggere perchè c'è la vita ma anche la malattia, perchè c'è la droga, ci sono gli errori, ma anche l'amicizia, l'amore, e anche la morte. È da leggere perchè abbatte i confini, perchè non ci sono limiti, perchè è tutto così estremamente crudo e reale!

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    Nicola

    28/03/2018 17:51:02

    Un libro che ti fa riflettere su un aspetto sociale poco valutato, narrativamente meno d'impatto di altri suoi libri, sicuramente più intimo

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    Fabrizio

    15/03/2018 00:07:24

    Romanzo scritto tra gli anni 80 e 90, ha la peculiarità di essere una storia moderna, contemporanea e tuttavia indipendente dai limiti temporali, proponendosi come una storia universale che, se non connotata dall'esperienza omosessuale, probabilmente riflessa all'identità sessuale dell'autore, si applicherebbe a tutti, si promuoverebbe a tutti perché una storia d'amore, quella cosa che sconfina dalla divisione per generi. Superbo, in un italiano di una qualità impalpabile.

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    Gabriele Della Torre

    26/11/2017 13:12:05

    Il romanzo traccia il percorso di crescita del protagonista. Come spesso accade, la maturazione avviene per colpa di eventi drammatici che segnano la nostra vita. L'autore è stato in grado di trasmettere al lettore le sensazioni ed i pensieri del protagonista.

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    Luciano Doria

    04/04/2016 15:52:41

    Interessante rappresentazione, a volte troppo densa di particolari (il che, di per sé, non sarebbe un male, se solo fossero articolati in modo più accattivante), di una realtà irreale e irragionevole. Lontano anni luce dal poter essere considerato un pilastro della letteratura omosessuale - e aggiungo l'aggettivo "omosessuale" solo perché è questo il motivo per cui lo si considera letteratura - il romanzo è la storia di una coppia nevrotica, conformista nel suo anticonformismo da pseduo-dandy mitteleuropeo, che vive nella repressione mentale (peggiore, forse, di quella sessuale) travisata da loro e dai loro prezzolati amici per superiorità intellettuale e che si scambia effusioni intermittenti a suon di cliché. L'unico aspetto azzeccato è che il racconto non poteva finire in altro modo se non con la stereotipata e piattissima morte del gay, che finalmente muore per la gioia lettore, gay e non. L'unica fine alternativa poteva essere, a mio avviso, una non-fine (almeno avrei potuto dire di essere arrivato fino in fondo). Altro aspetto esecrabile del testo è la totale mancanza di background del protagonista, che invece di assistere il proprio compagno morente, decide di girare l'Europa nelle vesti di bohémien scapestrato, depresso e ricchissimo. Acquista appartamenti nelle maggiori capitali europee con domestiche tre giorni a settimana, ma non una singola menzione sulla provenienza delle mazzette che gli escono dalle tasche come acqua fresca. Che capolavori avrà scritto questo neanche trentenne per permettersi il tenore di vita di un Rockefeller? Il denaro giustifica quindi il racconto, ma non giustifica se stesso, annullando e il proprio valore e quello della narrazione tout court. Un libro esiziale, soprattutto per chi non è in grado di comprenderne fin da subito l'aspetto nevrotico e disturbato. I ragionamenti di tipo introspettivo e filosofico sono, quando non così superficiali da dover essere saltati a piè pari, totalmente queruli ed obsoleti.

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    anna nibba

    26/01/2012 21:06:45

    Proprio niente di che. Interessante l'esperienza di leggere un romanzo che descrive il mondo dei maschi omosessuali, ma questo e' tutto. Non lo consiglio.

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    Polly

    02/09/2010 11:20:33

    Avrei anche potuto dare 4/5 ma, non ho ancora esattamente capito perchè, questo libro non mi ha convinto fino in fondo. Sicuramente ho apprezzato molto di più la seconda parte...a tratti l'ho trovata commovente, straziante perfino. La lettura di questo libro mi ha sicuramente scosso e, come già detto da qualcuno, ha suscitato in me emozioni contrastanti. Nel bene o nel male, se un libro riesce a suscitare tutto questo, probabilmente è un libro da leggere.

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    Antonio

    26/01/2010 00:06:40

    Camere Separate è un libro spettacolare... Non ho parole per descriverlo... leggerlo è fondamentale perché ci fa conoscere quella parte fragile che ognuno di noi, possiede... Privarsi delle parole di questo scrittore, sarebbe veramente un peccato fatto a noi stessi...

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    Giuseppe Ciatto

    19/10/2009 15:38:06

    Mi sono ritrovato per caso questo libro fra le mani e così ho iniziato a leggerlo. Non nego che se avessi saputo prima che si trattava della storia di una coppia omosessuale non l’avrei nemmeno aperto, ma dopo averlo letto mi sento in dovere di dire che è un bel libro. Non siamo in presenza del solito trattato a difesa del mondo gay… Certo, i temi affrontati non sono di grandissima portata, ma è davvero magistrale la capacità con la quale Tondelli riesce a fare di lettore e libro un’unica, indivisibile entità. Questo romanzo – che rappresenta una vera e propria svolta nell’opera di Tondelli –, come l’autore stesso lo ha definito, non è altro che «la storia di un percorso scandita in tre movimenti-capitoli concentrici e contigui come un’operetta di musica ambientale. Il tema della morte, del lutto per la perdita del compagno, la religiosità, la madre, il paese, i viaggi, l’amicizia costituiscono il tessuto narrativo di una complessa ricerca di interiorità e di approfondimento». Una sorta di autobiografia scritta in terza persona, in uno stile raffinato e scorrevole che avvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.

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    FILIPPO

    31/12/2007 18:07:10

    I lettori, la critica e le classifiche di vendita non l'hanno premiato con la stessa enfasi di 'Rimini' o 'Altri libertini', ma per me rimane il romanzo migliore di Tondelli: intimo, sincero, a tratti incredibilmente triste. Se considero che gran parte della storia é verosimilmente autobiografica, non posso fare a meno di pensare al disagio, alla solitudine ed al senso di inadeguatezza che deve aver accompagnato l'autore nel corso della sua vita.

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    VALE

    02/03/2007 17:33:07

    ho letto il libro sotto consiglio di una persona di cui mi fido, beh questa volta non l'ha azzeccata!!! mi è sembrato molto melenso, troppo semplice la scrittura, non so a me piacciono i libri un pò sussurrati dove devi porre attenzione alle parole per capirne il significato, questa volta non ho dovuto fare abbastanza attenzione!!! prendo spunto da Carmelo per confermare che Yehoshua è uno dei migliori, li ho letti tutti e " cinque stagioni" mi è rimasto nel cuore!

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    mary

    31/10/2006 10:39:14

    ho letto il libro per caso....la lingua è perfetta....scritto in modo sublime!!!!ma mi ha messo una grande tristezza addosso..forse,perchè ,il modo di amare di Leo è diventato un male troppo comune...

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    Carmelo De Rosa

    17/10/2006 12:41:41

    Non mi è piaciuto perchè mi sembra scritto con uno stile da romanzetto d'amore, inoltre non mi comunica quasi niente perchè il dolore mi sembra solo enunciato con enfasi e non, appunto comunicato in altro modo come invece, per fare un esempio, succede in "Cinque stagioni" di Yehoshua

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    Tommaso

    16/03/2006 14:17:00

    Un gran bel libro, l'ho letto quasi tutto di un fiato..davvero sembra di vedere un film al cinema, emozionante e profondo. Mi ha trasmesso emozioni contrastanti..stupore, meroviglia, a volte impressione e spavento. Lo consiglio a tutti, omosessuali e non..

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    Sergio

    13/09/2005 14:03:50

    Uno splendido libro: ho rivisto la mia vita come se fosse un altro a raccontarmela e a farmela riscoprire.Un libro talmente intenso e vero che NON può non essere esperienza vissuta.Questa non è letteratura, è vita.

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    Massimo Sannelli

    25/05/2005 19:52:36

    Leo è innocente, o almeno incolpevole, perché la sua ‘colpa’ è nata con lui, in un tempo anteriore all’articolazione delle parole (*in-fantia*). Leo è colpevole, ma innocente; innocente, ma colpevole, e comunque segnato e destinato *naturaliter* alla letteratura. «La letteratura non salva, mai. Tantomeno l’innocente», e non avvicina di necessità l’altro, come ricorda il capitolo dei *Fragments d'un discours amoureux* di Barthes su *écrire*: «Savoir qu’on n’écrit pas pour l’autre, savoir que ces choses que je vais écrire ne me front jamais aimer de qui j’aime, savoir que l’écriture ne compense rien, ne sublime rien, qu’elle est précisément la où tu n’es pas – c’est le commencement de l’écriture». Non è corretto dire che l’ostacolo si trasforma in grazia, così come il portatore del senso di colpa non guarisce; ma l’ostacolo, che rimane tale, viene giustificato e accompagnato, dialetticamente, dalla grazia (dalla letteratura). Questo su un piano sempre strettamente laico e di sola operatività letteraria: l’altra Grazia non esce dai confini individuali, e riguarda l’uomo interiore. Il romanzo è bello.

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    donnie

    29/04/2005 19:51:34

    Tondelli ha una scrittura fluida, ben costruita, immediata. Camere separate ha le note di Chet Baker e le tinte pop di Basquiat. Si legge come un buon rhum invecchiato ed ingollato d'un colpo.

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    Mirko

    20/03/2005 18:58:00

    Ciao! Ho letto anche io camere separate.....un bellissimo libro, ma molto molto toccante ed emozionante....mi ha trasmesso tanta tristezza e solitudine...come sensazione

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