Il cammino immortale. La strada per Santiago

Jean-Christophe Rufin

Traduttore: F. Bruno
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 24 ottobre 2013
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788868330194
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Descrizione
Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean-Christophe Rufin affronta il suo personale "apprendistato del vuoto". Ottocento chilometri da Hendaye, all'estremo sud-ovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l'autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell'Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l'ha percorsa. Un' "alchimia dell'anima" che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

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    Lara

    21/11/2016 11:23:04

    Il testo narra a posteriori il cammino verso Santiago: pensavo di trovarlo più ricco di riflessioni . Comunque mi è piaciuto abbastanza.

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    cantarstorie

    12/10/2016 10:55:00

    Uno sguardo atipico e differente dal consueto sul cammino dei pellegrini di Santiago, narrato con stile raffinato, a volte un po' "snob" ma decisamente arguto e originale. Ne esce una lettura scorrevole, che accompagna e non è povera di piccole rivelazioni, sull'arte del narrare e del peregrinare.

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    Maurizio Crispi

    29/10/2014 13:44:00

    Rufin, accademico di Francia, ex-diplomatico e scrittore, ha intrapreso da scettico il Cammino di Santiago, senza credere a nulla in particolare su di esso, non condividendo alcuno dei suoi miti, e senza proporsi nessun obiettivo. Semplicemente, un bel giorno, s'è messo in cammino, con un bagaglio minimo (tutto ciò che potesse entrare in uno zaino non troppo pesante). Ma siccome sin dall'inizio il suo approccio era da scettico e agnostico ha deciso di seguire una via meno battuta solitamente dai "giacomei" e cioè "El Camino del Norte" che prosegue per alcune centinaia di chilometri lungo la costa e che, soltanto in seguito, penetra nell'entroterra, seguendo "El camino originario" che fu quello seguito dal Re di Spagna per recarsi a rendere omaggio alle reliquie del Santo appena ritrovate. Il suo racconto è puntuale: eppure, come si scoprirà in seguito, essendo egli scettico e avulso da atteggiamenti turisticheggianti, non era armato né di macchina fotografica, nè di calepino sui cui prendere appunti o da utilizzare come "diario di bordo". Malgrado ciò, quasi tappa dopo tappa, la sua esperienza c'è tutta, benché scritta a distanza di tempo e rievocata dal profondo della memoria, dove evidentemente era rimasta vividamente impressa. E'questo il dettaglio (come si scoprirà alla fine) che dà la misura dell'autenticità del suo scrivere e del suo sentire: critico severamente a volte, altre supponente in modo quasi irritante, altre ancora empatico e percorso da slanci poetici e da intense emozioni. Forse perchè il suo sguardo è libero da schemi preconcetti la sua visione é a pieno campo e riesce ad elaborare sul Cammino un punto di vista non scontato ed originale. Tra i punti forti: il fatto che il Cammino ti obbliga a fare ciò che vuole Lui e che solo sino un ad un certo punto si mantengono la propria libertà e le proprie opzioni. L'altra affermazione quasi zen è che egli ha intrapreso il Cammino, non cercando nulla, nulla trovando: un nulla pieno di cose.

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    Claudio S.

    11/03/2014 18:10:21

    Rufin è un accademico di Francia,è stato ambasciatore e, quindi, non è un pellegrino qualsiasi. Eppure partendo dai Pirenei della Francia e percorrendo gli oltre 800 km del Cammino del Nord lo diventa. La bolla del cammino lo ingloba, lo richiama alle necessità primordiali ed estremamente basiche del cammino: bere, mangiare, dormire. Come lo zaino che porta sulle spalle, progressivamente si libera di orpelli, pensieri, progetti e....VIVE! Interessante il richiamo al buddismo, alla capacità di svuotare la mente e rimanere soli con se stessi, tant'è che gli incontri, quasi sempre, sono descritti con fastidio, fino al raggiungimento del camino frances, l'autostrada del pellegrino degli ultimi 100 chilometri. Talvolta l'atteggiamento è un snob, insomma francese, ma non manca l'autoironia e la capacità di raggiungere alcune profondità non banali. Il virus del cammino nel finale sembra non averlo contagiato, ma è solo un'apparenza: il virus questa volta è a rilascio ritardato.

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