Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

La campana di vetro - Adriana Bottini,Anna Ravano,Sylvia Plath - ebook

La campana di vetro

Sylvia Plath

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 465,93 KB
Pagine della versione a stampa: XVI-228 p.
  • EAN: 9788852081651
Salvato in 16 liste dei desideri

€ 6,99

Punti Premium: 7

Venduto e spedito da IBS

EBOOK

Compatibile con tutti i dispositivi, eccetto Kindle

Cloud: Sì Scopri di più

Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell'elettroshock. Fortemente autobiografico, "La campana di vetro" narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un'adolescenza presa nell'ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Prefazione di Claudio Gorlier.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,06
di 5
Totale 24
5
13
4
5
3
2
2
3
1
1
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Marigold

    04/12/2020 23:28:05

    Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, se non il mio preferito. Un silenzioso urlo di dolore, che è quello della giovinezza frustrata a confronto con un mondo impietoso e disinvoltamente perverso. Sylvia Plath possiede uno stile spiazzante e geniale, riscontrabile anche nei suoi diari, tramite cui descrive situazioni tremende con asciutta freddezza e (solo apparente) distacco, per sottolineare la famosa "banalità del male" e lo strazio del non riuscirsi proteggere da essa. Avendo più o meno l'età di Esther (protagonista del libro e alter ego della Plath), non posso che identificarmi in questo suo travagliato viaggio verso una consapevolezza divisa tra sofferenza e incanto.

  • User Icon

    PB

    17/05/2020 17:11:12

    Romanzo di impronta autobiografica descrive il crescente senso di disagio della giovane Esther fino al ricovero in una struttura per malattie mentali. Interessante il punto di vista sulla società americana e sugli approcci della medicina psichiatrica degli anni cinquanta, tuttavia la Plath non riesce a coinvolgere il lettore e la sua protagonista risulta distante a tratti quasi una bambina capricciosa.

  • User Icon

    giovanna

    17/05/2020 14:45:25

    Scorrevole, appassionante, in uno stile asciutto e molto comunicativo. La bravura di questa poetessa eccezionale si manifesta anche in questo romanzo, anche quando drammatico, mai patetico.

  • User Icon

    mar

    16/05/2020 13:07:07

    Un libro dallo stile "leggero" ma non superficiale. Sono sempre stata affascinata dalla figura della Plath, ma non avevo mai letto niente di suo, considerando le sue poesie artificiose e complesse e i suoi diari strazianti. Questo è invece un ottimo libro per conoscere e capire Sylvia Plath. Scritto con uno stile quasi picaresco, è stato infatti definito il Giovane Holden al femminile, racconta le vicende molto autobiografiche di una giovane donna nella New York degli anni '50. Le pretese e i pregiudizi della società nei confronti della donna sono molto palpabili, e diventa facilissimo empatizzare con Sylvia e soffocare insieme a lei in una campana di vetro

  • User Icon

    fra

    14/05/2020 09:42:28

    Un libro bellissimo ed emozionante. Lo consiglio a tutti ma soprattutto ai fan di Sylvia Plath. Trovo comunque che la Plath fosse più portata per la poesia ma questo romanzo è molto bello.

  • User Icon

    Alessandra

    13/05/2020 15:31:48

    Questo libro mi ha colpita moltissimo. Volevo leggerlo da tanto ma ho sempre rimandato perchè temevo fosse pesante e di difficile lettura. Invece è scritto con uno stile "leggero" ed elegante, mi sono sentita coinvolta nella storia della protagonista dalla prima pagina all'ultima. Mi ha offerto molti spunti di riflessione e credo che decidere di mettere la sua storia personale in questo romanzo sia stato un grandissimo regalo dell'autrice. Consigliatissimo, credo che tutte le donne dovrebbero leggerlo.

  • User Icon

    Gaia

    07/01/2020 18:13:01

    Certo aver letto questo romanzo dopo Perturbamento di Thomas Bernard un pò lo penalizza nel giudizio, è decisamente inferiore. Penso che Sylvia Plath non avesse particolare talento per la prosa e probabilmente se ne rendesse conto, per i versi non so giudicare. Lo stile è piuttosto anonimo, acerbo. Ciò che rende la lettura degna di essere fatta quindi non è l'abilità letteraria dell'autrice o la sua vena creativa, piuttosto tutto l'interesse risiede nel fatto che si tratti di una storia autobiografica e pertanto fornisca materiale prezioso sulla psicologia dell'autrice che in seguito si suiciderà e sul sistema psichiatrico americano negli anni cinquanta e più in generale sui tabù e i valori di quella società. Esperienze che dovrebbero avere una risonanza emotiva molto forte sono descritte in modo assolutamente distaccato, senza pathos, come dall'interno di una campana di vetro per l'appunto. È davvero difficile empatizzare con la protagonista perchè è molto fredda. Ho trovato la seconda parte, quella dedicata alla malattia e alla guarigione e più coinvolgente della prima, migliore.

  • User Icon

    rapettolo

    20/11/2019 17:31:36

    Ciò che più mi attrae in un romanzo è l'abilità creativa del suo autore, a prescindere dall'intreccio più o meno elaborato della storia. Sylvia Plath sapeva scrivere e sa coinvolgere: il suo linguaggio è elegante, preciso ed estremamente delicato. "La campana di vetro", unico romanzo della Plath, rappresenta un viaggio, talvolta sconvolgente, tra gli oscuri meandri della psiche umana. Sylvia attraverso Esther descrive la sua malattia, la sua sofferenza senza mai vacillare nella scrittura, profondamente incisiva. Da leggere!.

  • User Icon

    sere

    02/11/2019 10:45:53

    spedizione precisa, ottimo libro

  • User Icon

    Stellik

    22/09/2019 13:10:15

    Un libro triste, lucido e spietato. Non è stato facile leggerlo eppure l'ho divorato. In effetti mentre lo si legge si è come trasportati sotto la campana di vetro della protagonista, ci si estranea dalle vicende esterne per entrare in questa mente devastata dalla malattia. Parla di sé, Sylvia Plath. Ma il suo discorso acquisisce valenza assolutamente universale e attuale. Ed è questo che fa di questo libro un vero gioiello. L'interrogarsi di Sylvia sul senso della vita e sulle sue costrizioni diventa, lentamente e inevitabilmente, il nostro e anche quando lo finisci di leggere, giri l'ultima pagina e riemergi dall'apnea, ti resta un gran peso sul petto. Consiglio davvero, e non solo agli appassionati di poesia, ma a tutti.

  • User Icon

    Alexandre Débeaux

    12/07/2019 16:02:42

    Sylvia Plath è stata una rivoluzionaria sentimentale, ha saputo tra i suoi versi ed i suoi pensieri, rovesciare le convenzioni sociali portando sopra ogni cosa il pensiero femminile, mortificando il mito della casalinga americana e curatrice della famiglia, a favore di una libertà intellettuale realmente sudata e conquistata sul campo. L’indipendenza culturale è forse il messaggio più profondo che la poetessa ha voluto comunicare, poiché non relegato da alcun status sociale; eppure il rapporto sin dall’infanzia con la morte, evoluto poi in un lato oscuro e mai chiarito della propria personalità, ha portato nei suoi versi un carisma sinistro e deleterio, nel quale l’estrema soluzione è sembrata sempre la migliore soluzione.

  • User Icon

    Rosanna

    19/05/2019 17:50:45

    Un romanzo che per me è stato una vera e propria epifania, dopo averne ultimato la lettura mi sono letteralmente gettata nella ricerca compulsiva di qualsiasi cosa avesse scritto la Plath. Il modo in cui l'autrice sia riuscita a dar voce ai miei pensieri mi ha sconvolta. La campana di vetro è un romanzo durissimo, bisogna avere la fortuna di leggerlo nel momento giusto per poterlo apprezzare davvero.

  • User Icon

    Agnese

    11/03/2019 13:20:52

    Quanta angoscia, quanto dolore ma anche quanta noia da parte della protagonista. Una storia tra le tante ma così importante che ci aiuta a guardare con un occhio più attento la grande America degli anni '50 e i suoi manicomi in cui 'elettroshock era una consuetudine. Esther è un personaggio irritante ma così reale, ecco perché ne ho apprezzato ogni sfumatura. La scrittura della Plath, però, è ciò che più mi ha colpita.

  • User Icon

    Ai

    06/03/2019 15:48:49

    Libro meraviglioso. Uno dei miei preferiti, davvero. Questo non è solo un libro, è un sentimento che prende forma su carta. È fantastico, ti toglie il respiro e ti strappa il cuore. È un'esperienza indimenticabile. La Plath era una grande poetessa e scrittrice.

  • User Icon

    ester

    23/09/2018 18:11:55

    Senza dubbio uno dei libri più autentici mai scritti. Sylvia attraverso Esther ci descrive la sua malattia, la sua sofferenza senza mai vacillare nella scrittura, che rimane sempre forte e ferma anche nei momenti più dolorosi

  • User Icon

    angela

    21/09/2018 16:04:41

    Non sono riuscita a finirlo, è alquanto noioso e angosciante.

  • User Icon

    margherita

    20/09/2018 13:50:38

    E' un mondo cinico quello descritto ne "La campagna di vetro" ed i suoi abitanti appaiono per la maggior parte predatori. Nel suo personale, forse in parte autobiografico, ritratto della società statunitense degli anni '60, Sylvia Plath ricrea quello che forse è stato il universo personale soffocante, opprimente, claustrofobico, indotto da una realtà che procede e va avanti trascinando dietro sé tutto ciò che incontra sul suo cammino. Esther, la nostra protagonista è troppo fragile per respirarvici. La nostra contro-eroina fa parte di quelle tante anime del mondo nate "storte", o semplicemente pure e sincere, dotate di una sensibilità che le rende inadatte al mondo crudele e distruttore in cui viviamo. La storia di questa giovane donna ci cattura perchè ha il potere di turbare mentre cerchiamo di capire quale possa essere la ragione del suo malessere. Un precoce lasciarsi andare perchè è meglio fingersi pazzi piuttosto che restare in una realtà odiata. Ho apprezzato questo racconto perchè si legge il coraggio di ammettere le proprie fragilità. Se amate le letture introspettive e psicologiche, questa è un'indagine nel malessere umano.

  • User Icon

    Kirù

    20/09/2018 09:18:49

    Non sono riuscita ad apprezzare quest'opera, la vedo come un diario sempliciotto che niente aggiunge e nulla toglie alla nostra conoscenza e sensibilità. Certo, la sua uscita sul mercato all'epoca destò scalpore, perché per la prima volta si parlò in maniera più o meno aperta di certi argomenti, ma per un contemporaneo resta poco interessante, a mio avviso ovvio. Per quanto lo contestualizzi, non riesco a farmelo piacere neanche a livello stilistico, arido e sciatto, senza nessun tipo di verve. Chissà, forse la poesia resta il suo ambito migliore, ma non posso fornire un giudizio in merito non avendo letto nulla di suo.

  • User Icon

    mario

    18/09/2018 20:12:27

    Sylvia Plath sente che tra quello che lei è e ciò che ci si aspetta che sia c'è incompatibilità e, forse grazie a una depressione, tenta la fuga, il suicidio, già a vent'anni. Seguiranno tanti altri tentativi, fino al compimento della sua volontà, a 31 anni. Il romanzo, autobiografico, dove Sylvia descrive la vita di una ragazza, Esther, suo alter ego, mi ha colpito innanzitutto per lo stile. Mi aspettavo un clima cupo, deprimente, opprimente, senza speranza. L'ho trovato invece coinvolgente, asciutto, non disperato, tranquillo, pacato, quasi rassegnato. L'atmosfera non è alienata, nonostante la malattia mentale. Non c'è chiusura in sé stessa, bensì apertura, ironia, cinismo. Parlando per bocca di Esther, Sylvia racconta i suoi incubi, i rapporti con la madre, il sesso, la sua prima volta, l'esperienza in ospedale psichiatrico, l'elettroshock, le riflessioni sul suicidio, la depressione, la poesia, l’invidia. Parla di sé, Sylvia Plath. Ma il suo discorso acquisisce valenza assolutamente universale e attuale. Ed è questo che fa di questo libro un vero gioiello. L'interrogarsi di Sylvia sul senso della vita e sulle sue costrizioni diventa, lentamente e inevitabilmente, il nostro.

  • User Icon

    Aniello

    18/09/2018 15:59:51

    Il linguaggio utilizzato ne “La Campana Di Vetro” è elegantemente strutturato, ricco ma anche delicato, e secondo molti critici la narrazione ha parecchie affinità con Il giovane Holden. La protagonista Esther (alter ego di Sylvia Plath) parla con terribile naturalezza del suo disagio, del suo sentirsi sempre inadeguata e dei suoi progetti e tentativi per mettere fine alla sua vita: purtroppo il suicidio è un pensiero costante, inevitabile, "normale" epilogo della sua esistenza. Lo consiglio se si è in un momento della propria vita sereno e rilassato, altrimenti si rischierebbe di calcare ancora di più determinati stati d'animo.

Vedi tutte le 24 recensioni cliente
  • Sylvia Plath Cover

    Poetessa statunitense. Dopo gli studi universitari allo Smith College, ottenne una borsa di studio in Inghilterra dove conobbe il poeta Ted Hughes, che sposò nel 1956. Le durezze della vita domestica e lo scarto tra la prigionia della condizione femminile e l'ardore della ispirazione poetica le si rivelarono presto insopportabili. Morì suicida a soli 31 anni. Al momento della morte aveva già pubblicato la raccolta "Il colosso" (1960) e il romanzo autobiografico "La campana di vetro" (1963). Ma il meglio della sua produzione, raccolto dopo la morte a cura del marito nel volume "Ariel" (1965), in "Alberi invernali" (1971) e "Attraversando l'acqua" (1971), appartiene al periodo estremo e più solitario della sua vita.Assurse a simbolo di tutte le rivendicazioni femministe. Approfondisci
Note legali