Le campane di Bicêtre

Georges Simenon

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Traduttore: Laura Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 21 gennaio 2009
Pagine: 261 p., Brossura
  • EAN: 9788845923517
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Le campane di Bicêtre

Georges Simenon

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Gaia la libraia

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Quando comincia a riprendere conoscenza in una delle uniche due camere singole dell'ospedale di Bicétre, Rene Maugras, direttore del principale quotidiano parigino, di quanto è avvenuto la sera precedente ricorda poco o nulla: sa che era a cena, come ogni primo martedì del mese, nella saletta privata del Grand Véfour (uno dei più antichi ristoranti della capitale, e anche uno dei più esclusivi) con un gruppo di amici i quali, come lui, possono considerarsi a giusto titolo, ciascuno nel proprio campo, dei personaggi molto, molto importanti - degli uomini arrivati, come si dice. A un certo punto era andato alla toilette, e lì (come scoprirà più tardi) lo avevano trovato, privo di sensi, un quarto d'ora dopo. Sa quindi di essere vivo, e dai luminari convocati al suo capezzale si sente dire che guarirà, che ricomincerà a muovere il braccio destro, che potrà di nuovo parlare. Ma Rene Maugras sa anche un'altra cosa: che non gli importa. A poco a poco, attraverso il groviglio di pensieri gli affollano la mente, si fa strada una domanda: "A che scopo?". A che scopo essere diventato un personaggio importante, a che scopo essersi dato tanto da fare - a che scopo vivere, in definitiva? Mentre tutti si chiedono che cosa gli passi per la testa, Maugras, con la lucidità di una solitudine interiore spogliata da ogni maschera, fa un bilancio impietoso della propria esistenza, interrogandosi sul senso di quanto hanno fatto lui e quelli come lui per per diventare ciò che sono.
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    Elena

    21/01/2019 16:50:36

    Trovo che questo romanzo molto celebre di Simenon,forse il più citato insieme a La camera azzurra, sia sopravvalutato.Le riflessioni di Mauger,potente direttore di un importante giornale francese che "fà opinione", sulla sua vita dalle umili origini in un paesello, sulle tre donne che hanno segnato le varie tappe della sua esistenza, riguardo l'amico avvocato e gli assistenti della redazione che attendono la sua morte siano abbastanza ordinarie ed un po' stiracchiate.L'unico aspetto che ho trovato intrigante è il rapporto con la giovane moglie,un attrice dalla scarsa fortuna che lui prende al suo fianco e che sentendosi inadeguata inizierà a scivolare nell'alcolismo.Altro elemento interessante sono le descrizioni che Renè fà degli altri degenti e della signorina Blanche, immaginando la sua vita fuori dal ruolo di amorevole infermiera.Il romanzo è senza dubbio apprezzabile ma non lo definirei un capolavoro.

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    n.d.

    19/07/2017 23:11:58

    Uno dei libri più belli letti quest'anno

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    susanna bottini

    06/07/2017 09:07:31

    Un ennesimo esempio di maestria. René Maugras, ricco e potente direttore di un quotidiano parigino, viene colpito da un ictus e ricoverato, parzialmente paralizzato, in ospedale. Durante il lento recupero, ha modo di rivedere tutta la sua vita e ripensarla in modo totalmente diverso. Libro da leggere.

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    morena

    07/01/2016 15:43:59

    Un fatto improvviso trasforma in modo totale la vita di René Maugras e dal letto di ospedale dove si trova riflette sulla sua vita, sulle persone che ha conosciuto e su quelle che ora gli stanno attorno, su cosa è importante per sé e per gli altri... Un gran bel libro.

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    Giacomo Bellini

    25/09/2015 11:55:47

    Secondo me il miglior romanzo di Simenon (ed è dura scegliere, visto che ne ha scritti almeno un centinaio bellissimi). Con un'ambientazione puramente statica riesce a descrivere la vita di un uomo in ogni suo aspetto. Simenon ci fa capire veramente l'animo umano.

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    claudio

    04/04/2015 21:22:37

    Di solito il voto per Simenon (non quello di Maigret) è per default 5/5. Questa volta mi fermo a 4, perché ho fatto fatica a leggerlo. Le campane del titolo so o quelle che suonano in questo paese dove esiste un ospedale, nel cui reparto di neurologia viene ricoverato improvvisamente il nostro protagonista. Si tratta del direttore di uno dei maggiori quotidiani di Parigi, un uomo molto influente, che proviene da una povera famiglia. Ed è qui che si svolge tutto il romanzo, con il Nostro che pian piano riprende le funzioni dopo un ictus. Ma l'improvvisa paralisi di tutti le sue azioni lo porta a pensare, a ricordare, a chiedersi il perché della sua vita. Un po' troppo pesante, ma sempre un grande Simenon.

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    massimo

    14/10/2014 17:29:42

    Un uomo all'apice del successo immobilizzato a letto da un ictus, che all'inizio non consente altro che darsi a riflessioni sempre più amare e nostalgiche sul significato della vita e sul disvalore delle ricchezze accumulate, siano professionali che materiali. Nel ripercorrere la sua vita il protagonista si interroga sul cammino percorso e si chiede che senso abbia il successo raggiunto.Un senso di nascosta religiosità pervade questo libro laico dolente, che sembra smarrirsi di fronte alle grandi domande che l'uomo si è sempre posto-senza risposta. Per riflettere.

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    Nino Amico

    07/12/2013 18:13:11

    Simenon riesce a descrivere i sentimenti del protagonista, improvvisamente malato, emiplegico, e a contatto con un mondo e una realtà nuove, con rara intensità e profonda introspezione. Pagine dense di immagini, attinte dai frammenti dei propri ricordi, che si fanno strada attraverso i dubbi sulla propria esistenza, per approdare ad una presa di coscienza del tutto nuova del proprio mondo e delle persone che gravitano attorno a sé. Egli capisce come i malati , spesso dimenticati e rinchiusi dentro un mondo a parte, avulso dagli altri, si chiudano quasi sempre dentro una dimensione fatta di solitudine, sofferenza e sconforto, un mondo che si riesce a comprendere realmente soltanto vivendo noi stessi in mezzo a loro. "Eppure sono vivi", dice a un certo punto il protagonista riferendosi ai malati e ai vecchi "che trascinano le gambe con un' andatura a scatti buttando un piede di lato come pupazzi meccanici che funzionino male". Il mondo che gravita attorno a loro, anche se si prende cura di loro, li dimentica ogni giorno, costringendoli dentro una dimensione che li intristisce e li svuota della propria dimensione umana. Il protagonista stesso si rende conto che nel suo lungo processo di guarigione tutto cio che aveva un peso forte nella sua coscienza verrà presto dimenticato una volta che egli sarà del tutto guarito e potrà tornare alla sua vita: "Si è sentito molto vicino ai vecchi con l'uniforme che fumano la pipa sulle panchine del cortile. Ora non concede loro più che un'occhiata distratta e la pipa acquistata dalla signorina Blanche è chiusa in un cassetto". Ma questo è quanto. E concludendo egli dice: "Si fa quello che si deve fare, ecco tutto. Si fa quel che si può. Un giorno andrà a trovare suo padre a Fecamp, insieme a Lina"... poiché anche il padre del protagonista, come quei vecchi, vive ancora, ma ormai è solo e dimenticato da tutti e trascina la sua povera esistenza in uno stato quasi vegetativo.

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    Giacomo

    12/03/2013 13:09:48

    Non è il primo Simenon che ho letto, in questo caso ho avuto una leggera difficoltà a farmi prendere dal romanzo all'inizio, forse per un mio problema di scarsa attenzione... superata la prima parte, non riuscivo poi a staccarmene. Ottimo libro, ancora una volta, grande Simenon, da leggere assolutamente.

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    valerioboing

    15/05/2012 23:36:36

    Libro eccellente, forse il migliore scritto dal maestro simenon.

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    Andrea55

    04/04/2012 20:59:08

    Un "flusso di coscienza" degno di Joyce. Anche per me uno dei migliori di Simenon. Per nulla triste.

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    Cristina

    13/09/2011 10:11:42

    è incredibile quanto possa essere vivace il racconto in prima persona di un uomo immobile in un letto d'ospedale. Gran bella prova di scrittura, grande Simenon!

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    lin

    13/02/2011 10:30:54

    Immenso Simenon. Io sono un lettore che ama leggere scrittori veri e gialli. In Simenon ci sono tutti e due

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    adriana

    28/04/2010 15:46:08

    Letto e regalato. Troppo bello. Leggerei sempre e soltanto Simenon.

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    TG

    17/03/2010 21:29:26

    Non posso che dare un voto positivo a Simenon Ho cominciato così a leggere questo scrittore con scetticismo in quanto me ne han parlato bene sempre e solo per il commissario Maigret!Mi ero evidentemente fatto un'idea sbagliata!

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    Matteo

    26/02/2010 16:24:54

    Un libro dai contenuti molto importanti, diamo la giusta importanza al dono + grande che abbiamo ? la Vita ! Vi consiglio questo libro è un capolavoro di un grande maestro che si chiama Simenon ! Buona Lettura

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    Umberto

    26/10/2009 01:33:58

    Quando in libreria si è in difficoltà, scegliere Simenon non è mai un errore. Credo che questo romanzo sia uno dei punti più alti di quest'autore.

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    Maxxam66

    10/09/2009 16:05:50

    In questo romanzo Simenon ha il tocco felice delle opere migliori. Pagine di lucida , impietosa , analisi introspettiva ; pagine velate dall'aria densa della malattia a cui fanno da contrasto immagini e frasi nette e nitide come lame. Il dubbio che rimane dopo la lettura e' quale momento della vita del protagonista ( e forse non solo della sua) sia effettivamente quello di maggiore sofferenza , il vissuto in un letto d'ospedale o il flusso di un'esistenza di cui si e' perso il significato piu' profondo ? In fondo uno scrittore come Simenon ha quasi il dovere di far emergere le domande che si nascondono in noi. La sua risposta non e'ricercare solo nelle ultime pagine del libro

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    luciano

    21/05/2009 16:54:49

    splendido Simenon, negli ultimi 2 anni ne ho letto una dozzina di libri tra Maigret ed altro, mai una delusione, ma questo mi sembra il più profondo, in fondo molte delle sensazioni del protagonista appartengono a chiunque di noi. Per fortuna Adelphi con la ristampa completa dello scrittore, mi rifornirà a lungo di simili piaceri.

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    ALESSANDRO SPAZIANI

    03/05/2009 10:38:16

    "Eppure sono vivi". Basterebbe questa frase e tutte le considrazioni che essa scatena nel protagonista per convincerci che questo - forse - è il libro più profondo e meditato di Simenon. E l'incipit, fulminante, cinque righe che ti inchiodano all'arte del narrare, andrebbe citato come esempio al pari, anzi di più di quelli di Hemingway.

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  • Georges Simenon Cover

    Romanziere francese di origine belga. La sua vastissima produzione (circa 500 romanzi) occupa un posto di primo piano nella narrativa europea. Grande importanza ha poi all'interno del genere poliziesco, grazie soprattutto al celebre personaggio del commissario Maigret. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l'Index Translationum, un database curato dall'UNESCO, Georges Simenon è il quindicesimo autore più tradotto di sempre. Grande lettore fin da ragazzo in particolare di Dumas, Dickens, Balzac, Stendhal, Conrad e Stevenson, e dei classici. Nel 1919 entra come cronista alla «Gazette de Liège», dove rimane per oltre... Approfondisci
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