Cane mangia cane

Edward Bunker

Traduttore: E. Turchetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: 330 p.
  • EAN: 9788806178550
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Recensioni dei clienti

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    Simone

    24/03/2016 14:35:21

    Dopo aver tenuto qualche anno questo libro sullo scaffale mi sono deciso a leggerlo. Mi accorgo subito che la scrittura di Bunker è molto semplice, nulla a che vedere con il più complicato Ellroy di cui ho apprezzato moltissimo la tetralogia di Los Angeles. Niente a che vedere con il già citato Ellroy nemmeno l'intreccio che in questo romanzo risulta piuttosto lineare a senza colpi di scena continui; dico che si legge con tranquillità, la storia e i personaggi sono apprezzabili ma non mi ha preso fino in fondo.

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    Standbyme

    03/01/2013 18:23:18

    L'autore di "Cane mangia cane" non ha dovuto chiedere consulenze a poliziotti, ad avvocati, ai garanti sulla libertà vigilata, a direttori di carceri per farsi spiegare la varie procedure sull'arresto, sull'iter processuale, sul rilascio su cauzione, sulla vita nelle carceri più dure. No! Edward Bunker non ha avuto bisogno di ringraziare nessuno "per i preziosi consigli dati" perché tutte queste esperienze le ha vissute in prima persona essendo stato il più giovane carcerato di San Quentin. Questa esperienza, iniziata all'età di undici anni in riformatorio, protrattasi poi, a periodi alterni, per diversi anni in vari penitenziari, unita ad un naturale talento, gli ha permesso di scrivere questo eccezionale, duro romanzo nel quale ai tre personaggi, autori di rapine, omicidi, tradimenti non viene offerta alcuna possibilità di riabilitarsi. Il reinserimento nella società civile, una volta scontata la giusta pena, è quasi impossibile: Troy Cameron, Diesel Carson e Mad Dog McCain, in un vortice senza fine, tornano a delinquere con la complicità, forse, di un sistema giudiziario che, a chi rapina una manciata di dollari, infligge una pena di parecchi anni mentre a chi dilapida un miliardo di denaro pubblico concede una buona uscita di parecchi milioni. Fin dalla prima pagina si viene catturati dall'ottimo e scorrevole stile, ci si immerge nel mondo del crimine e nei suoi meccanismi appassionandosi alla vicenda; la narrazione ci scava nell'anima e ci coinvolge profondamente nei sentimenti. Posso assicurare ai lettori abituati ad opere come "Io ti troverò", "Il potere del cane", "Dalia nera" che "Cane mangia cane" è all'altezza dei migliori "Crime story" basati su fatti realmente accaduti ed è di certo superiore a moltissimi romanzi dello stesso genere frutto della fantasia dell'autore.

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    DonnieSF

    07/10/2012 20:46:06

    Bunker è forse, a mio modesto avviso e non solo, lo scrittore di thriller/noir, più credibile proprio per i precedenti burrascosi. Non a caso i suoi racconti hanno ispirato attori come Robert De Niro e registi come Quentin Tarantino, il quale lo omaggerà coinvolgendolo in piccoli ruoli simbolici nelle sceneggiature. "Dog Eat Dog", tradotto, cane mangia cane è la storia di un rapinatore, Troy Cameron, intelligente, colto e carismatico, che uscendo dal carcere si rende conto che la società non accoglie volentieri la gente con brutti precedenti penali come lui, per questo decide di sfidare la sorte con un ultimo grande colpo, che potrà cambiargli la vita facendolo diventare ricco, ma con l'incognita di venire nuovamente incarcerato o di rimanerci la pelle. I primi contatti che prende appena è in libertà sono con due suoi ex compagni di riformatorio: Charles "Diesel" Carson, che conduce una vita quasi normale, ormai padre di famiglia, da sempre rispettato per la sua mole, ma anche per la sua lealtà; e con Gerald McCain, soprannominato "Mad Dog", cane pazzo, per il suo istinto omicida, i suoi stati d'umore estremi ed altalenanti dovuti anche alla dipendenza da droghe. Diesel e Gerald non andranno mai d'accordo, l'unica cosa che li unirà sarà la grande stima per Troy, il quale farà da paciere tra i due dopo più di un diverbio. Così si entra nel vivo della storia, con la progettazione del piano e continui colpi di scena che ci fanno vivere pienamente la disperata e ingiusta atmosfera californiana che respirano i tre criminali, in cerca della svolta solo per condurre una vita meno balorda. Il tutto accompagnato dalla grande eleganza stilistica di Bunker, sempre originale e coinvolgente, al punto che si arriva al gran finale d'un fiato, senza neanche accorgersene.

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    elanhyer

    05/04/2011 09:21:27

    Il romanzo comincia con una scena davvero terrificante, unica e realistica. Lo stile è molto concreto, crudo, senza fronzoli. Poi comincia lentamente a degradare. Dialoghi eccessivi e zero azione. Si riscuote con un bel finale, prevedibile, tuttavia molto originale e soprattutto veridico. Inoltre ho gradito molto la descrizione del passato di ogni protagonista e peraltro, il prologo collocato alla fine dell'opera appare eccentrico e nello stesso tempo eclatante.

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    Agata's Eyelashes

    15/10/2009 10:05:06

    un libro che corre come un treno, senza lasciare respiro. crudo. vero. Bunker sa quello che dice, non s'inventa nulla. Ogni parola è pesata. Personaggi difficili da dimenticare.

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    Pablo

    31/07/2009 13:24:29

    Crudo, diretto e ben strutturato, storia affascinante, chi decide di essere criminale, decide di esserlo fino alla fine.

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    Donny

    15/12/2008 18:41:21

    Abbastanza crudo e diretto. Storia per niente banale. Il finale si gode del tutto.

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    ant.74

    04/09/2008 12:42:44

    Consiglio di leggere i libri di Bunker, per assaporare i veri noir: scrittura dura ma non volgare e allo stesso tempo anche elegante. Questo libro mi è capitato tra le mani per caso e devo dire che ne è valsa la pena leggerlo. Grande Bunker, ci manchera la sua scrittura.

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    Kiodino

    31/12/2007 17:49:44

    Un libro sconcertante, un noir dove il classico romanticismo dell'eroe viene soffocato da una determinazione che non conosce dubbi nè redenzione. Un libro comprato per caso, un'assoluta scoperta _L_

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    THE JOKER

    26/07/2006 11:50:48

    bel libro, crudo e duro ma da Bunker mi sarei aspettato di più, specialmente dopo aver letto "come una bestia feroce"....il suo capolavoro indiscusso

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    Claudio

    25/01/2006 18:05:50

    Per me sia il genere noir sia l'autore erano sconosciuti fino a quando non ho scoperto per caso questo libro. Devo dire che è piacevole e veloce da leggere, sicuramente leggerò qualcos'altro di Bunker.

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    Valerio

    16/11/2005 13:34:06

    Scorrevole, piacevole e realistico. E poi ti da quella senzazione di storia vere che solo chi realmente l'ha vissuta puo' trasmetterle. Sinceramente ho apprezzato di piu' "Come una bestia feroce" ma anche questa ultima fatica di Bunker e' buona e vale la pena di leggerla.

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    Gigi

    26/10/2005 15:39:56

    L'ho trovato per caso. E' un romanzo strepitoso. Un noir intrigante, con dei protagonisti indimenticabili.

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«Talvolta la vita criminale ti obbligava a far secco qualcuno, ma, perdio, non tutti, o chiunque, senza un buon motivo.»

Mai, come in questo romanzo, è importante capire l'esperienza di vita del suo autore. Edward Bunker dall'età di undici anni fino ai quaranta circa, ha vissuto una serie di carcerazioni nei penitenziari di Stato e negli istituti di pena federali, come conseguenza di reati più o meno piccoli che lo avevano reso un professionista del crimine.

Cresciuto in una famiglia disgregata e segnata dall'alcolismo in una Los Angeles violenta e spietata scoprì nel carcere di San Quentin la sua vocazione di lettore prima e di scrittore poi: proprio quella fu la passione che gli salvò la vita. Nei suoi romanzi, di una impietosa durezza espressiva, il mondo del crimine, l'abisso della droga, il rovesciamento delle regole morali e l'inevitabile tragica conclusione di queste storie di sangue e denaro, appaiono con tutta la forza della realtà e non concedono nulla al lettore. Nessuna pietà o solidarietà per la vittima, perché nessuno è innocente; nessuna complicità con il carnefice, perché lui stesso sa che le sue azioni sono frutto di una disperazione senza vie d'uscita.

Questo romanzo, Cane mangia cane, ha tre protagonisti, Diesel, Mad Dog e Troy Cameron, legati tra loro dalla comune esperienza del riformatorio, tutti e tre irrimediabilmente criminali (è impossibile redimersi per chi ha passato numerosi anni in carcere), ma diversissimi nella psicologia e nella personalità. Diesel conduce una vita "quasi" normale, ha una moglie e un figlio piccolo, se la cava con modesti crimini su commissione, rifiuta il delitto gratuito e ha una sua "morale" che risente dell'educazione religiosa dell'infanzia e che lo rende più permeabile alla paura, ai sensi di colpa, al desiderio di vita tranquilla. Mad Dog è invece considerato, fin dagli anni del riformatorio e dagli stessi compagni di crimine, un pazzo sanguinario, che uccide chiunque gli possa creare qualche problema o fastidio senza alcuna remora anche se la vittima è un bambino o una donna indifesa. Dominato dalla droga, prova un unico sentimento: l'assoluta ammirazione per Troy Cameron, il terzo protagonista del romanzo. Troy non ha alle spalle un'infanzia dominata dalla miseria e dall'emarginazione come gli altri due, ma anche per lui l'alcolismo del padre, che pure apparteneva ad una classe sociale elevata, è stata all'origine della sua devianza. Intelligente, colto, dentro di sé conserva il rimpianto per una vita diversa, ma sa di non poterla più avere: la società che lo circonda non glielo permetterà mai. E intorno ai tre il quadro di una California crudele, con paurose divisioni di classe, dove la disperazione più cupa sfiora la ricchezza più esibita, dove si passa un pochi minuti dalle ville sontuose delle celebrità ai ghetti che offrono solo droga e violenza. Il finale del romanzo è tragico ed è il logico epilogo di vite segnate, fin dall'inizio, da un destino sventurato.

Recensione di Giulia Mozzato (recensione alla prima edizione del 1999)

Le prime righe del romanzo

Due notti da solo in una stanza in compagnia di due flaconi da un'oncia di cocaina farmaceutica permisero a Mad Dog McCain di meritarsi pienamente il suo soprannome. Quella cocaina era migliore di quella spacciata per strada. Proveniva dalla valigetta di un dottore che Mad Dog aveva rubato in un'automobile in sosta nell'area di parcheggio di un centro sanitario. All'inizio aveva pensato di venderla dopo averne presa un po' per sé, ma le poche persone di sua conoscenza a Portland che aveva contattato o la volevano avere a credito, oppure avevano parlato della cocaina con sarcasmo, usando espressioni come "paranoia in polvere", o "venti minuti verso la follia". In realtà volevano tutti l'eroina, una droga che li calmava anziché mandarli fuori di testa.
Solo una piccola dose di quella roba l'aveva fatto sentire alla grande, così se n'era fatta un altro poco, e i denti veleniferi del serpente erano affondati nella sua carne. Prima aveva sminuzzato le scaglie con una lametta da barba, con la polvere aveva disegnato delle righe, che aveva poi aspirato dal naso. Bello. Ma Mad Dog sapeva come farsi un bel botto, un botto anche più grosso. Nella borsa del dottore c'era una confezione intera di siringhe monouso con aghi annessi e connessi. Bastavano poche gocce d'acqua per sciogliere la cocaina pura. Poi serviva una pallottolina di cotone grande quanto la capocchia di un fiammifero, attraverso cui aspirare il liquido prima di infilare l'ago nella parte in rilievo della vena, nell'incavo del gomito. Difficile mancarla.
Adesso aveva il braccio nero e bluastro, e sui fori delle prime iniezioni si erano formate delle croste. La canotta era sudicia e imbrattata di macchie sulla parte in basso, usata per tamponare il sangue che gli usciva dal braccio. Non importava. Niente importava, all'infuori del flash.