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Irène Némirovsky

Traduttore: M. Di Leo
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 234 p. , Brossura
  • EAN: 9788845922541

Agli occhi di Ada, una bambinetta di cinque anni, infagottata in un cappotto sformato e in una gonna démodé, il mondo che la circonda è troppo grande e troppo distante per essere compreso. Un padre sempre affaccendato a concludere i suoi affari, un nonno intento a scrivere un libro epico e misterioso e una madre, morta qualche anno prima, che la osserva da una fotografia. Kiev è una città sordida e sporca. In alto le ville dei ricchi, in basso, lungo il fiume, le misere stamberghe degli ebrei e in mezzo una zona franca, dove cadono le famiglie impoverite e da cui transitano gli ebrei in ascesa.
Il freddo penetra attraverso gli spifferi della sua grande casa vuota, mentre una zia arcigna e arrivista con i suoi bambini si trasferisce suo malgrado in quella parte di mondo, tra gente inferiore al suo rango e alle sue ambizioni. Invade gli spazi di Ada, con la sua insoddisfazione e la sua voglia di rivalsa, così la bimba ascolta le conversazioni degli adulti: "Come vivere senza soldi? Come pagare i favori sottobanco? Come far entrare i figli a scuola quando la percentuale di ammissioni consentita era già stata raggiunta? Come ottenere l'autorizzazione ad andare in un posto o in un altro, per vendere questo o quello? Come sfuggire al servizio militare? Ah, Dio mio, impossibile vivere senza soldi!".
Ma Ada non comprende il livore di sua zia e neanche la falsa umiltà con cui suo padre tenta di vendere la sua merce ai ricchi, non li comprende fino a quando non vede con i suoi occhi la bellezza ovattata dell'altra parte del mondo: la grande villa dei Sinner sulla collina di Kiev, e un bambino, Harry, dai tratti uguali ai suoi ma dal portamento altezzoso nei suoi abiti lustri.
Una storia che seguirà le vicende dei protagonisti fino agli anni della giovinezza a Parigi e che vedrà montare una passione che si nutre di ambizioni e di miserie, del manto fulvo dei lupi selvaggi e del pelo morbido dei cani addomesticati. Una metafora della vita, dell'amore e della guerra che incombe nell'Europa degli anni Trenta. La riscoperta di un'autrice morta in un campo di concentramento a soli 39 anni, non prima di aver lasciato al mondo le sue perle agghiaccianti, i suoi ritratti aspri, il suo sguardo disincantato sull'incomprensibile realtà del tempo.

Recensioni dei clienti

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    Elisabetta

    14/12/2015 11.22.14

    Qualcuno prima di me ha definito questo libro 'un'opera da comodino noiosa e inutile', io non posso che definirlo un'opera splendida che ti tiene sveglia alla sera e ti fa alzare presto al mattino per proseguirne la lettura. Quello che amo di questa scrittrice e che mi spinge ad approfondirne la 'conoscenza', più che le storie in sé sono lo stile e la profondità d'animo che sgorga da ogni immagine. Il titolo già di per sé spiega tutto; i cani sono gli ebrei arricchiti che, strada facendo, hanno mitigato, per via dei contatti con la buona società e degli agi dati dal benessere, quell'ansia da lupi famelici e disperati propria invece degli ebrei più poveri. Nello specifico, Harry appartiene alla prima categoria e Ada alla seconda. La Némirowsky dipinge la propria razza senza filtri e lascia trasparire sentimenti assai contrastanti, una sorta di amore e odio verso i propri simili. Disprezzo per quella smania di accumulare e di ostentare benessere e ricchezze e per l'atavico terrore di sprofondare di nuovo nel baratro della povertà, orgoglio per la tenacia e l'arte d'arrangiarsi del proprio popolo, e in fine tenerezza per quel sentire potente e selvaggio che non permette di amare se non di un amore assoluto e divorante. Quell'amore selvaggio e indiscusso che Ada nutrirà e concederà soltanto ad Harry per tutta la vita. I sentimenti in questo bellissimo libro sono potenti, la scrittura quanto di più bello si possa trovare!

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    marta

    26/12/2014 15.22.54

    Il libro più ebraico tra tutti quelli di Nemirovsky che ho letto finora. Mirabile la descrizione del ghetto e la vita di Ada e Ben da bambini in questo. Struggente la descrizione della loro vita a Parigi da adulti. Il solito stile raffinato e coinvolgente, privo forse dell'ironia presente in altri romanzi ma sempre magistrale.L'archetipo della fiaba è ricostruito con note assolutamente originali.E' presente pure un omaggio all'arte della pittura. Da leggere

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    Nicola59

    27/11/2014 10.08.46

    Bellissimo, leggendo le ultime righe mi sono commosso. Ada è uno dei personaggi più belli e amati che ho incontrato nelle mie letture. La scrittura è sempre chiara e scorrevole, bastano poche pennellate per descrivere gli stati d'animo, i sentimenti dei personaggi. E' stato un vero piacere leggerlo: è nella mia personale "Hall of Fame".

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    ampa

    01/09/2014 09.15.10

    Come sempre questa scrittrice non mi ha deluso.

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    giorgio g

    31/08/2013 12.24.19

    Ancora un capolavoro della scrittrice russo-francese, vittima dell'odio nazista per gli ebrei, che concluse la sua breve esistenza nel lager nazista di Auschwitz. Un libro idealmente diviso in due parti: la vita degli ebrei in una città della Russia zarista con la società divisa in caste a seconda della ricchezza e, naturalmente, i pogrom che ne sconvolgevano la vita e li costringevano ad emigrare. La seconda parte si svolge a Parigi e vede l'amore impossibile tra la protagonista ed il ricchissimo rampollo di una dinastia di banchieri. Devo dire che la prima parte e' quella che più mi è piaciuta perché la descrizione della società ebraica è senz'altro originale.

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    betty

    14/02/2013 12.17.52

    Mi sembrano molto esagerati i commenti ultra positivi che danno 5 a questo libro... sicuramente un buon libro ma non abbastanza coinvolgente e appassionante da meritare un voto alto...un 3 per la scittura sempre molto forbita ed elegante della Nemirovsky...(meglio Jezabel!!!)!

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    Romolo Ricapito

    13/12/2012 02.25.56

    Con I Cani e i Lupi, Irène Némirovsky scrive il suo ultimo romanzo prima della deportazione, molto influenzato (probabilmente) dagli avvenimenti bellici che determinano nel'opera un pessimismo senza speranza. La descrizione del ghetto ebreo all'inizio è cupa e, a differenza dell'abituale narrativa della scrittrice, priva di qualsivoglia (seppur timida) ironia. L'arrivo dai sobborghi infimi alla casa dei ricchi parenti (alla lontana) di Ada e Ben ricorda per certi versi la costruzione di Cime Tempestose di Emily Bronte. L'imprinting vissuto al cospetto del cugino Harry costituisce l'ossessione "alla Emily Bronte" della protagonista, destinata a coronare a metà il suo sogno d'amore. Sogno che ha la consistenza amara di un'incompiutezza determinata da una maledizione che accompagnerebbe gli ebrei. Qui descritti nei loro difetti che l'iconografia classica ha reso celebri: avidità, trascorsi poveri e squallidi a dispetto di una vita agiata, attaccamento al denaro e alle tradizioni, una certa ottusità che impedisce di essere felici. A differenza dei romanzi precedenti, questo manca di un quid, ma è egualmente godibile e ben costruito.

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    lucia

    11/07/2012 15.48.41

    avevo letto suite francese e mi era piciuto molto. subito dopo ho comprato i cani e i lupi. non è brutto, ma dopo averlo letto mi è rimasto ben poco.

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    Maggie

    30/06/2012 09.16.50

    Opera 'tormentata' da cui non ci si può staccare. Emozionante e struggente.

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    Cristina

    07/06/2012 19.27.39

    Cosa dire di questo libro? A me e' piaciuto moltissimo come tutti i libri di Irène. Sono libri bellissimi, pieni di vita, di sentimento. Di questa scrittrice io ho gia' letto, oltre a questo, Suite francese, Il calore del sangue, Il vino della solitudine. A mio parere sono tutti romanzi eccezionali. La Némirovsky doveva essere una donna davvero speciale. Per cercare di capirla meglio ho anche letto il libro di sua figlia Denise Epstein "Vivere e sopravvivere" e la biografia di Irène scritta da Philipponnat e Lienhardt. Peccato davvero che la sua giovane vita sia stata interrotta cosi' precocemente.

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    anna nibba

    13/12/2011 22.06.51

    Per ora il libro di questa scrittrice che mi e' piaciuto di piu'. Elegante nello stile come al solito e con una capacita' rara di cogliere le sfaccettature psicologiche dei personaggi. Bellissimo.

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    Lady Libro

    17/11/2011 18.23.40

    E'il mio secondo libro della Nemirovsky, e ancora non riesco a darle un voto superiore al tre. Se devo essere sincera, questo libro mi è piaciuto un po'meno di "Due". La prima parte del romanzo, che parla dell'infanzia di Ada in un ghetto ucraino nei primi anni del Novecento, è scritta benissimo soprattutto quando l'autrice descrive i pogrom e i vari ceti ebrei con i loro vizi, mestieri e virtù, che popolano la storia, ma il romanzo mi ha delusa nella seconda parte, ovvero quando Ada si trasferisce a Parigi: la narrazione diventa molto affrettata, poco dettagliata anche se molto riflessiva. La storia d'amore che nasce tra Ada e Harry è poco più che accennata, e si limita a qualche pagina, senza nessuna azione di corteggiamento o particolari manifestazioni dei sentimenti reciproci, per poi passare subito ad un finale significativo ma terribilmente rapido. Probabilmente se il romanzo avesse avuto qualche pagina o dettaglio in più, lo avrei apprezzato maggiormente.

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    fabien

    13/09/2011 16.12.43

    io ho letto il romanzo sia nella traduzione italiana quanto in lingua francese. Poco ho da aggiungere agli stupendi e dovuti commenti che mi hanno preceduto. La Némirosky si supera in ogni sua opera. Sovente incanta, a volte seduce, quasi sempre ci lascia con il...'dispiacere' che il suo romanzo sia terminato.

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    maria

    04/09/2011 09.15.02

    un romanzo da comodino in tutti i sensi. Cioe' che rimane li', distante, non ti prende. Retorico e con personaggi stereotipati. Noioso e inconsistente.

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    Cassandra

    20/05/2011 21.04.43

    Ho conosciuto da poco questa autrice, ma ne sono sempre più innamorata. Questo romanzo è stupendo: ha la stessa profondità dei grandi autori russi ma anche la leggiadria e la delicatezza tipiche di un animo femminile...La trama di questo libro, rispetto a "Il vino della solitudine" (che comunque mi era piaciuto molto), è più movimentata e coinvolgente. Alcune scene (come quella del pogrom) sono davvero dei piccoli capolavori...Leggetelo.

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    mixy

    18/03/2011 19.29.04

    semplicemente meraviglioso. uno dei suoi libri migliori... lo consiglio vivamente!

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    Biagio Mastrangelo

    30/10/2010 12.19.39

    Chi conosce la Némirovsky sà che non c'è bisogno di dilungarsi: raffinato, intenso, umano! Lo consiglio.

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    Serena

    12/03/2010 09.38.11

    Uno stile impeccabile, splendido approfondimento della psicologia dei personaggi, grande sensibilità nel cogliere i tratti salienti dei luoghi e dei periodi nei qual si svolge la storia. Non do il massimo perchè la conclusione mi pare un po' affrettata... che fine fa Harry? La moglie lo perdona?

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    Guia

    26/02/2010 23.31.29

    un'emozione dall'inizio alla fine, non credo di saperla descrivere. Bellissimo.

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    anna maria neri

    20/01/2010 14.32.43

    nulla di diverso da poter aggiungere agli altri commenti: ho letto tutta l'opera di Irène con grande emozione e con la rabbia che la follia nazista abbia tra gli altri, privato il mondo di una scrittrice così grande

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