Traduttore: M. Di Leo
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 gennaio 2013
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788845927706
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Descrizione
Le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amerà per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. A Kiev, la famiglia di Ada abita nella città bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il tè come le barbabietole. Fra le due città sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l'invidia degli altri. Eppure, quando il ragazzine Harry si troverà di fronte la bambina Ada, ne sarà al tempo stesso inorridito e attratto: "come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l'ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi". Molti anni dopo il destino li farà rincontrare a Parigi: e Harry cederà a quella misteriosa attrazione del sangue che Ada esercita su di lui.

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Recensioni dei clienti

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    Carmine

    17/09/2018 23:01:28

    All’inizio di questa storia ci troviamo nei pressi di Kiev e la città è divisa tra gli ebrei del ghetto e coloro che hanno fatto il salto di classe, ovvero quelli che sono riusciti ad arricchirsi e disprezzano ogni cosa e persona che hanno lasciato dietro di sé. La divisione sociale, accuratamente descritta dall’autrice, è fondamentale allo sviluppo del romanzo, i cui protagonisti sono Ada, Ben e Henry, figli dello stesso sangue, destinato a rimescolarsi superando le stesse divisioni sociali che sembrano più forti di loro. Ada e Ben Sinner vivono entrambi nel ghetto, ma il loro cugino Henry, mai conosciuto, ha avuto una sorte migliore solo perché nipote di un parente più ricco. E se la prima crescerà convinta di essere destinata al cugino, così Ben con gli anni maturerà un odio sempre più profondo verso quella parte della famiglia più fortunata, un odio alimentato dalla povertà e dagli stenti. Quella scritta da Irène Némirovsky è la storia di un ciclo che si ripete uguale ogni volta, un passaggio continuo tra bassifondi e alta società, senza che però lo statuto reale dei protagonisti cambi realmente e definitivamente in altro. Ma è attraverso questi viaggi tra le diverse sfere della società che appare il vero io di Ada, Ben ed Henry al lettore – e sebbene i primi due non riusciranno ad aggrapparsi a una vita più degna di essere chiamata tale, ed Henry non sperimenterà per molto tempo la sconfitta – i cani scopriranno di non essere poi tanto diversi dal lupo, che dopo tutto si è diversi solo apparentemente. Così come “David Golder”, “I cani e i lupi” è tra i romanzi più ebrei che Irène ha scritto, ma soprattutto attraverso questo ci viene dato una descrizione dettagliata di cosa fosse l’orgoglio ebreo e la situazione degli ebrei orientali durante il periodo dei Pogrom .

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    Hadar

    30/08/2018 14:13:13

    Libro intenso sua nella scrittura magnifica sia nel gioco delle emozioni. Come un vero eccellente libro ti lascia qualcosa dentro che riesci ad assaporare giorno dopo giorno

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    angelo

    28/03/2018 15:57:09

    Ingredienti: una ragazza di umili origini innamorata fin da bambina, un suo coetaneo di ricca famiglia sempre osservato da lontano, due vite in primo piano che si avvicinano ed allontanano più volte tra Kiev e Parigi, l’ossessione tipicamente ebrea per i soldi come sfondo di contorno. Consigliato: a chi crede nel richiamo del sangue e dei legami familiari, a chi è costretto a vivere da cane mansueto tra lupi spietati.

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    Elisabetta

    14/12/2015 11:22:14

    Qualcuno prima di me ha definito questo libro 'un'opera da comodino noiosa e inutile', io non posso che definirlo un'opera splendida che ti tiene sveglia alla sera e ti fa alzare presto al mattino per proseguirne la lettura. Quello che amo di questa scrittrice e che mi spinge ad approfondirne la 'conoscenza', più che le storie in sé sono lo stile e la profondità d'animo che sgorga da ogni immagine. Il titolo già di per sé spiega tutto; i cani sono gli ebrei arricchiti che, strada facendo, hanno mitigato, per via dei contatti con la buona società e degli agi dati dal benessere, quell'ansia da lupi famelici e disperati propria invece degli ebrei più poveri. Nello specifico, Harry appartiene alla prima categoria e Ada alla seconda. La Némirowsky dipinge la propria razza senza filtri e lascia trasparire sentimenti assai contrastanti, una sorta di amore e odio verso i propri simili. Disprezzo per quella smania di accumulare e di ostentare benessere e ricchezze e per l'atavico terrore di sprofondare di nuovo nel baratro della povertà, orgoglio per la tenacia e l'arte d'arrangiarsi del proprio popolo, e in fine tenerezza per quel sentire potente e selvaggio che non permette di amare se non di un amore assoluto e divorante. Quell'amore selvaggio e indiscusso che Ada nutrirà e concederà soltanto ad Harry per tutta la vita. I sentimenti in questo bellissimo libro sono potenti, la scrittura quanto di più bello si possa trovare!

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    marta

    26/12/2014 15:22:54

    Il libro più ebraico tra tutti quelli di Nemirovsky che ho letto finora. Mirabile la descrizione del ghetto e la vita di Ada e Ben da bambini in questo. Struggente la descrizione della loro vita a Parigi da adulti. Il solito stile raffinato e coinvolgente, privo forse dell'ironia presente in altri romanzi ma sempre magistrale.L'archetipo della fiaba è ricostruito con note assolutamente originali.E' presente pure un omaggio all'arte della pittura. Da leggere

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    Nicola59

    27/11/2014 10:08:46

    Bellissimo, leggendo le ultime righe mi sono commosso. Ada è uno dei personaggi più belli e amati che ho incontrato nelle mie letture. La scrittura è sempre chiara e scorrevole, bastano poche pennellate per descrivere gli stati d'animo, i sentimenti dei personaggi. E' stato un vero piacere leggerlo: è nella mia personale "Hall of Fame".

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    ampa

    01/09/2014 09:15:10

    Come sempre questa scrittrice non mi ha deluso.

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    giorgio g

    31/08/2013 12:24:19

    Ancora un capolavoro della scrittrice russo-francese, vittima dell'odio nazista per gli ebrei, che concluse la sua breve esistenza nel lager nazista di Auschwitz. Un libro idealmente diviso in due parti: la vita degli ebrei in una città della Russia zarista con la società divisa in caste a seconda della ricchezza e, naturalmente, i pogrom che ne sconvolgevano la vita e li costringevano ad emigrare. La seconda parte si svolge a Parigi e vede l'amore impossibile tra la protagonista ed il ricchissimo rampollo di una dinastia di banchieri. Devo dire che la prima parte e' quella che più mi è piaciuta perché la descrizione della società ebraica è senz'altro originale.

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    betty

    14/02/2013 12:17:52

    Mi sembrano molto esagerati i commenti ultra positivi che danno 5 a questo libro... sicuramente un buon libro ma non abbastanza coinvolgente e appassionante da meritare un voto alto...un 3 per la scittura sempre molto forbita ed elegante della Nemirovsky...(meglio Jezabel!!!)!

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    Romolo Ricapito

    13/12/2012 02:25:56

    Con I Cani e i Lupi, Irène Némirovsky scrive il suo ultimo romanzo prima della deportazione, molto influenzato (probabilmente) dagli avvenimenti bellici che determinano nel'opera un pessimismo senza speranza. La descrizione del ghetto ebreo all'inizio è cupa e, a differenza dell'abituale narrativa della scrittrice, priva di qualsivoglia (seppur timida) ironia. L'arrivo dai sobborghi infimi alla casa dei ricchi parenti (alla lontana) di Ada e Ben ricorda per certi versi la costruzione di Cime Tempestose di Emily Bronte. L'imprinting vissuto al cospetto del cugino Harry costituisce l'ossessione "alla Emily Bronte" della protagonista, destinata a coronare a metà il suo sogno d'amore. Sogno che ha la consistenza amara di un'incompiutezza determinata da una maledizione che accompagnerebbe gli ebrei. Qui descritti nei loro difetti che l'iconografia classica ha reso celebri: avidità, trascorsi poveri e squallidi a dispetto di una vita agiata, attaccamento al denaro e alle tradizioni, una certa ottusità che impedisce di essere felici. A differenza dei romanzi precedenti, questo manca di un quid, ma è egualmente godibile e ben costruito.

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    lucia

    11/07/2012 15:48:41

    avevo letto suite francese e mi era piciuto molto. subito dopo ho comprato i cani e i lupi. non è brutto, ma dopo averlo letto mi è rimasto ben poco.

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    Maggie

    30/06/2012 09:16:50

    Opera 'tormentata' da cui non ci si può staccare. Emozionante e struggente.

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    Cristina

    07/06/2012 19:27:39

    Cosa dire di questo libro? A me e' piaciuto moltissimo come tutti i libri di Irène. Sono libri bellissimi, pieni di vita, di sentimento. Di questa scrittrice io ho gia' letto, oltre a questo, Suite francese, Il calore del sangue, Il vino della solitudine. A mio parere sono tutti romanzi eccezionali. La Némirovsky doveva essere una donna davvero speciale. Per cercare di capirla meglio ho anche letto il libro di sua figlia Denise Epstein "Vivere e sopravvivere" e la biografia di Irène scritta da Philipponnat e Lienhardt. Peccato davvero che la sua giovane vita sia stata interrotta cosi' precocemente.

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    anna nibba

    13/12/2011 22:06:51

    Per ora il libro di questa scrittrice che mi e' piaciuto di piu'. Elegante nello stile come al solito e con una capacita' rara di cogliere le sfaccettature psicologiche dei personaggi. Bellissimo.

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    Lady Libro

    17/11/2011 18:23:40

    E'il mio secondo libro della Nemirovsky, e ancora non riesco a darle un voto superiore al tre. Se devo essere sincera, questo libro mi è piaciuto un po'meno di "Due". La prima parte del romanzo, che parla dell'infanzia di Ada in un ghetto ucraino nei primi anni del Novecento, è scritta benissimo soprattutto quando l'autrice descrive i pogrom e i vari ceti ebrei con i loro vizi, mestieri e virtù, che popolano la storia, ma il romanzo mi ha delusa nella seconda parte, ovvero quando Ada si trasferisce a Parigi: la narrazione diventa molto affrettata, poco dettagliata anche se molto riflessiva. La storia d'amore che nasce tra Ada e Harry è poco più che accennata, e si limita a qualche pagina, senza nessuna azione di corteggiamento o particolari manifestazioni dei sentimenti reciproci, per poi passare subito ad un finale significativo ma terribilmente rapido. Probabilmente se il romanzo avesse avuto qualche pagina o dettaglio in più, lo avrei apprezzato maggiormente.

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    fabien

    13/09/2011 16:12:43

    io ho letto il romanzo sia nella traduzione italiana quanto in lingua francese. Poco ho da aggiungere agli stupendi e dovuti commenti che mi hanno preceduto. La Némirosky si supera in ogni sua opera. Sovente incanta, a volte seduce, quasi sempre ci lascia con il...'dispiacere' che il suo romanzo sia terminato.

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    maria

    04/09/2011 09:15:02

    un romanzo da comodino in tutti i sensi. Cioe' che rimane li', distante, non ti prende. Retorico e con personaggi stereotipati. Noioso e inconsistente.

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    Cassandra

    20/05/2011 21:04:43

    Ho conosciuto da poco questa autrice, ma ne sono sempre più innamorata. Questo romanzo è stupendo: ha la stessa profondità dei grandi autori russi ma anche la leggiadria e la delicatezza tipiche di un animo femminile...La trama di questo libro, rispetto a "Il vino della solitudine" (che comunque mi era piaciuto molto), è più movimentata e coinvolgente. Alcune scene (come quella del pogrom) sono davvero dei piccoli capolavori...Leggetelo.

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    mixy

    18/03/2011 19:29:04

    semplicemente meraviglioso. uno dei suoi libri migliori... lo consiglio vivamente!

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    Biagio Mastrangelo

    30/10/2010 12:19:39

    Chi conosce la Némirovsky sà che non c'è bisogno di dilungarsi: raffinato, intenso, umano! Lo consiglio.

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