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Emanuela E. Abbadessa

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2013
Pagine: 372 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817063517

Recensioni dei clienti

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    Ficodindia

    05/01/2015 20.33.24

    Io credo che Capo Scirocco sia il tipico - e raro - long seller. Con una freschezza nuova narra una storia antica, un sentimento eterno, una terra senza età. Aggiungendo a ciò una scrittura alta, non c'è da meravigliarsi del cammino che ha fatto e che ancora farà. Piuttosto c'è da attendere di poterlo vedere sul grande schermo.

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    aldebaran23

    18/07/2014 12.48.28

    Terminato CAPO SCIROCCO di Emanuela Ersilia Abbadessa con un filo di rimpianto. È un libro che risulta difficile abbandonare perché ti entra nella mente e nel cuore. Talmente coinvolgente, con le sue descrizioni accuratissime e vivaci come pennellate impressionistiche ( io adoro la fase descrittiva) e con l'espressione dei sentimenti talmente lucida e profonda che è difficile non trovarsi fianco a fianco con Rita, Luigi o Mimì e gioire e soffrire con loro. L'ambientazione e i personaggi paiono reali, i profumi i colori della Sicilia prorompono dalle pagine, fuoriescono, ti raggiungono e non se andranno facilmente. Non importa se lo stai leggendo comodamente in poltrona, sotto l'ombrellone o, come me, all'ombra del tuo albero preferito, quando Cettina arranchera' sulla salita del convento, sentirai la fatica nelle gambe. Buona lettura, sempre.

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    Lucia V

    24/06/2014 16.06.33

    E' un libro caldo, avvolgente, raffinato e prezioso. Come una stola di leggero velluto, un lenzuolo di lino ricamato a mano, un anello antico finemente cesellato. E sopratutto ricco : di ambientazioni, personaggi, profumi, suoni, passioni. Tutto ben scritto e ben descritto. Il finale è un po' cupo e amaro, ma non poteva essere diverso. Ho amato molto soprattutto i personaggi minori : Mimi , la Badessa, il papà di Anna, e Cettina. Avrei desiderato qualche particolare un più del matrimonio e dell'abito da sposa..

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    Antonio Maria

    19/11/2013 01.45.49

    Purtroppo non conoscerò mai il finale de "La sposa vermiglia" di Tea Ranno perché non ce l'ho fatta. Non l'ho finito quel romanzo: per la leziosità dello stile, l'inconsistenza dei personaggi al limite del tragicomico, la vuota supponenza dell'ambientazione e della trama. Mentre "Capo scirocco" s'è fatto leggere. E il ti incanta per l'intelligenza con cui l'autrice ti avvolge senza equivoci nelle spire di un melodramma, eppure alla fine piangi lo stesso. Credo che confrontare "La Sposa vermiglia" e "Capo scirocco" sia impossibile, chi apprezza l'uno non può amare l'altro. Occorre ammettere che possono esistere due specie di lettrici/lettori tanto diverse e inconciliabili, come a chi piace il mare verdognolo, sabbioso e basso e a chi il mare di scoglio.

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    Agata

    01/11/2013 09.03.46

    Bella l'idea originale della storia. Ma il tutto poteva essere sviluppato con più passione e forza narrativa. Deludente il finale, non per come va a finire la storia per carità! ma per come è stato scritto...male. Leggete Tea Ranno e capirete cosa intendo: magistrale la sua "Sposa vermiglia"!

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    Ro'

    03/10/2013 09.50.48

    Ben scritto. Descrizioni dei luoghi suggestive. Protagonisti insopportabili... Egoisti e inconcludenti come non mai. Io non ho sentito la folle passione dei due. A parte la differenza d'età, il loro amore è restato troppo entro i canoni della tradizione, per ritenersi scandalosamente incontrollabile e preda delle emozioni... Ho esultato quando lei è morta e la carriera di lui è stata distrutta. Per la prima volta, ho sperato per tutto il romanzo che la loro storia non avesse il lieto fine: il mio voto è 3, perché sono stata accontentata su quest'ultimo punto.

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    giovanni

    10/05/2013 18.51.31

    Libro sulla forza prorompente delle passioni che se, dapprima, ti portano repentinamente sulla soglia di un successo e una gloria inaspettati, con la stessa rapidità ti gettano a terra a strisciare sulla polvere di quella che è stata, in fondo, solo futile e passeggera vanagloria. La trama è molto coinvolgente e i personaggi assolutamente credibili. Inoltre, lo stile lineare, colto ed elegante dell'autrice, rende la lettura appassionante, lasciando il lettore (per lo meno il sottoscritto) pienamente appagato.

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    Salvo

    28/04/2013 15.54.41

    Romanzo polposo, carnale - i fumi della passione si respirano a pieni polmoni senza che troppo venga svelato all'occhio - ma anche agile, nitido e asciutto. Sin quasi dalle prime pagine, s'intravede la traiettoria di un melodramma, in cui è facile scorgere il punto di arrivo, l'esito ultimo; ma a questo impianto da fine ottocento, l'autrice imprime una sorprendente modernità nella caratterizzazione dei personaggi, brulicanti di sfumature. A ciascuno, il romanzo dispensa infatti con equanimità ridicolo e momenti di riscatto, a volte di puro eroismo. Imbevuto di musica, non solo quando ne parla direttamente ma anche per una sua intensa musicalità interna, il romanzo è fortemente visivo, tanto che al lettore di sovente accade di sentirsi addosso i panni dello spettatore. L'intenso lavorio della parola, precisa nel ritrarre ambienti, atmosfere, fiori e indumenti, e in grado di regalare immagini pregnanti e descrizioni icastiche, come nel caso della mosca intenta ad 'assaggia[re] il vetro della finestra', sembra non lasciare traccia di sé nell'amalgama fluida di periodi ben bilanciati e di dialoghi misurati. Decisamente da provare!

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    Elga

    13/03/2013 14.49.38

    un libro intrigante che coinvolge emotivamente proiettando il lettore in una sicilia di fine ottocento in un intreccio di note e passione d'amore

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    Carlo

    12/03/2013 15.37.06

    Un libro splendido che ti coinvolge e ti fa respirare odori e passioni di una Sicilia di fine '800. Musica e amore sono i fili conduttori con i quali la scrittrice tesse con grande maestria la trama del romanzo che tiene il lettore con gli occhi incollati sui preziosi e raffinati ricami di cui si fregia l'opera.

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    Edgardo

    19/02/2013 13.19.30

    Un libro per chi ama la musica, e crede che ti possa cambiare la vita. Un libro per chi vive di musica - come Luigi, come Annuzza, protagonisti della vicenda - ma riesce a farne a meno, sapendo che la vita è altrove. Un libro per chi ama la grande letteratura, e resterà folgorato dalla descrizione di una Sicilia antica eppur sempre attuale, lenta eppur dinamica, urbana e segnata dalla cultura - d'Italia, d'Europa, del mondo - luogo dell'anima, d'incontri irripetibili, di esperienze destinate a sedimentare nella memoria. Un libro per chi ama la Storia, infine, perché racconta storie grandi, potenti, avvincenti: quelle che esistono solo nella grande letteratura, o forse nella vita.

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    daniela fubiani

    31/01/2013 11.36.45

    Bellissimo romanzo, con sapore di altri tempi. Ti sembra di "sentire" la Sicilia e la musica (forse la vera protagonista del libro)penetrarti dentro.

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    Santuzzo

    25/01/2013 19.46.49

    La Musica non solo come fil rouge della vicenda ma assoluta protagonista. Il romanzo nella sua forma ottocentesca è privo di riferimenti storici se non quelli dell'ethos siciliano, dove il cerimoniale della vita di società, con i tipici momenti conviviali, vive una interminabile ed epica battaglia di ruoli. Le cerimonie degli incontri sono terreni di contesa e sotto la veste della formalità, si palesano come aspri contraddittori, per poi diluire la belligeranza e ricomporsi nel banale e formale quotidiano. Il costume è quello borghese, senza tempo e solo il succedersi della liturgia delle feste lo fa riconoscere come siciliano. Una raffinata evoluzione dei personaggi, rende appassionante la lettura. Un'umanità che, sotto i dettami di una religiosità panteista che scandisce i ritmi quotidiani, ordisce e perpetra ripicche, complotti, malaffare e vendette. Il preciso dipanarsi dell'intreccio rende non banale il tipico copione del melodramma del Lui-Lei, l'Altra. Sono precise e accurate le descrizioni degli "oggetti di scena" di cui resta difficile enumerarli tutti: vestiti, arredi, luci e dolciumi, balocchi e profumi. Una grande luce pervade ogni scena e subito viene alla mente Gesualdo Bufalino e il suo La luce e il lutto. Il Sicilianismo traspare nelle atmosfere gattopardesche, nei malesseri brancatiani e nel pirandelliano gioco delle parti. A tali scenari non possono aver contribuito solo ricordi familiari né una grande conoscenza letteraria, ma devono per forza essere frutto di un'attenta ricerca. E' questo forse il pregio del perfetto scrivere dell'Autrice, il dettaglio come elemento narrativo e non abbellimento barocco, la precisa descrizione che non diventa tediosa ma fa crescere e maturare il particolare diventando la leva che muove il teatro dei Pupi. Un teatro sempre presente. Perché Emanuela,come si dice da noi, se la scrive, se la suona, se la canta. Al lettore resta il ruolo del corista. Ed è un belissimo canto!

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    Antonia

    22/01/2013 13.45.26

    Splendido. Divorato in tre giorni (anzi, tre sere, e pure stanca dopo il lavoro). Personaggi travolgenti e una Sicilia che non si dimentica. Finalmente una storia bella, forte e semplice. Il finale mi ha fatto un po' piangere...

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    claudia

    18/01/2013 12.23.48

    Un romanzo veramente bellissimo! L'ho letto tutto d'un fiato. La storia è davvero ben scritta e architettata con maestria, i quattro personaggi principali sono perfetti e non si può non amare Donna Rita, ma la cosa sorprendente è la lingua: un italiano ricco senza essere ridondante e pieno di immagini poetiche. La musica che invade le pagine del romanzo è una parte essenziale e anche se io non sono amante dell'opera lirica non sono riuscita a non farmi travolgere. Bellissimo!

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