Collana: La memoria
Edizione: 12
Anno edizione: 1990
In commercio dal: 10 luglio 2008
Pagine: 132 p.
  • EAN: 9788838906268
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Recensioni dei clienti

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    tower73

    24/04/2009 22:26:25

    La serie del commissario De Luca è la mia preferita tra tutti i libri scritti da Lucarelli, leggetela!!!!!!

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    Teodolfo Gallucci

    09/04/2008 12:58:25

    Un breve ed avvincente romanzo storico–polizieso, ambientato nell’Italia del ventennio fascista, facente parte della trilogia che ha per protagonista il giovane e scrupoloso commissario De Luca, oggi in servizio presso la repubblica di Salò e con un premiato passato nella famigerata polizia segreta MUTI. E’ appassionato del suo lavoro, al punto da non aver considerato sin qui (aprile 1945) gli inevitabili compromessi alla base della sua carriera. Ed ancora adesso, nel disastro degli ultimi giorni del Regime s'accanisce a scoprire l'assassino di un bell'uomo che piaceva a tutti. Sullo sfondo, i personaggi delineano con lucidità l’Italia martoriata dagli anni di guerra e di dittatura.

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    iudinik

    08/01/2008 21:41:21

    Anche nella sinteticità di questo racconto, risulta evidente la maestria di Lucarelli nel giallo storico. Come prima opera, fornisce già un'idea dello spessore dell'autore. E' sorprendente la velocità con cui l'autore porta il lettore ad immeggersi nella realtà in cui si svolge la trama e rende familiari due personaggi ben riusciti come De Luca e Pugliese.

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    riccardo

    22/10/2007 00:24:58

    Molto molto bello. Unica la figura di De Luca, controverso commissario che ha fatto parte della brigata muti, composta da torturatori fascisti. Un personaggio affascinante

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    domenico

    19/06/2007 12:29:49

    Bellissimo giallo a sfondo storico. Quando non sconfina nello splatter Lucarelli e' insuperabile, anche in piccole perle tascabili come questa. Vi spingera' a seguirlo in altre opere...

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    Giuliopez

    03/07/2006 16:50:57

    Il mio esordio con Lucarelli non poteva che partire dal suo primo romanzo. Il libro è un giallo splendido nella sua sinteticità. Lucarelli ci porta ad un periodo storico delicato, dove la giustizia è difficile... Il commissario De Luca mi sembra un gran personaggio; leggerò gli altri due romanzi che lo riguardano e sicuramente anche altre opere dello scrittore bolognese.

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    roberto cocchis

    30/08/2005 15:42:07

    Non si può dire un esordio folgorante, ma è un libro di buon livello, opera di un onesto artigiano che scrive con cognizione di causa. Non originalissima la trama, un po' stereotipati alcuni personaggi, ma il ritmo resta vivo dalla prima all'ultima pagina e non ci sono cadute di tono.

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    sat

    14/10/2004 11:29:13

    mi piacciono i rimanzi storici di Lucarelli. Questo, che è quello del suo esordio, non è tra i miei preferiti. La trama è fragile fragile. Ma tutto il resto è godibile.

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    Massimo

    20/03/2003 14:55:34

    L'ho letto tutto d'un fiato e l'ho trovato veramente interessante e coinvolgente. Ho letto gia altri libri di Lucarelli, è sicuramente uno dei miei scrittori preferiti, ma ora voglio leggerli proprio tutti, a partire dalla trilogia sul commissario De Luca! Complimenti Carlo!!!

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    Andrea

    06/09/2002 15:15:04

    Un bel giallo, curato e intelligente, ambientato negli ultimi anni del fascismo. E' difficile scrivere con semplicita' e Carlo Lucarelli ci riesce bene. Complimenti.

Vedi tutte le 10 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

LUCARELLI, CARLO, Via delle Oche

LUCARELLI, CARLO, L'estate torbida

LUCARELLI, CARLO, Carta bianca
scheda De Federicis, L., L'Indice 1996, n.11

Di Carlo Lucarelli sono usciti in sei anni nove titoli. Brevi romanzi che raccontano misteri e trame delittuose. Alcuni sono estravaganti, come l'insolito "Guernica" (Minotauro, 1996), avventura nella Spagna del 1937; uno, sull'Italia degli anni trenta, è un Giallo Mondadori ormai introvabile, "Indagine non autorizzata" (1993, con intervista a cura di Lia Volpatti); tre formano la serie che ha per protagonista il commissario De Luca. Fra i narratori con ambizioni letterarie della sua generazione Lucarelli, nato a Parma nel 1960, è l'unico che abbia scelto di investire il proprio notevole talento nel genere codificato del romanzo poliziesco. E rispetto ai grandi autori italiani, da Gadda a Sciascia, che hanno utilizzato i meccanismi dell'inchiesta ma per far altro, Lucarelli si distingue perché dentro il genere vuole starci. Il suo è un poliziesco storico. Il periodo che lo interessa è quello del fascismo, specie alla fine, nel torbido passaggio dalla guerra civile alla ricostruzione. Di libro in libro, il commissario De Luca acquista uno sfondo e una carriera. Ha vinto il concorso nel 1928; è stato il più giovane commissario della polizia italiana, con tessera del Partito (è normale); e con tessera inoltre durante Salò, e nella squadra politica della Muti. In "Carta bianca", aprile 1945, nonostante il disastro degli ultimi giorni De Luca s'accanisce a scoprire l'assassino di un bell'uomo che piaceva a tutti (pugnalato al cuore e all'inguine). Ma infine scappa, verso il Nord, saltando in fretta su un'automobile. Qualche mese dopo, in "L'estate torbida", lo ritroviamo fuggiasco per i paesi della Romagna, sotto falso nome; ma è riconosciuto, costretto a indagare su un caso di strage; e in conclusione eccolo con le manette ai polsi spinto dai carabinieri. In "Via delle Oche", terzo episodio, è il 1948, a Bologna. Fra aprile e luglio - con le elezioni, l'attentato a Togliatti, e Bartali maglia gialla - De Luca, che è stato declassato a vice commissario della Buoncostume, seguendo la cattiva stella di investigatore per passione, e muovendosi da un bordello all'altro, scopre la pasticciata ragion di stato nascosta dietro tre delitti. Peggio per lui .Il libro termina lasciandolo seduto su un divanetto, mentre aspetta che il questore lo chiami per avviarlo a non si sa quale destino. La frase preferita (e la giustificazione) di De Luca è "Sono un poliziotto". Invece Lucarelli ha spiegato che lo attira quanto c'è di ambiguo nella figura del poliziotto, "strumento della verità" e "strumento del potere". Può dar fastidio, in Lucarelli, una certa propensione a uscire dalle vecchie mitologie per entrar subito nelle nuove, da cui viene il tipo del fascista innocente. A compenso, vale la sua capacità di creare un universo romanzesco, che coincide con il momento storico osservato però dal basso, là dove poliziotti e assassini stanno insieme, e più delle idee spiccano i corpi. Lucarelli è visivo (come tutti gli scrittori che frequentano anche fumetti e video) e selettivo. Costruisce mentalità e personaggi insistendo su due o tre particolari opportunamente ingranditi. Un vestito a fiori o una ciabatta, o l'occhiata, il gesto, stringersi nelle spalle, mordersi il labbro.