Recensioni Cartoline dai morti

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    04/02/2017 19:24:21

    Tra i molti emuli e derivati dell'inarrivato ''Personaggi precari'' di Vanni Santoni, probabilmente il più riuscito.

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    15/04/2012 13:27:43

    L'altra faccia della vita. Molto bello.

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    14/12/2011 14:23:06

    Un libro che descrive tanti morti fisiche, che rimanda ad uno spazio indefinito. Sguardo originale ma non bizzarro sull'ultimo momento della vita. Spiazzante. Ragguardevole.

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    08/02/2011 17:32:40

    Voglio essere breve, anzi lapidario, come piacerebbe all'autore. Allora uso un acrostico fatto col suo nome e cognome, che contiene altrettanti aggettivi: Franco Raro Amaro Nuovo Corrosivo Originale Acido Rarefatto Mortale Incredibile Notturno Incisivo Obbligatorio SR

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    23/12/2010 18:16:57

    Riletto. leggetelo tutti è scabro ed essenziale ma necessario.

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    14/12/2010 20:38:16

    15 minuti per leggerlo, tutta la vita per pensarci su. Libro molto bello ed ispirato.

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    28/11/2010 09:07:58

    La scrittura sul confine vita-morte di Franco Arminio ha il dono icastico e spiazzante equiparabile solo alla forza di Albert Caraco , lo scrittore e filosofo francese autore del libro "Post-mortem" .

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    25/11/2010 13:19:04

    128 racconti brevissimi, talvolta costituiti da una sola frase, con la particolarità che si immaginano dettati in prima persona da uomini e donne defunti, in una sorte di Spoon River in prosa. L'orizzonte pare essere solo quello angosciante, definitivo, della morte come soluzione di tutto: solitudine, dimenticanza, disperazione e indifferenza. Fine senza riscatto. Nella nota conclusiva l'autore afferma:" Allora puoi scrivere intorno a questa cosa che forse regge tutto, intorno a questo niente che sorregge e corrode ogni cosa". E in effetti, la presenza della fine incombe quasi terrorizzante in tutte queste "cartoline" scritte da un cimitero che si immagina paesano e campano: terrorizzante perché spesso inaspettata e improvvisa ("Basta una distrazione piccolissima: sono caduto dalle scale perché stavo pensando a che tipo di dentifricio mi dovevo comprare"). Si muore senza poterlo prevedere: a scuola, in macchina, davanti alla tv, sul balcone, mangiando un mandarino, durante le analisi in ospedale. Si muore uccisi o suicidi, per una malattia non diagnosticata, per un tumore covato a lungo:bambini o centenari, in paese o all'estero, soli o durante una processione religiosa, falliti o vincenti. Alcuni nell'indifferenza totale dei familiari, altri nella disperazione di chi è vicino. In certe persone sopravviene una ribellione velleitaria e inutile, in altre appare una rassegnata accettazione o un umorismo sprezzante. Talvolta quello che rimane al momento del trapasso è un'immagine di dolcezza, di nostalgico lascito della vita: un fiore, il profumo del caffè, la luce sul comodino. Ma più spesso, a vincere è una rappresentazione desolata di totale insignificanza della vita e della morte:"Prima di me erano già morte ottanta miliardi di persone", "Non c'è neanche il niente, almeno così mi pare." Un libro che è un piccolo trattato filosofico, disperante. Perché : "I morti non ti pensano, non ti mandano nessuna cartolina".

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    15/11/2010 10:36:55

    Grandioso. Folgorante. La cosa migliore che ho letto di Arminio.

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