La casa ai confini del tempo - Ilaria Vitali - copertina

La casa ai confini del tempo

Ilaria Vitali

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Editore: 0111edizioni
Collana: LaBianca
Anno edizione: 2012
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788863074604

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Una casa che ondeggia sul Grande Fiume e un'estate che oscilla tra l'infanzia e l'adolescenza. Zoe, undici anni e due genitori separati, ascolta il linguaggio segreto delle cose e cerca di interpretarlo. Da un po' di tempo ha l'impressione che il mondo le stia inviando messaggi in bottiglia. È sicura che la realtà voglia metterla all'erta: qualcosa sta per succedere. Ma cosa? Per scoprirlo, Zoe sarà costretta a confrontarsi con il mondo degli adulti e a riportare alla luce un passato oscuro sommerso dall'acqua del fiume. Una storia sul "diventare grandi" che fa sorridere e commuovere insieme.
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    Poetico e bello

    02/01/2013 17:18:42

    Zoe è una bambina di 11 anni che racconta quello che gli succede intorno e soprattutto esprime i propri pensieri ed emozioni. Devo dire che l'autrice è stata molto brava a immedesimarsi in Zoe, perché il linguaggio, il comportamento e i pensieri rispecchiano fedelmente una bambina di quella età. Quello che mi ha particolarmente colpito del libro è lo stile che molto spesso è poetico, le parole scivolano via una dietro l'altra e non puoi fare a meno di immedesimarti nella protagonista; a tratti il libro è davvero commuovente. La storia è simpatica, lineare, interessante e genuina; anche il finale non delude le aspettative. Tutto ruota intorno a Zoe, ma anche gli altri personaggi, ognuno con la sua caratteristica, sono ben congeniati. Non ho trovato neanche un refuso.

  In un'altra epoca, lontana nel tempo eppure vicina nell'immaginazione, ci fu una ragazzina bionda di nome Alice, mollemente adagiata sull'erba. Nelle spire dell'indolenza, venne a farle visita un coniglio bianco: la bambina, di nuovo vispa, seguì subito l'affaccendato animale precipitando con lui in un universo di gatti sorridenti e cappellai matti. Ai nostri giorni, invece, indaffarati tanto quanto il "bianconiglio" ma alieni dalla spensieratezza, incontriamo un'altra ragazzina: si chiama Zoe, ha undici anni, e dopo la separazione dei genitori è andata a vivere con la mamma nella "casa-treno" dei nonni, una grande dimora colonica costruita nel mezzo della Pianura padana. Zoe non ha nessun animale da seguire, ma ha comunque il suo bel daffare: sono le cose ad impensierirla, lanciandole messaggi tramite un vaso rotto o un gradino improvvisamente scomparso. Siamo nell'estate del 1992, in cui si parla già dell'Europa unita: la nostra moderna Alice si allena ogni giorno nella verticale, appassionandosi alle esistenze fumose di musicisti jazz resi immortali da morti precoci. Ad un passo dai suoi pensieri intrecciati, in bilico sull'orlo di un'età confusa, si muovono personaggi usciti da un film in bianco e nero: la compagnia di zingari, le anziane sorelle della nonna, la cugina più grande e il compagno fidato di tante scorribande. Ma tutto, in Zoe, ruota attorno ad un'unica domanda: che cosa stanno cercando di dirle gli oggetti, nel loro continuo mutare ora dopo ora? Perché Zoe sente, più che sapere, che un segreto si nasconde dietro l'apparente causalità degli eventi: basterebbe solo riuscire a decifrare il loro tortuoso linguaggio impastato di silenzio e amore. È partendo da questa perpetua ricerca che Ilaria Vitali, traduttrice ed esperta di letteratura francese, imbastisce il suo secondo libro dopo A sua completa traduzione: pubblicato, come il primo, dalla 0111 Edizioni, La casa ai confini del tempo è un lungo racconto di formazione ambientato nella più liscia e monotona zona d'Italia. Colpisce, in questa storia così discretamente normale, il tono lieve e profondo della voce narrante: abbiamo una famiglia disgregata, un'anima fragile colta nel delicato passaggio tra infanzia e adolescenza, la curiosità verso il mondo che attende oltre le rassicuranti mura domestiche, eppure non si è mai abbagliati dai lampi violenti della compassione grazie alla piccola Zoe, che possiede quel tanto di discernimento e irrazionalità a renderla credibile. Sono sempre suoi gli occhi che costituiscono la nostra unica e preziosa guida, a cui nulla, di visibile e invisibile, sfugge: l'autrice ha il grande merito di essere riuscita a narrare un terremoto quasi fosse una piccola scossa, mai dimenticando di possedere il cuore e la statura di un'undicenne. Troveremo anche qui, alla fine, un nodo irrisolto e forse irrisolvibile dietro la curva della quotidianità: ma non sarà la sua scoperta a tingere di nero questa storia, a far cambiare un registro sempre teso ad un'atmosfera magica e terribile insieme, intrisa di fiabe e leggende popolari. La casa ai confini del tempo, nella sua capacità di descrivere una realtà problematica attraverso lo sguardo incontaminato di una bambina, nella profonda conoscenza dei sottili meccanismi psicologici che regolano memoria e oblio, troverà davanti a sé un eterogeneo pubblico di lettori. Non sarà mai troppo tardi, infatti, per affrontare i timori dei più piccoli, o per ricordarci di esserlo stati, tanto tempo fa, come nelle favole.   Caterina Morgantini    
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