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Georges Simenon

Traduttore: G. Cantoni De Rossi
Editore: Adelphi
Edizione: 8
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 138 p. , Brossura
  • EAN: 9788845912672

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    claudio

    22/11/2016 20.38.35

    Non è in veste ufficiale questa volta Maigret. Si trova al confine con il Belgio, in un paese sulla Mosa dove stazionano diverse chiatte ferme per l'acqua alta. E' stato probabilmente commesso un omicidio e lui è lì invitato dalla famiglia che tutto il paese ritiene responsabile dell'omicidio. Piove continuamente e Maigret continua a girare, ad osservare, a cercare di capire. E, infine ci riesce, prima di tornarsene a Parigi.

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    Cristiano Cant

    19/08/2016 09.40.49

    Anche l'impunità conosce le sue Assise, le sue pronunce, luci di giustizia tardiva, pigre ma inesorabili, in grado di rimuovere dall'oblio più robusto le croste di una colpa che resiste. Nessuna legge del poliziesco, nessuna logica o intuito possono tenergli testa, poiché la loro linfa è nel segreto della natura umana, del destino stesso, qualcosa come una voce superiore che, da tratte inspiegabili, infine le avvera e le scolpisce oltre i recinti di un codice o di una norma. E' quello che succede in questo romanzo, meraviglioso quadro di provincia ai limiti di una perfezione strepitosa. Aver incrociato in un Agosto afoso pagine di un Gennaio cruento, ventosissimo, è già poesia che risolve ogni conflitto. Quelle taverne scontrose, sinistre, dove una rissa al giorno è come pane obbligatorio; un fiume inagibile, un paese sospeso fra sguardi, gelosie e diffidenze, imposte dietro cui si spia, voci contro voci come in odio senza ritorno..."Erano le tre del pomeriggio e cominciava già a fare buio". Questo lo scenario che incontra Maigret, che in questa storia muove i suoi passi da ospite, da spettatore, un comprimario lucido e passivo insieme, non avendo egli competenza territoriale sul caso. Ma a un certo punto dirà una frase che è come un verdetto splendido nel corso della trama, e che vale benissimo per ogni giallo, in definitiva: "E' pericolosissimo voler dedurre ad ogni costo". C'è ogni piega del mistero in queste parole, l'annuncio di una Nemesi cullata dal tempo che non mancherà di fare la sua parte. "Era proprio bello l'amore con le sue giacche di cattivo taglio e i suoi occhi da miope". Una verità umana come sequestrata da silenzi pazzeschi, una casa il cui respiro conserva in sé qualcosa di malefico. Quadro narrativo straordinario, davvero un capolavoro.

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    luca Bidoli

    26/12/2015 19.03.57

    Uno dei più intensi e magnifici romanzi del ciclo delle inchieste di Maigret, un caso esemplare, dove ciò che conta non è tanto punire il colpevole, che, non verrà punito, per motivi che il lettore andrà a scoprire, una punizione del resto non necessaria, non richiesta, non voluta...con descrizioni magnifiche di un mondo di confine, di doganieri, chiatte, battelli, contrabbando, le inevitabili contrapposizioni e gelosie tra due fiamminghi, belgi, francesi...un microcosmo reso con ineguagliabile perfezione. Un autentico capolavoro. Grazie, Simenon, e grazie anche alla Adelphi che ci ripropone tutto di questo grande scrittore del Novecento.

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    gl

    25/10/2006 13.50.28

    Sono appassionato di Simenon e di Maigret in particolare. Qui non ho trovato la miglior storia del commissario, anche se l'ambientazione è splendida come sempre. La storia è un pò zoppa alla fine, come se il commissario esitasse nel portarla a completamento; schematico e abbastanza ovvio anche il tratteggio psicologico dei personaggi. Altrove le storie di Maigret hanno più spessore e l'indagine coinvolge di più.

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