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Yasunari Kawabata

Editore: Mondadori
Edizione: 5
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 168 p.
  • EAN: 9788804496106

Recensioni dei clienti

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    daniela luna

    05/10/2016 14.20.26

    è il finale che dà il senso a tutto il romanzo: queste ragazze rischiano la vita per essere oggetto seduttivo di anziani clienti ( e loro stessi rischiano una morte che verrà camuffata ). Ho pensato che sia molto più grave questo tipo di sfruttamento della prostituzione piuttosto di quello più classico dove con i clienti la donna è perfettamente cosciente di quanto avviene. Chi tiene in piedi il bordello è gente senza scrupoli, che inganna persone forse ingenue, facendo credere "che non accade nulla", mentre invece le ragazzine sono gravemente violate nella loro intimità e rischiano la morte non solo con la droga che viene data ma anche per mano dei clienti stessi. Un libro che non si dimentica ( e spero che questo tipo di bordello non esisita nella realtà).

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    patrizia balit

    12/10/2015 09.00.02

    Racconto in bilico tra la quasi-vita e la quasi-morte. Il limbo. Funereo e violento, appassionato e definitivo. Coraggioso percorso nelle sensazioni di un anziano signore che in una misteriosa e isolata casa di appuntamenti trascorre lunghe notti con bellissime giovani vergini, profondamente addormentate al proprio fianco. Con un flusso incessante di ricordi legati a precedenti donne amate, che vengono rievocate con una pungente e precisa memoria sensoriale. Bello ma ghiacciato.

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    Gianluca

    13/11/2014 18.10.09

    Questa opera è una delle poche che regga il confronto con i capolavori di Tanizaki, pur avendo uno stile - ovviamente - molto diverso. Ed è anche quella che mi ha pacificato con Kawabata che, fino alla lettura di questo libro, non avevo apprezzato granché. Ci si deve abbandonare al flusso dei ricordi, anche quelli più lancinanti, e alla malinconia del tempo che passa, allora questo breve romanzo saprà toccare il cuore del lettore con la sua struggente sincerità, avvolgendolo con la sua atmosfera fiabesca e disincantata al tempo stesso. Un piccolo-grande miracolo.

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    BARBARA BETTELLI

    28/05/2014 18.22.25

    In una casa gestita da una signora che passa tutta la giornata a fare del the, ci sono delle giovani ragazze che vengono sedate e messe a dormire nude. Gli anziani a cui non funziona più nulla possono passare la notte con loro a guardarle e stoccazzarle ricordando i bei tempi andati. Fine della storia. Devo riconoscergli un buon effetto soporifero perché bastano 2 righe x farsi venire una piomba che neanche lo xanax. Esaltato dalla critica intelligente come libro erotico. Ma dove? Cioè veramente c'è qualcuno che si eccita leggendo di vecchi decrepiti che sbavezzano su ragazzine incapaci di intendere e di volere? penso seriamente che l'erotismo sia tutta un'altra faccenda. Non ci ho trovato nulla di vagamente interessante e neanche l'oriente che mi aspettavo. Voto 4

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    betty

    23/01/2014 13.22.31

    Non ho apprezzato il libro...non ho trovato la poesia che mi ero immaginata! Originale solo l'idea della casa delle belle addormentate ma l'ho letto con difficoltà e non vedevo l'ora di finirlo! probabilmente non è un libro per me....

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    francesco pancanti

    07/06/2013 03.05.42

    Non frequentando salotti intellettuali ho a disposizione, sopratutto ora che è ferma per un'operazione, mia madre, alla quale raccontare, come in questo caso, le mie letture e leggendo molto (ma non troppo) non posso sempre parlare di cosa leggo; comunque in questo caso, mia madre, ascoltato il soggetto ha storto la bocca. Personalmente, dopo questa breve divagazione, trovo che sia un libro da leggere anche se molto simile a "Memoria delle mie puttane tristi" di Marquez. Seppure sono tristi certe sue riflessioni sulla vita e il tema della madre alla fine non è ben sviluppato e ben chiaro e a volte si ripeta questo libro ha un notevole fascino, è scritto con leggerezza e le sue descrizioni sulle ragazze sono notevolmente cariche di erotismo raffinato...; la ricerca dell'accettazione della propria senilità fa riflettere sulla contrapposizione fra il mondo moderno, frenetico e chiassoso e la calma, il rumore del mare, delle onde del vento cioè il suo mondo, del vecchio Eguchi (il protagonista al quale viene suggerita la casa, dove dormono splendide vergini nude, addormentate da chissà quale droga) quello nel quale entriamo pagina dopo pagina: un calarsi nella psiche in un misto di evocazioni di ricordi lontani, struggenti malinconie, sprazzi di prepotente desiderio e vitalità fisica ed insonnia. Non so a che età l'abbia scritto se cioè già vecchio ma impressiona la morbidezza del protagonista nell'osservare le ragazze, con le quali, (forse a colmare un vuoto della vecchiaia, l'impotenza) non fa che sognare, riflettere e dormire. Sicuramente che le ragazze debbano dormire è una scelta precauzionale, come mezzo di resistenza alla azioni istintive dei clienti, sia per creare l'illusione della giovinezza. Inoltre, il fatto stesso che le ragazze siano addormentate e si lascino avvicinare senza resistenza, infonde in quei corpi impotenti una profonda serenità perché non vi sono occhi che possono guardare la loro decadenza.

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    Adriana

    24/11/2012 09.17.56

    Non ci ho trovato proprio niente di evocativo e affascinante. Per quelli delusi dal finale mi pare invece sia perfettamente in linea con il resto: insignificante.

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    elda

    21/06/2011 13.30.46

    Mi ha lasciato un po' perplessa la conclusione, ma ho apprezzato la genialità dell'autore e la sua scrittura lieve, elegante, raffinata.

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    luis

    09/04/2009 08.44.16

    non sono riuscito ad apprezzarne la (presunta) poesia...

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    Daniela

    02/10/2007 11.52.24

    Sinceramente nn mi è piaciuto, mi aspettavo di più dalla trama, è lento e triste. Non so se provare a leggere qualche altro libro dello stesso autore, cosa mi consigliate?

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    anna

    28/08/2007 22.53.04

    Un libro triste che rivela i lati tetri della vita..tutto appare bello,semplice,perfetto..ma allo stesso tempo..'dal sentiero dell'illuminazione il vecchio viene bruscamente richiamato alla sconvolgente logica dell'organizzazione umana.' Da leggere

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    marta scattoni

    07/02/2007 21.16.50

    Il semplice contatto con giovani membra di graziose mercenarie narcotizzate permette all’attempato Eguchi di riflettere sulla propria condizione presente e sulla propria capacità di accettazione della senilità e del declino fisico: sotto le lenzuola, in questo bordello ‘sui generis’, è un misto di evocazione di ricordi lontani, struggente malinconia, sprazzi di prepotente desiderio e vitalità fisica ed insonnia accompagnata a volte dal suono del vento e dal suo muovere mare e rami di alberi o solo dal più assoluto e sprofondante silenzio. Intenso il senso di vuoto che si prova leggendo di Educhi che nella sua solitudine spirituale, nel pieno della notte, vicino al corpo nudo, tiepido e profumato di qualche bella e giovanissima addormentata, pensa alla solitudine della propria anziana moglie, lasciata sola a casa. Molto bello anche il racconto surreale “Il Braccio”, contenuto in questo volume insieme a “Uccelli e altri animali”, tutto giocato sull’ incontro – non incontro sentimentale e sull’attrazione di due giovani (ragazzo e ragazza): è uno scritto sottilmente ed allusivamente erotico ed anche molto malinconico dove il concetto ed il fatto materiale dell’ unione tra due individui viene espresso tramite il regalo del proprio braccio, per una notte, da parte della ragazza e dal fatto che il ragazzo sostituisca il proprio braccio con quello della giovane, provandone prima piacere poi spavento. In certo qual modo in entrambi gli scritti domina un’atmosfera notturna, riflessiva ed onirica.

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    mari

    04/04/2006 18.15.16

    In quest’opera viene affrontato, con profondità e commozione, il tema della fugacità della vita che avvicina due mondi, quello della giovinezza e della senilità. Eguchi, un sessantasettenne, su suggerimento di un amico visita la casa delle belle addormentate. Alla locanda segreta viene messo a disposizione un inconsueto servizio per gli uomini di una certa età: riposare tutta la notte con ragazze profondamente addormentate. Eguchi che è ancora sessualmente attivo, spinto da semplice curiosità, vuole sperimentare ciò che gli accadrà con il sopraggiungere della vecchiaia. Ma dopo la prima visita ne seguono altre, ormai preda delle forti sensazioni scatenate dai ricordi che quei corpi suscitano in lui. Un viaggio nei meandri della psiche. Forte è la contrapposizione tra corpi vivi ma assopiti e corpi avvizziti ma svegli. La scelta di mettere a disposizione ragazze vergini è dettata da una ragione sia precauzionale, come mezzo di resistenza alla azioni istintive dei clienti, sia per creare l’illusione della giovinezza. Inoltre, il fatto stesso che le ragazze siano addormentate e si lascino avvicinare senza resistenza, infonde in quei corpi impotenti una profonda serenità perché non vi sono occhi che possono guardare la loro decadenza. Dormire, morire, sognare, ricordare…singolare il loro accostamento. Suggestivi i richiami alle forze naturali (pioggia, il rumore delle onde…) che si contrappongono alla quiete della stanza dalle tende rosse di velluto. Scrittura lineare e delicata. Si legge piacevolmente. Molto bello!!!

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    juliet

    06/03/2006 17.17.18

    bello bello bello...si è vero,da confrontare con l'ultimo di marquez con il quale gabriel ha voluto rendere omaggio allo scrittore giapponese.

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    Ginevrina

    15/12/2005 17.56.24

    Sicuramente dirò un'eresia ma a me questo libro non è piaciuto, o almeno ha deluso le mie aspettative. Simile per molti aspetti all'ultimo libro di Marquez, anche se ho trovato quest'ultimo molto più scorrevole e affascinante. Dal testo di Kawabata sgorga una profonda solitudine: i personaggi, belli o brutti che siano, sono principalmente soli. Ma le descrizioni divengono man mano sempre più pesanti e non è difficile perdere il filo del sentimento che percorre l'animo dei protagonisti. Talvolta nella lettura mi è venuto il dubbio che solo l'autore capisse le sue parole. Comunque non mi permetto di affermare che Kawabata sia uno scrittore scadente o il libro sia brutto. Solo che i libri sono un qualcosa che vive e come ogni forma pulsante possono entrare in sintonia con un altro essere pulsante o esserne respinti subito. Io e questo libro non ci siamo capiti fin dall'inizio.

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    giancarlo

    06/11/2005 14.25.49

    Un libro molto bello e speciale per le persone che amano sognare. Come un fiore profumato e raro ci offre a noi lettori la possibilità di percepirne la sua fragranza e di sognare ad occhi aperti. Tenero e struggente riesce a catturare i nostri pensieri che spesso nella fretta della nostra quotidianità si perdono nella noia più assoluta. Sognare e riflettere su quello che ci dona la vita è dovuto e questo libro ci apre i nostri cuori. Da leggere assolutamente!!!

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    Roberto

    03/09/2005 12.59.31

    I commenti degli altri lettori dicono già a sufficienza. Un'opera evocativa, una lettura che non termina con l'ultima pagina. Da confrontare con l'ultimo libro di Marquez.

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    Akmeno

    02/08/2005 18.06.10

    Doloroso, riflessivo, vero, a tratti spietato. Da leggere e rileggere lungo la vita, per comprenderne lati oscuri che si chiarificano invecchiando.

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    Nunzio Scalercio

    09/02/2005 22.32.50

    Un racconto delicato e introspettivo veramente bello. Il presupposto è intrigante e Kawabata non è mai morboso. Dopo poche righe, siamo noi stessi il vecchio Eguchi e, foglio dopo foglio, al ritmato frantumarsi delle onde sugli scogli oceanici, clienti noi stessi della casa delle belle addormentate. Dormire, morire, sognare forse...

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    Narau

    28/12/2003 06.49.00

    Tanto bello quanto triste. Lucida eppure mai velata di facili patetismi descrizione della vecchiaia, dei rimpianti e delle amare riflessioni che essa porta con sè, contrapposta al fulgore e alla vibrante bellezza, tuttavia non priva di sofferenza, della giovinezza. Interessanti anche gli altri due racconti "minori" contenuti nel volume, in cui tornano i temi cari all'autore.

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