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Ian Rankin

Traduttore: A. Rusconi
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2005
Pagine: 468 p. , Brossura
  • EAN: 9788830421783
Usato su Libraccio.it € 9,45

Recensioni dei clienti

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    cantarstorie

    13/10/2016 11.46.07

    Un John Rebus questa volta in "cattività", tra enigmi e problemi intecciati... ma Rankin è il consueto abile narratore, e ciò che accede non complica, anzi esalta il disegno d'insieme. Nemmeno questa volta l'autore delude. Sempre e ancora da non perdere.

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    paolo

    21/06/2016 08.54.57

    Buon poliziesco intricato quanto basta e con una moltitudine di protagonisti che arricchiscono la vicenda.Buono anche il finale che lascia l'amaro in bocca.Infatti la conclusione e'tragica nel suo svolgimento anche se in linea con l'evolversi della vicenda.

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    nanni

    20/06/2014 11.12.03

    Una storia confusa, con scenari che mi sembrano poco realistici. Un'indagine che si snoda in modo abbastanza piatto. A me non è piaciuto, pur volendo apprezzare una certa aderenza alla realtà dove spesso non vi sono prove di sicura affidabilità e gli investigatori devono avanzare ipotesi con molte incertezze. Ho avuto difficoltà a continuare a leggerlo, meglio la parte finale.

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    superga

    20/09/2006 19.12.25

    è stato il primo libro di ian rankin e devo dire che sono rimasto colpito dalla facilità con cui riesce a seguire due enigmi contemporaneamente. Si vede il grande studio dietro la storia che non è cosa comune per i giallisti di moda in questi tempi. tra l'altro l'edizione economica a 5euro è un regalo da non farsi sfuggire a mio parere.g

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    Ale

    17/09/2006 00.39.49

    Lungo e privo di colpi di scena o invenzioni simili, eppure scorre che è una meraviglia, ed è scritto molto bene. Sarà che sono stata recentemente ad Edimburgo e ritrovare la città sulle pagine del libro è stato molto piacevole. Molto meglio dei soliti trhiller improbabili. Leggerò presto altri libri di Rankin.

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    Nicoletta

    17/03/2006 12.19.22

    Il solito ottimo Rankin... da leggere per gli appassionati del genere...

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    serbet

    21/11/2005 19.06.23

    è il secondo libro che leggo di Rankin e confermo il mio commento sul primo (dietro la nebbia) cioè che è scritto molto bene. Si racconta un caso "realisticamente" descritto non un film di avventura, poi può non piacere ma dire che non succede niente mi pare riduttivo. E' bello lungo ma non ho trovato quelle digressioni solo per far volume e che c'entrano poco con la storia; la trama può essere lenta ma ha una sua armonia e non è mai falsa. Lo consiglio caldamente a chi piace l'ambiente english, anzi scottish, e ama scrittori quali Elizabeth George, la James o Minette. Poichè le vicende personali dell'ispettore Rebus si evolvono, consiglio di cominciare a leggere Rankin in ordine di pubblicazione e non come farò io, risalendo alle origini dopo aver scoperto questo scrittore.

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    serbet

    20/11/2005 09.47.14

    Non di quelli dove "succede qualcosa" ad ogni pagina ma d'altronde credo molto più vicino alla realtè di un'indagine. Rankin mi ricorda più la George o P.D. James e c'è il tentativo di andare oltre la banale descrizione di un caso poliziesco. l'ispettore Rebus entra nella galleria degli ispettori ben connotati da una sua vita ed una sua personalità.D'altronde la sua Edimburgo credo sia molto più vera della Roma di Brown ed il clima per chi c'è stato ma anche per chi non c'è stato è suggestivamente reale. Nel mare magnum di libri e di romanzetti scritti in una settimana dare un voto basso a Rankin è un'eresia Farei solo una critica al linguaggio del simpatico ispettore Rebus e colleghi, che parlano in modo troppo forzatemente da copione scritto più che come credo nella realtà. Però può darsi che questo continuo sarcasmo sia tipico degli scozzesi e quindi va bene così anche se è un po' fastidioso alla lunga.

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    yby

    02/08/2005 23.09.47

    Mia sorella ha letto il libro prima di me ed oggi, quando a me mancavano meno di cento pagine alla fine, mi ha chiesto a che punto fossi con la storia; risposta: "... sono arrivato al momento in cui Rebus ... mmmm ... non lo so!". Questo è libro: una bella storia (in teoria) ma che non ha di avvincente che le ultime 50 pagine! Il resto (400 pagine!) è il continuo susseguirsi della descrizione dell'indagine che non porta mai a sviluppi, che non avvince e che, in generale, risulta piatta e poco interessante. Solo alla fine si riesce a fare luce sulla vicenda e solo alla fine si legge volentieri. Peccato perchè l'idea alla base, come espresso da chi ha scritto i propri commenti prima di me, è reale e decisamente carina...

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    MENCUCCI MAURO

    11/05/2005 13.48.00

    E' stato gradevole riassoporare le atmosfere noir del giallo classico chandleriano. Rebus, il personaggio di Rankin, è reale, tetragono e profondamente umano, seppure sotto la coriacea scorza cinica, ironica e sprezzante tipica degli "sbirri", quelli buoni, naturalmente. Il romanzo si legge bene e i ritmi sono equilibrati e quindi incalzanti. Non può non piacere, se non a chi disprezza a priori il genere.

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    giuseppe cunsolo

    21/01/2005 21.28.52

    A volte nei libri, per ironia della sorte, si trova una parte di verità che è difficile negare o confutare. Il libro si legge con una sana frenesia; non si capisce dove termina la fantasia ed inizia la verità ... si rimane del dubbio che, una storia del genere, domani, potrebbe apparire sulle prime pagine dei giornali

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