Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2002
Pagine: 132 p., ill.
  • EAN: 9788806162405
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    denis

    16/09/2004 15:46:21

    un libro romanzo/documento scritto bene. Cosa al giorno d'oggi non da poco.

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È il 18 febbraio 1970 quando Frankie Koehler dopo un diverbio uccide a sangue freddo due uomini. Nonostante la polizia si metta immediatamente sulle sue tracce, Koehler riesce a fuggire: non sarà più individuato fino a che, ventisette anni dopo, Andy Rosenzweig, detective della polizia di New York alle soglie della pensione e amico di una delle vittime, decide di riaprire le indagini. Un caso "freddo", dimenticato, vecchio di quasi trent'anni, una pista lasciata cadere, un assassino in libertà, un poliziotto inflessibile deciso a riaprire le indagini: sembrano gli ingredienti di un romanzo giallo. Tuttavia il libro di Gourevitch non è un noir, ma la precisa e avvincente ricostruzione di un delitto realmente accaduto, un inchiesta giornalistica il cui respiro non fa rimpiangere un'opera di fiction. Gourevitch, collaboratore del "New Yorker" e autore di Storie dal Ruanda (Einaudi, 2000), non si limita a ricostruire l'infima vicenda di Koehler e del suo crimine, ma riesce a delineare il ritratto di un'epoca: la New York anni settanta della malavita e della polizia corrotta, della mafia italiana e di quella irlandese, degli allibratori e degli spacciatori, senza tuttavia concedere nulla ai cliché o al fascino romantico della "mala". In questa inchiesta, coinvolgente come un romanzo di Ellroy o un film di Scorsese, il frammento di cronaca si apre e torna a vivere sul palcoscenico della storia americana degli ultimi trent'anni: l'ossessione del detective e la fuga rabbiosa dell'assassino diventano la rabbia e le ossessioni di un'intera nazione.

Francesco Guglieri