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«Nel complesso, il castello, come si mostrava da quella distanza, corrispondeva all'aspettativa di K. Non era un antico maniero né un fastoso edificio nuovo, ma un vasto complesso che consisteva in poche costruzioni a due piani e in molte più basse, fittamente accalcate». L'agrimensore K. contempla il simbolo del potere. Ogni sua azione e ogni suo pensiero sono rivolti a quell'incombente castello, perché la sua unica aspirazione è mettersi al servizio del Conte che vi dimora. Ma le difficoltà sono insormontabili: il castello è sede di una burocrazia dall'intricato criterio gerarchico, che amministra il villaggio secondo un groviglio di leggi contrarie alla morale e alla logica. Quando tutti gli sforzi di K. si saranno rivelati vani, il caso gli offrirà l'occasione di parlare con un funzionario e tuttavia egli sarà troppo stanco per continuare la sua lotta. La solitudine, l'incapacità di trovare nella trama dei gesti quotidiani un senso plausibile, la consapevolezza che a dominare è una finalità insensata perché senza un fine: Il castello - uguale e contrario del Processo - denuda i punti cardine del pensiero di Kafka, incastonandoli in una tensione narrativa che ci costringe a riflettere sul senso del nostro esistere.

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    paolo

    26/04/2016 09:57:40

    Romanzo complesso dalle molteplici interpretazioni che puo' essere letto in almeno tre modi:religioso,politico marxista ed esistenzialista.Il fatto di essere un'opera incompiuta pero' pesa sul risultato dell'operazione letteraria.

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    giovanni

    01/12/2015 22:11:42

    Ho provato in tutti i modi a finire questo romanzo ma non ce l'ho fatta. Mi ha fermato il pessimismo senza speranza dell'autore. Fra l'altro ho scoperto che tanta altra gente non e' riuscita a finire romanzi di Kafka (gente che legge anche Dostoevskij, Franzen, etc.). A me il pessimismo puo' anche stare bene, ma oltre un certo livello mi sembra fine a se stesso.

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    Trixter

    12/11/2014 17:08:07

    Un luogo non-luogo, personaggi spenti ma di grande personalità, la lotta costante contro il male della burocrazia e dell'incomunicabilità. Un romanzo assolutamente grottesco, surreale, fuori dal mondo in un mondo reale ma che si percepisce come distante. Peccato per una parte centrale (il dialogo del protagonista con Olga) un pò ridondante e per un finale tronco, ma Il Castello è da considerare un'opera semplicemente geniale.

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    Nino Amico

    21/05/2014 16:24:35

    Ho trovato molto impegnativa la lettura di quest'opera di Kafka, ciò nonostante la lettura di alcuni capitoli ha prodotto dentro di me le stesse sensazioni di quello che considero il vero capolavoro di Kafka, ovvero "Il Processo". In questi capitoli vengono trasmessi al lettore i brani di intere conversazioni della nostra quotidianità, dove le continue "tesi" messe in atto dai personaggi diventano prima plausibili, poi contraddittorie, poi nuovamente plausibili. La prosa, pur essendo notevolissima, risulta spesso appesantita a causa dei lunghi periodi e delle complicate riflessioni dei protagonisti. Rimane un'opera densa di significati, corposa e molto strutturata dove, attraverso l'atmosfera livida del villaggio e di un castello, anche metaforico, irraggiungibile per il protagonista, si producono le tematiche care all'autore, quali il senso di angoscia del vivere quotidiano, la mancanza di chiarezza nei rapporti umani, la ricerca della verità e della giustizia, la lotta e l'accanimento per raggiungere uno scopo, il senso vanificato delle proprie azioni prodotto dai comportamenti dell'uomo coinvolto nei meccanismi della burocrazia ma, si vorrebbe dire, dell'uomo coinvolto nei rapporti con l'uomo e con le sue limitatezze. Un romanzo che merita senza dubbio un'attenta rilettura, per cogliere con maggiore chiarezza il senso ineludibile delle angosce tipiche del nostro vivere.

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    Jean

    26/03/2014 12:37:29

    Romanzo che riprende il tema del surreale che Kafka utilizza spesso nei suoi romanzi. Questa vicenda è meno scorrevole di altre sue opere però i sentimenti di impotenza e frustrazione del protagonista sono ben rappresentati dall'autore. Il romanzo è incompiuto e questo spiega perché l'ho valutato in questo modo. Sono un amante di Kafka e ho recensito altre sue opere, ma in questo romanzo l'incompiutezza, a mio parere, non riesce a posizionarlo alla pari di altri suoi romanzi. Comunque lo consiglio per gli amanti del genere e di Kafka.

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    Alexander Der Bischof

    14/10/2013 22:57:43

    Il castello è a mio avviso l'opera più geniale dell'epoca contemporanea , ci sarebbe molto da dire ma per questo consiglio la lettura del saggio su Kafka di Deleuze e Guattari.

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