Traduttore: R. Duranti
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 29 novembre 2011
Pagine: 226 p., Rilegato
  • EAN: 9788806197858
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Descrizione

A volte anche una visita inattesa e poco gradita - quella di un amico cieco della moglie, per esempio - può smuovere emozioni dimenticate. E cosi, infatti, che il narratore del racconto che dà il titolo alla raccolta - forse il più celebre di Carver e uno dei più amati dall'autore - finisce per passare quasi senza rendersene conto dall'iniziale ostilità condita di gelosia al momento di una piccola rivelazione. È un personaggio carveriano a tutti gli effetti, l'anonimo protagonista del racconto: sottilmente alla deriva, privo di amici, inchiodato in un lavoro che detesta, con una moglie da cui forse si sente un po' trascurato. Eppure, è proprio la presenza ingombrante del cieco Robert a costringerlo a uscire dalla sua corazza e abbozzare un rapporto umano, una condivisione che gli permetterà di recuperare, forse, una parte di sé dimenticata. Carver ne segue l'impercettibile evoluzione con naturalezza, con uno stile maturo e consapevole dei propri mezzi, da lui stesso definito "più pieno e generoso". Se "Cattedrale" chiude la raccolta su una tenue nota positiva, nel resto del libro prevalgono i toni desolati, i fragili equilibri pronti a spezzarsi in conseguenza di eventi all'apparenza secondari: un nuovo trasloco in "La casa di Chef", l'atto mancato di una riconciliazione impossibile in "Lo scompartimento", l'inizio di una crisi senza apparenti vie d'uscita in "Vitamine", in cui nella deriva personale fa irruzione la violenza della storia.

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    vincx

    03/07/2017 15:22:10

    Carver è certamente uno scrittore di talento. Ma, a parer mio, il talento non basta per scrivere bei libri. Penso che servano anche altre componenti (profondità, empatia, vitalità, solo per citarne alcune). Qui invece emergono uno stile ed un contenuto troppo essenziali, troppo regolati, troppo razionali. Non ci sono mai veri picchi. Né c’è mai una vera tensione che abbia trascinato la mia lettura. E’ una raccolta di racconti in cui talento e creatività sono al servizio di un puro esercizio accademico. Dedicato a chi nutre inclinazioni da professore a cui piace passare il tempo a correggere i temi svolti in classe dai propri studenti.

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    BARBARA

    24/03/2014 16:32:06

    Non amo particolarmente i racconti ma Carver prima o poi andava espugnato. Boh, che dire ? alcuni racconti li ho trovati poco interessanti sia dal punto di vista della scrittura, a tratti un po' troppo ripetitiva e semplificata, sia per la "storia", banale e priva di reali elementi di interesse. Altri sono senza dubbio meglio, primo fra tutti l'ultimo, che dà il titolo al libro e racconta dell'incontro tra il narratore ed un cieco, amico della moglie e fresco di vedovanza; incontro preceduto da pessimismo e fastidio, ma che si trasforma in un'esperienza forte. Buona parte dei racconti hanno in qualche modo a che fare con l'abuso di alcol e con esistenze misere, o con tragedie improvvise che costringono i protagonisti ad affrontare realtà prima inimmaginabili. In quasi tutti c'è insoddisfazione strisciante, vuoto pneumatico, apatia, passato da dimenticare. ma mi aspettavo molto di più. Non credo metterò Carver tra gli scrittori preferiti, voto 6

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    Gondrano

    11/04/2013 08:45:12

    Raccolta molto interessante di istantanee di vita; sembra di fare bungee-jumping su un fiume buttandosi da un ponte a testa in giù e di immergersi per qualche istante nelle vite degli altri, uscirne e ripiombare con la testa sotto un acqua che, come diceva Eraclito, non è più la stessa. Mi piace molto questo stile di scrittura, incisivo e minimalista. Lascia spazio e tempo per riflessioni personali.

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