Cecenia. Il disonore russo

Anna Politkovskaja

Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 marzo 2009
Pagine: 213 p., Brossura
  • EAN: 9788860441058
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con Carta del Docente e 18App

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 6,80

€ 8,00

Risparmi € 1,20 (15%)

Venduto e spedito da IBS

7 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Cosa ne pensi di questo prodotto?
PER TE 5€ DI BUONO ACQUISTO
con la promo Scrivi 5 recensioni valida fino al 23/09/2018
Scopri di più
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    n.d.

    10/06/2018 17:41:48

    lo cosiglio a chi interessa l'argomento

  • User Icon

    david

    21/07/2015 16:09:57

    Ennesimo libro di denuncia della Politkovskaja, stavolta sul conflitto Russo-Ceceno, dove la giornalista offre il SUO punto di vista puntando il dito sull'esercito russo e su (ma guarda un pò) Vladimir Putin. Ora, le atrocità compiute dalle truppe di Mosca durante i due conflitti ceceni non si discutono, ma non sono state unilaterali e non si scostano da qualsiasi testimonianza proveniente da qualsiasi conflitto (senza voler giustificare nessuno, ci mancherebbe). Dalle guerre mondiali, al Vietnam, alla ex-Jugoslavia, all'Iraq; cambiano i protagonisti ma le atrocità (silenzi, censure, stupri, violenze sulla popolazione, fosse comuni, uso di armi vietate) rimangono ESATTAMENTE le stesse. Ci sono state OVUNQUE, non solo in Cecenia. E' questo quello che mi lascia un pò perplesso del libro: "Che criminali i russi ... Putin poi". Se c'è una denuncia da fare mi va benissimo, ma non si deve far passare in secondo piano chi c'era "dall'altra parte". Figure come Samil Basayev (colui che ordinò le azioni al Teatro Dubrovka e alla scuola di Beslan), Ruslan Khuchbarov (colui che guidò le azioni a Beslan), Dokka Umarov (attentati alla metropolitana e all'aeroporto di Mosca). Solo per citarne alcuni.

  • User Icon

    Federica

    23/05/2012 11:38:45

    Donna e giornalista straordinaria. Con la sua sete di verità e di gistizia ha firmato la sua condanna a morte. Non poteva tacere, non poteva non scrivere e voltare le spalle al popolo ceceno, non era moralmente in grado di tacere la verità. I suoi concittadini russi, l'Europa tutta dovevano sapere. Questo le è costato la vita. Per non dover più dire "IO NON LO SAPEVO".

  • User Icon

    Francesco

    30/10/2009 12:47:48

    Questo libretto di circa 200 pagine, introdotte magistralmente da Roberto Saviano (i due condividono non solo una potente partecipazione emotiva agli eventi rispettivamente vissuti, ma anche una forte fede e una grande speranza nel potere della parola), si lascia leggere molto velocemente per la chiarezza dei pensieri e delle descrizioni dell'autrice. Una tristezza sconfinata: i pochi gesti umani (riferirsi all'insieme degli essere umani con il termine "l'Umanità" risulta alquanto inadeguato, dovremmo iniziare a prenderne atto) naufragano in un'abbondanza di malvagità, crudeltà, insensibilità, indifferenza, miseria, terrore, diffidenza e aberrazioni. Grosso modo ritrovo le stesse crudeltà raccontate, in contesti e momenti storici diversi, da Philip Caputo in "La voce del Vietnam" e da tanti altri autori in altre guerre. I russi nulla aggiungono al catalogo sconfinato delle crudeltà che dominano nei contesti bellici; se mai danno una loro brutale personalizzazione alle abiezioni da sempre praticate. Il libro è anche un atto di accusa a Putin, a quanto di pericoloso rappresenta e al suo riportare la Russia in un passato sovietico che si sperava superato. Per tutto quanto viene descritto nel libro, e quindi per i nemici potenti e senza scrupoli che l'autrice sceglie consapevolmente di farsi, "Cecenia. Il disonore russo" non poteva che essere una dichiarazione di suicidio. Un reportage di altissimo livello sotto tutti gli aspetti. Consigliato a chi apprezza la verità.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione