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Lucrezia Lerro

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 100 p. , Brossura
  • EAN: 9788845260247
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Recensioni dei clienti

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    Elena

    19/07/2014 15.57.45

    Un libro molto forte,anche per le tematiche trattate,ma proprio per questo vero e realistico. Scritto molto bene con il linguaggio asciutto e senza filtri dell'autrice.qualità questa che la rende unica nel panorama narrativo attuale,caratterizzato da molta banalità e superficialità.

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    Micol

    11/07/2014 16.32.00

    Librino contenutisticamente esile e superficiale dal punto di vista psicologico per un argomento delicatissimo: sembra quasi il risultato della combinazione di appunti personali, stralci di diario privato ed elementi autobiografici, pericolosamente messi insieme senza una vera abilità letteraria.

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    fabiano mori

    06/07/2014 17.02.03

    E' un libro straordinario BRAVISSIMA!

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    Luigia

    27/06/2014 10.58.02

    Un romanzo molto modesto. Sembra un temino da quinta elementare.

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    MariaGiovanna Luini

    10/06/2007 16.47.05

    Commento solo i libri belli. Il fatto che ci sia un mio commento significa che ho trovato questo libro bello, molto bello. Mancano le parole, alla fine: forse per questo i capitoli si fanno brevi. Scritto bene.

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    sara trombetta

    26/09/2006 18.27.53

    Sono contenta di aver letto questo libro.In queste pagine è espressa tutta la sofferenza della ragazza e tutti i sacrifici della madre,mostrando il gravissimo problema della bulimia che è sempre più diffuso.Però l'indifferenza della gente di fronte a questa situazione mi fa pensare:esistono davvero persone così egoiste da non pensare ad aiutare gli altri?

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    rainbow

    02/09/2006 18.56.07

    Ciò che più si apprezza di questo bel romanzo breve è lo stile asciutto, senza fronzoli. Buono l'aspetto psicologico del rapporto madre-figlia. Lascia un po' a desiderare invece la gestione da parte dell'autrice del carattere, per così dire, clinico della vicenda, con troppe descrizioni dei disturbi, alcune volte superflue. E' comunque un libro che ti lascia qualcosa dopo averlo letto, e ciò è davvero importante. Esistono momenti narrativi (come il rapporto con la studentessa) che avrebbero dovuto essere sviluppati ulteriormente, e questo rappresenta contemporaneamente un pregio e un difetto dell'opera.

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    paola ruspoli

    14/04/2006 15.35.34

    Certi giorni sono felice è il libro più interessante e scritto bene che abbia letto dell'ultima generazione di scrittori. Letteratura? Sì, questa è letteratura con la L maiuscola. Perchè una grossa casa editrice non pubblica un libro di questo tipo non riesco a capirlo, avrebbe più diffusione, più pubblicità. Poi mi chiedevo ma perchè questa brillante autrice è uscita solo nell'antologia mondadori? non riesco a trovare un suo libro di poesie in libreria, e ne scrive di commoventi come Optical e la Ragazza Orientale. Aspetto di leggere il suo nuovo romanzo. Bellissimo anche la frase che ha citato all'inio "io sarei nata per una vita spensierata". Ciao scoiattolina.

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    sara vergassola

    10/03/2006 11.16.25

    Mi piacerebbe conoscere l'autrice di Certi Giorni Sono Felice, ho l'impressione che sia una persona particolare, anzi speciale! Ho visto la foto su internet ed una volta l'ho sentita alla radio, non solo è bellissima, che capelli! Ma ha una voce sensuale, dice delle cose che mi commuovono. Non avevo mai pensato che una scrittrice potesse essere brava e allo stesso tempo bellissima con un corpo da far invidia. Sei davvero fortunata Lucrezia. Io vorrei somigliarti un pò. Ho letto anche le tue poesie nell'antologia momdadori, che dire scirvi dei versi d'amore che resteranno nel tempo. Ciao Sara Vergassola

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    italia giordano

    10/03/2006 10.55.24

    Certi Giorni Sono Felice è bellissimo! Sono una ragazza di sedici anni, non leggo moltissimo ma questo libro che mi è stato consigliato dalla mia professoresssa d'italiano mi è piaciuto tanto. Confesso che ho anche pianto. Ti vorrei conoscere scoiattolina! Lucrezia Lerro mi auguro di leggere il tuo secondo romanzo, grazie.

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    Alberto Bevilaqua

    16/02/2006 14.44.09

    E' con questo composito testo narrativo, dove le incalzanti sezioni intendono registrare le fasi accese, dominate dall'extrasistole e dalla distimia, di un elettrocardiogramma esistenziale, che la giovane autrice tenta la sua sfida al possesso del racconto. La penna corre senza soluzioni di continuità, zone morte, mantenendo il flusso sanguigno a quella che abbiamo definito "la metafora cardiaca". Si avverte un'attrazione oscura per la patologia fisica come mezzo per controbilanciare il malessere esterno, sociale. Il lettore è indotto a pensare che questa patologia (o i conseguenti scompensi psichico-distimici, cardiaci ripetiamo) sia da identificarsi in una bulimia adolescenziale, mai specificata come tale, tuttavia atmosferica, oppressiva come una nube nera. La protagonista infatti, ciò che ingurgida espelle, in un andirivieni fra le stanze di casa e il bagno. Una sorta di piccola gargantua all'incontrario. Ma questo è soltanto un mosaico logico, quanto superficiale, che copre un sottosuolo dove l'intento è tutt'altro. La Lerro non crede alla logica, alla causa e all'effetto narrativi. Li fa credere con cruda abilità, al lettore. Muove, nel suo teatro, figure e situazionii di comodo, con sprezzo e ironia. La bulimia è una di queste situazioni ingannevoli. Nel romanzo, in realtà, non c'è vittimismo, e nemmeno cedimento psichico, smarrimento cerebrale. Esiste, invece, un'impietosa freddezza nella rappresentazione del vomitevole mondo contemporaneo, e nella reazione al medesimo. Cosa vomita, in realtà, la protagonista?Gli aspetti aberranti e perversi della vita altrui, con cui viene a contatto (e li confeziona, in una sorta di sarcastico processo, per venirne a contatto, espellerli). Così accade col fantoccio della madre, capace soltanto di meccanica protettività, non meno penosa e disanimata allorché si vende a un macellaio e ai suoi amici per procurarsi il denaro necessario alle cure della figlia (lo crede lei, nella sua goffagine...)(Recens. apparsa su 'Grazia' del mese di febbraio a firma di Alberto Bevilaqua)

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    Menotti

    04/02/2006 12.37.27

    In occasione dell’uscita del suo nuovo libro certi giorni sono felice abbiamo intervistato l’autrice, Lucrezia Lerro. Un libro, quello di Lucrezia, che affronta un tema molto delicato, doloroso e purtroppo attualissimo: la bulimia. Lucrezia, che cosa ti ha fatto decidere di scrivere questo libro? Questo libro nasce da un’esperienza da me realmente vissuta ai tempi dell’università. In quegli anni conobbi e divenni molto amica della ragazza che poi è divenuta la protagonista del mio libro, vivendo con lei passo dopo passo il dramma di questa malattia. Disperazione e speranza che continuamente si alternano, un’incessante lotto contro un corpo che impazzisce e grida il dolore che ha dentro e la vita, la fiamma della speranza che non muore mai. Cosa diresti ad una ragazza con questo problema? Di non isolarsi, di non sentirsi sola, di trovare un’amica, uno sfogo, di non vergognarsi della sua malattia. Ed ad una mamma che si trovasse a dover affrontare questo dramma? Di essere vicino alla figlia, di seguirla passo dopo passo senza essere aggressiva, senza invadere i suoi spazi. Di amarla tanto e di saper aspettare. Qual’è stato il sentimento che hai sentito di più mentre scrivevi? La rabbia nei confronti di tutte quelle persone che le sono state accanto, facendo finta di niente a volte senza neanche crederle, altre volte coscienti del problema ma indifferenti. Parlando del tuo lavoro, come ti sei avvicinata alla scrittura? La scrittura è una cosa che mi appartiene, un dono che ho fin da quando ero piccola e che è cresciuto con me negli anni. Con il passare del tempo mi sono sempre più appassionata, cercando di migliorarmi attraverso lo studio… Per concludere, c’è un messaggio che vorrebbe arrivasse ai lettori del tuo libro? Sì, quello di non abbattersi mai, di essere sempre positivi, di avere la forza di cercare una via di fuga anche quando ci sembra di essere sopraffatti dal dolore e dalla disperazione. (Intervista a cura di Emanuela De Santis apparsa sul N° 61 del mese di dicembre di Ragazza moderna)

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