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Giovanni Fasanella, Alberto Franceschini

Collana: Saggi
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p. , Brossura
  • EAN: 9788817002349

Recensioni dei clienti

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    Alan

    20/12/2009 00.37.43

    Libro illuminante. Indispensabile per chi vuole comprendere l'esegesi delle delle BR.

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    francesco

    16/12/2008 19.45.27

    Libro illuminante. Finalmente, dopo tante letture, ho trovato la quadratura del cerchio, ho delimitato i confini della questione. Certo una cosa deve essere chiara: capire la storia delle Br esclusivamente attraverso i libri-intervista o le memorie di singoli protagonisti mi sembra quanto meno errato, se non altro perché i punti di vista personali rappresentano un'ottica troppo ristretta per avere una visione ampia. Ecco perché per me questo libro ha rappresentato "solo" uno dei punti d'arrivo, dopo ben altre letture molto più documentate delle rivelazioni di singoli soggetti. Molto dovrò ancora leggere, ma i confini della questione per quanto mi riguarda sembrano essere tracciati. Questo perché Franceschini, pur essendo fuori dai giochi dal 74 in poi (e questo è bene non dimenticarlo) riflette con grande lucidità, racconta con grande chiarezza, ha cercato con molta onestà e non ha grandi motivi per deformare la situazione, proprio perché era "esterno" a quanto stava accadendo. Molte sono ipotesi, come dicevo, ma sono le più credibili che abbia mai letto finora, e non perché io sia malato di dietrologia o abbia una passione speciale per i complotti; il fatto è che la "teoria di Franceschini" sembra far quadrare troppi punti che altri protagonisti dell'epoca o molti studiosi attuali non sanno spiegare, non vogliono raccontare o semplicemente non conoscono. Molto rimane di irrisolto anche dando credito a Franceschini ma, pur dopo aver letto un po' di libri sull'argomento, consiglio a tutti di passare per questo valido contributo di Fasanella (non certo un esordiente). Per il resto, mi unisco totalmente all'opinione espressa dal lettore Eugenio.

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    Fabio Marchioni

    23/09/2007 11.50.52

    Ho letto, questo libro subito dopo il libro intervista a Moretti. Franceschini, al contrario di Moretti, parla molto, forse anche troppo dei fatti di quegli anni, trattenendosi però su dettagli e stranezze effettivamente avvenute. .Moretti invece svolge un' analisi politica più approfondita del fenomeno brigatista visto dal di dentro, ma è molto sommario nel racconto cronachistico degli eventi. la confusione sotto il cielo è tanta,ma personalmente credo più alla " verità" di Franceschini. Del resto, perchè stupirsi di eventuali infiltrazioni dei servizi segreti nei gruppi della sinistra extraparlamentare Italiana, BR comprese? Mi sembra che al contrario Moretti l'origine assolutamente Italiana delle Brigate Rosse per nascondere scenari ben più complessi. Penso proprio che leggerò anche il libro di Gallinari per avere un quadro più complessivo...

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    alex

    04/11/2006 15.21.09

    Chiarificante per molti aspetti anche se la carne messa sul fuoco da Franceschini è sicuramente poco roba rispetto a quello chè stato il movimento nella sua essenza. Restano ancora tante ombre su quegli anni....... Ci sara' mai una verita' ufficiale?...dubito.

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    Luna

    31/08/2005 12.06.16

    Spero davvero che come ha confermato lo stesso Franceschini, questo sia l'ultimo sforzo che compie per fare luce sugli anni delle BR visto che il risultato è esattamente l'opposto ovvero confondere le idee e fare facile dietrologia su quelli che sono stati fatti e avvenimenti sotto gli occhi di tutti. Sarebbe ora che lui e Flamigni la smettessero di infangare le BR con storie assurde che fanno acqua da tutte le parti, non aver vissuto gli anni di piombo più sanguinosi e cruenti è indicativo del fatto che proprio chi scrive certe cose forse è un po' troppo nostalgico e cerca in tutti i modi di far valere la propria versione dei fatti, perchè ha bisogno di sentirsi ancora in qualche modo il nucleo storico, il Capo, ha bisogno che le luci non vengano ancora spente. Non ci dimentichiamo che durante i 55 giorni del sequestro Moro, faceva comodo a tutti i compagni detenuti sostenere la validità dell'azione delle BR, vista la prospettiva. A quel tempo Moretti non era poi così cattivo, no? Ma per favore...

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    Gilr43n

    29/04/2005 15.06.33

    Ho acquistato il libro di Franceschini per, come si dice? Sentire anche l'altra campana, visto che finora avevo letto solo Moretti, e per avere le idee un po' più chiare su un periodo che mi sarebbe piaciuto vivere ma che per questioni anagrafiche, non ho potuto vivere. A mio modesto parere, c'è un po' troppa dietrologia in questo libro, magari è tutto vero, ma mi piace credere che non sia così. Consiglio questo libro a chi non ha ancora deciso da che parte stare. Rimane comunque una buona lettura.

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    eugenio

    06/03/2005 21.24.09

    Nonostante i commenti precedenti, parto da un presupposto fondamentale: il libro non ha nulla a che fare con Mara Renato e io. Questo testo è fondamentale per tutti coloro che ogliono approfondire la propria conoscenza sul fenomeno brigatista. Innanzitutto è un'opera molto più matura rispetto al libro scritto da Franceschini anni prima. Infatti esprime l'ansia e l'angoscia di un ex brigatista che suppone che una mano invisibile possa aver mosso le br apportando non delle semplici e giornalistiche supposizioni, ma sfruttando la propria testimonianza diretta. La differenza con Flamigni è questa per l'appunto. Bisognerebbe forse apprezzare il fatto che un testimone diretto di quegli eventi abbia deciso, partendo da alcuni studi dietrologici sicuramente, di esprimere il suo parere a rigiuardo in un libro facilmente leggibile. I concetti sono infatti espressi in maniera molto chiara e con una spontaneità che in molti dovrebbero invidiare all'autore. Sostenere una continuità con Mara Renato e io è inesatto, semplicistico e direi superficiale.

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    Monika

    20/07/2004 17.36.13

    Il libro, sotto forma di intervista, come tanti ne abbiamo visti sull’argomento, è ben strutturato e di facile lettura: si può affrontare sia come primo, sia come ultimo testo sul tema e stimola ad approfondire in varie direzioni. Quanto alla verità in esso contenuta, penso che solo Franceschini possa sapere dove inizia e dove finisce. Quale motivo potrebbe spingerlo, adesso, a fare nomi e accuse, a tornare su quei fatti? Lui ci risponde sostenendo che lo fa per ricercare la verità: personalmente, da idealista, voglio crederci. Certamente sono presenti tante accuse a Moretti ed altri che aiutano Franceschini a dipingersi un po’ migliore di loro e mi portano ad affermare “voglio crederci” invece di “ci credo”. Renato Curcio, nel libro, è descritto con sentimenti che mi sono parsi un po’ misti; penso che egli non sia né un traditore, né un idiota, ma sicuramente una persona che più di altri ha sofferto e pagato per i fatti in questione. Franceschini sembra saperlo e gli porta rispetto.

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    Sauro

    17/07/2004 16.39.53

    Ho letto sia il libro di Franceschini,sia quello di Moretti "Br,una storia italiana" e devo dire che tra i due il personaggio più ambiguo mi è sembrato proprio Franceschini,che "accusa" Simioni e la sua "struttura scolastica" Hyperion di essere al centro di una rete internazionale di servizi segreti.Ma siamo proprio sicuri che Franceschini abbia detto tutto quello che sa sia su Moretti,sia su Simioni?Mi appare difficile che lui si tiri fuori da questa situazione,ponendo al centro dell'attenzione Moretti e il Superclan di Simioni,quasi come a volere nascondere un suo impiego o interesse alla nuova struttura.Io penso che proprio Franceschini abbia tradito l'ideale delle Br,e quando si è trattato di esporsi in prima persona passando quindi all'attacco al cuore dello Stato,si è come riguardato dal voler promuovere un'attività sì paramilitare,ma che aveva il fine di portare la classe proletaria alla conquista della "libertà" sull'egemonia classista democristiana.Franceschini è solo un teologo,Moretti è il braccio e la mente che portano le Br allo scontro contro lo Stato,uno scontro fatale,ma necessario se si voleva veramente cercare di portare il "potere" nelle fabbriche,non si poteva solo cercare di gambizzare o bruciare i capireparto e le loro auto,la lotta per avere successo deve avere risonanza e non può essere valorizzata senza aggiungere fatti alle parole.Ho visto anche il film di Martinelli,Piazza delle 5 lune...un bel film...ma se non fosse solo un film?Qualcuno dirigeva Moretti,e io non credo ne che fosse la Dc o lo Stato o Simioni,ma Franceschini stesso a cui serviva un capro espiatorio qualora le cose fossero andate male per le Br e l'ha trovato in Mario Moretti,uno dei pochi che a creduto nella lotta di classe elevata contro lo Stato.

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    Manlio

    22/06/2004 14.48.47

    Il libro e' una riedizione di Mara Renato ed Io, con alcune integrazioni che all'epoca non erano ipotizzabili (vedi blitz nel caso Sossi). Anche io pensavo che il libro fosse una nuova ode dietrologica stile Flamigni-Fasanella. Ma non lo e' del tutto. Franceschini lascia intendere che Simioni sia una spia (americana? russa?), ma poiche' Simioni "lavorava" in coppia con Curcio (si dividevano i compiti) se ne dovrebbe dedurre che Franceschini ipotizza un ruolo ambiguo di Curcio? O forse era solo un deficiente? La tesi del libro mi sembra evidente. In tre righe Franceschini spazza via vent'anni di dietrologia (in sintesi; le br sono un fenomeno italiano, nato dalla cultura della sinistra piu' legata ai valori della resistenza, ma qualcuno le ha strumentalizzate per condizionarne le azioni) ma poi sembra distinguere nelle br la fase genuina (quando c'era lui) e quella geneticamente modificata (quella di Moretti). Ma anche lui avrebbe molte cose da rivelare, cose che non dice o che dice dopo 20 anni (ad esempio chi era il compagno della Cagol che sopravvisse il 5 giugno del 75? Oppure, come mai nel primo libro non ha accennato alla proposta fatta a Craxi per tentare la via della trattativa nel caso Moro e che Craxi non volle percorrere? Forse perche' adesso Craxi non puo' piu' controbattere?). Anche Franceschini ha molte cose da dire e se vuole essere credibile (vi invito a leggere la versione della liberazione di Sossi dal libro Mara Renato ed io e poi a confrontarla con l'intervista a Minoli il 5 gennaio 2004: due tesi agli antipodi, quale vera?) deve dire tutto quello che sa, deve confessare tutte le manovre relative alle trattative nel caso Moro che sono passate dal carcere e deve dire quello che sa di via fani. Le br sono nate perche' il contesto era quello che era e sono andate avanti perche' a qualcuno ha fatto comodo che andassero avanti. Ma questo non chiediamolo alle br. E queste sono cose che non si svelano con le ricostruzioni anagrafiche del buon Flamigni. Negando si da solo la colpa agli altri.

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    Massimiliano Filiberti

    29/05/2004 13.35.35

    La storia di Alberto Franschini nelle "BR" cessò l'8 settembre 1974 ad un passaggio a livello nei pressi di Pinerolo. Sono trascorsi trent'anni eppure, per il fondatore delle "BR" (uno dei fondatori), la verità non è ancora stata scoperta. O forse è lui che la rifiuta. Si tratta semplicemente della riedizione di "Mara, Renato e io"... infarcita delle teorie dietrologiche alla Flamigni. P.S.= "Piazza delle cinque lune" non è di Marco Tullio Giordana bensì di Renzo Martinelli... e non merita d'essere visto.

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    chiara

    06/05/2004 14.27.12

    il libro è un documento fatto di percezioni complete e a volte ancora appassionate. Franceschini ha parlato con la una franchezza di chi ha pagato tutto, senza sconti e non se ne è mai lamentato. un uomo rimasto coerente se non alle scelte, com'è ovvio, almeno agli ideali. anche se vissuti, filtrati dalla maturità, dall'esperienza ma non credo dalla delusione. rivelazioni pesanti, importanti per chi è ancora alla ricerca della verità fin'ora mascherata. oservazioni di chi a distanza di tanti anni non vuole dimenticare, ma ancora una volta indagare. complessivamente molto buono, sicuramente da leggere. e già che ci siete guardatevi anche il film PIAZZA CINQUE LUNE, di giordana. buona lettura.

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